Midnight in Paris
– Non scrivi mai bene se hai paura di morire. Tu ce l’hai?
– Sì, io direi che forse è la mia paura più grande.
– Be’, è una cosa che a tutti prima di te è successa e a tutti succederà.
– Lo so.
– Hai mai fatto l’amore con una vera meraviglia di donna?
– Be’, ecco, la mia fidanzata è parecchio sexy!
– E quando fai l’amore con lei, senti una vera e bellissima passione che almeno per quel momento dimentichi la paura della morte?
– No, no… Questo non succede.
– Io penso che l’amore vero, autentico, crei una tregua dalla morte; la vigliaccheria deriva dal non amare o dall’amare male, che è la stessa cosa, e quando un uomo vero e coraggioso guarda la morte dritta in faccia come certi cacciatori di rinoceronti o come Belmonte che è davvero coraggioso, è perché ama con sufficiente passione da fugare la morte dalla sua mente, finché lei non ritorna, come fa con tutti. E allora bisogna di nuovo far bene l’amore. Devi pensarci.
Midnight in Paris è forse il più bello fra i film di Woody Allen degli ultimi dieci anni. La storia dello scrittore in cerca di ispirazione che si perde nella Parigi degli anni ‘20 incontrando tutti i suoi miti letterari, potrebbe indurci a pensare la che pellicola sia una commedia leggera. In realtà, fra le assurde avventure di Gil, spuntano alcuni dialoghi molto interessanti, come quello fra il protagonista ed Ernest Hemingway. Chi meglio del grande scrittore americano può dare consigli sulla vita, sulla morte e sull’amore?




