La Donna che Visse Due Volte

Se non avete mai avuto le vertigini, non cantate vittoria troppo presto, perché ci pensa Alfred Hitchcock a farvi venire la paura dell’altezza grazie a La Donna che Visse Due Volte. Il film del 1958 ha nuovamente per protagonista James Stewart nel ruolo di un poliziotto che si ritira dal servizio dopo un incidente causato dalle vertigini di cui soffre. Tempo dopo accetta però un incarico da un vecchio amico: pedinare la sua bellissima moglie (Kim Novak) ossessionata dalla figura di una sua bisnonna morta suicida alla sua stessa età. L’ex poliziotto inizia così a seguire la donna e finisce irrimediabilmente per innamorarsene. Cerca di aiutarla in tutti i modi, ma non c’è niente da fare. Anche lei va incontro alla stessa sorte della sua antenata. Ben presto l’uomo scopre però che le cose non sono come sembrano e che dietro quella serie di avvenimenti assurdi c’è un intricato piano fatto di bugie e inganni.
Nella storia del film le vertigini sono un elemento importantissimo e il regista è davvero bravo da farle provare anche a noi soprattutto in un momento molto particolare.
La scena
I due innamorati si trovano nei pressi di una chiesetta. Si dichiarano il proprio amore, ma la loro relazione non è destinata ad avere un lieto fine. Lei infatti fugge improvvisamente verso il campanile mentre lui cerca di seguirla. La fobia dell’ex poliziotto non gli permette però di raggiungerla. Sale le scale ma la paura del vuoto lo perseguita. Arranca, è affaticato, il suo passo è incerto. Guarda continuamente verso il basso scorgendo un abisso sotto i suoi piedi. Le sue vertigini non gli consentono di salvare la vita dell’amata che precipita dal campanile sotto i suoi occhi. La scena dura pochissimi minuti, ma tanto basta a Hitchcock per farci provare lo stesso disagio del protagonista del film grazie a un sottofondo incalzante, a delle inquadrature ad hoc e, ovviamente, grazie alla bravura del suo pupillo James Stewart.




