RNFF: Followed- L’inquietante imprevedibilità dell’esistenza

Emma Senofieni

Novembre 12, 2020

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Come ogni anno, il Ravenna Nightmare Film Festival ci ha presentato la sua selezione di film per il Concorso Lungometraggi. Pellicole d’autore provenienti da diverse parti del mondo che, attraverso generi differenti, portano sullo schermo la propria idea di incubo e terrore. Da questo punto di vista, Followed di Carlo Ledesma decide di servirsi del genere più abusato: l’horror. Una sfida in un certo senso molto rischiosa: si tratta di un genere che, a parte qualche eccezione, negli ultimi anni sembra avere poco da dire, proponendo trame spesso banali e prevedibili. Per fortuna, Ledesma è riuscito a superare quasi completamente questo ostacolo, realizzando un horror particolarmente coinvolgente e ansiogeno.

Followed

Olivia comprende che c’è qualcosa che non va nella figlia

Followed (in originale Sunod) è il secondo lungometraggio del regista filippino, ormai una personalità molto importante del cinema orientale contemporaneo.

Ledesma ci porta nella difficile vita di Olivia Sazon (Carmina Villarroel), madre single disoccupata, con un disperato bisogno di denaro. Sua figlia adolescente Annelle (Krystal Brimne) deve infatti subire un’operazione a causa di un grave problema al cuore, che la costringe a vivere in ospedale. Fin da subito, si pone l’attenzione sullo strettissimo legame tra madre e figlia: sole contro ogni difficoltà, le due trovano conforto solo nell’affetto dell’altra. Un affetto che sembra l’unica fonte di luce in un mondo grigio, rappresentato qui da una fotografia dai colori freddi e cupi. La società delineata da Ledesma è infatti dominata dal denaro e da un forte squilibrio sociale, che impedisce ai meno abbienti di usufruire anche dei servizi basilari per sopravvivere.

Olivia trova finalmente un impiego presso un call center, gestito dall’agenzia bancaria LGO, dove viene accolta e supportata dal giovane responsabile Lance (JC Santos). La donna scopre presto che l’edificio in cui lavora ha un inquietante passato e inizia a percepire strane presenze. In particolare, Olivia fa conoscenza di una bambina di nome Nerisa (Rhed Bustamante), che una notte la segue fino all’ospedale in cui è ricoverata la figlia.Dopo questo avvenimento, Annelle guarisce miracolosamente dalla sua malattia, ma il suo comportamento cambia drasticamente.

Followed

Annelle si comporta in modo strano

Fin da subito, Followed è caratterizzato da un’atmosfera tesa e inquietante: sia la protagonista sia gli spettatori non possiedono alcuna certezza, in quanto tutto può venire ribaltato da un momento all’altro.

Emblematico da questo punto di vista il personaggio di Lance. Nella prima parte della pellicola, il ragazzo si mostra estremamente cordiale e disponibile, dimostrandosi sì attratto da Olivia, ma trattandola sempre con estremo rispetto. Né il pubblico né tanto meno Olivia si sarebbero aspettati che Lance avrebbe approfittato della vulnerabilità della donna con egoismo e violenza. Una scelta narrativa apparentemente secondaria rispetto alla trama principale, ma certamente significativa. In una società ancora dominata dagli uomini, una donna, soprattutto se in difficoltà economica, è spesso sola contro i problemi della vita. Non è infatti un caso che in Followed i personaggi principali siano essenzialmente femminili, come se il regista avesse voluto focalizzarsi sulla lotta continua delle donne contro i pericoli del mondo.

Nella storia, i pericoli arrivano a manifestarsi anche nella personalità di Annelle. La ragazzina è infatti posseduta da un’entità estranea, che ne controlla e altera i comportamenti. Il tema della possessione, affrontato dal cinema horror fin dai tempi del film cult L’esorcista (1973), è qui ben rappresentato soprattutto grazie all’eccezionale performance di Krystal Brinmer. La giovane riesce infatti nel difficile compito di sdoppiare la propria interpretazione, passando in pochi secondi dal terrore di Annelle alla crudeltà dell’entità che la controlla.

Purtroppo la seconda parte del film, seppur coinvolgente, non è riuscita come la prima.

Come spesso accade nelle pellicole horror, ciò che è stato inizialmente ben introdotto viene in seguito risolto in maniera superficiale o incompleta. Ad esempio, non sono spesso chiare né le intenzioni né le ragioni dietro i comportamenti di alcuni personaggi.

Followed

Lo scontro finale

Nonostante alcune pecche, la seconda opera di Carlo Ledesma porta con efficacia sullo schermo l’angoscia di una giovane madre che vede sgretolarsi ogni certezza della propria, già precaria, esistenza.

Questo anche grazie a un’ottima regia, in grado di generare la giusta dose di tensione: in particolare, le inquadrature alle spalle dei personaggi ricordano l’esperta mano di Alejandro Amenàbar in The Others (2001). Anche la già citata fotografia è perfettamente funzionale alla narrazione degli eventi, contribuendo a creare un’atmosfera oscura e ansiogena.

Sebbene quindi non scevro da difetti narrativi, Followed riesce nel difficile intento di creare inquietudine nello spettatore. Un senso di inquietudine che permane anche a fine visione, facendoci domandare se, in fondo, anche noi siamo soli e inermi dinanzi all’imprevedibilità dell’esistenza.

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