Una balestra malridotta, una felpa rossa e un protagonista poco intimidatorio sono gli ingredienti dell’ultimo survival movie targato Netflix. Dai produttori di Strangers Things, un percorso a ostacoli nella natura selvaggia. Riuscirà Joel (Dylan O’Brien) a sopravvivere all’apparente binomio mortale, Love and Monsters, e a far trionfare l’amore?

Dylan O’Brien interpreta Joel in ‘Love and Monsters’
Lo schianto di una meteora sul suolo terrestre ha causato la mutazione della maggior parte degli animali a sangue freddo in mostri giganti. Per sopravvivere, l’umanità è costretta a radunarsi in colonie e a nascondersi sotto terra. Joel è costretto così a separarsi da Aimee, con ancora il loro primo “Ti amo” fresco sulle loro labbra. Dopo sette anni però Joel trova la colonia di Aimee e decide di uscire in superfice per raggiungerla.
Candidato al premio Oscar come Miglior Effetti Speciali, Love and Monsters rende i mostri talmente credibili da non far guardare una mosca con occhi diversi.
Come un contemporaneo giovane uomo, anche Joel sta vivendo un periodo di quarantena. Le similitudini con il tempo presente sono chiare. Il mondo esterno è invaso da un pericolo mortale e l’unico modo per sopravvivere è restare al riparo. Love and Monsters però ci ricorda anche qualcosa di veramente importante: la forza del singolo.
È Joel, da solo, che decide di affrontare i mostri, nessuno lo costringe. Anzi al contrario, i suoi compagni cercano di trattenerlo. Il ragazzo è addetto a compiti più manuali come le riparazioni tecniche o la preparazione della cena, non alla caccia. Certo, ci sono delle persone addette alla ricognizione esterna per cercare cibo e provviste. Tra queste però non rientra Joel.
Il moderno viaggio dell’eroe
Il desiderio di Joel di incontrare di nuovo Aimee è la fiamma che anima tutto il lungometraggio. Love and Monsters è, infatti, la rappresentazione apocalittica del viaggio dell’eroe epico. Spinto da una forza di volontà tale da fargli lasciare la quotidianità e la sicurezza in cui vive, l’eroe è deciso a attraversare varie peripezie per raggiungere il suo obiettivo.
Trascurando per un attimo profezie divine, l’eroe di Love and Monsters è guidato dal puro quanto ingenuo desiderio di ottenere l’amore. Joel e Aimee non si vedono da sette anni eppure lui, ciecamente, decide di lasciare ogni certezza e di raggiungerla a miglia di distanza. Per quanto l’intento sia valoroso, però, la favola d’amore è ambientata in tempi moderni e, purtroppo, Aimee non è la Penelope dell’Odissea. Come dargli torto d’altronde, chiunque in mezzo a un’apocalisse di mostri giganti avrebbe già dimenticato il fidanzatino diciottenne per godersi ogni momento della sua gioventù consapevole che potrebbe essere l’ultimo. Ma questo Joel non lo sa e, deciso a coronare il suo sogno d’amore, esce in superfice.

Joel e Boy, il suo fidato compagno d’avventura.
Privo di ogni talento di sopravvivenza, dotato solo di una balestra e segnato dal forte trauma della morte dei suoi genitori, Joel esce dalla colonia diretto verso ovest, sbagliando inizialmente strada. Neanche un miglio dopo e il nostro eroe è già spacciato, messo alle strette da una rana gigante. Ma, come ogni aedo ci insegna, al fianco dell’eroe vi è sempre un aiutante. È così che Joel incontra Boy, un meticcio rimasto senza padrona, e la strana coppia formata da Clyde e Minnow, esperti di mostri che insegneranno a Joel le regole base per sopravvivere nella natura selvaggia.
L’importanza della testimonianza
Ma Joel si rivela essere molto più di un giovane innamorato. È la speranza per l’umanità. Come riesca a diventare tale simbolo di libertà in appena due ore di film è affascinante. Raggiunta la colonia di Aimee, con non pochi problemi, sventa il piano di alcuni pirati intenzionati a saccheggiare la colonia della ragazza. Cresciuto, moralmente e fisicamente, Joel decide di tornare alla sua colonia per aiutare i suoi vecchi compagni a uscire.

Uno sketch di Joel di una creatura incontrata in superficie
Prima di separarsi la ragazza gli ha consegnato un quaderno. Il gesto è molto tenero, ma con una svolta interessante. È da quando si conoscono che Joel coltiva la passione per il disegno. Negli anni le sue doti si sono sviluppate e, all’interno di quel quaderno, ha iniziato a raffigurare tutte le creature incontrate, le bacche commestibili e i trucchi utili a sopravvivere (come il consiglio di tenere sempre i calzini asciutti per non prendersi un malanno). Come fosse un fumetto, il dono fatto a Aimee è una vera e propria guida di sopravvivenza dettagliata.
Il coraggio dell’umanità
Joel è ora un esperto di sopravvivenza. È uscito dalla sua colonia e ha affrontato innumerevoli prove. E gli altri? Le milioni di persone ancora nascoste sotto terra? È un messaggio via radio di Joel a convincere l’umanità a combattere. Se c’è riuscito lui, un ragazzo insicuro e non visivamente dotato di forza e abilità, chiunque può farcela. È l’esempio del singolo a smuovere le acque.
Non si hanno informazioni su un ipotetico sequel. La scena dopo i titoli di coda fa ben sperare, ma anche se così non fosse, gli autori ci lasciano credere a un lieto fine per il mondo. A un’umanità che prende il coraggio a quattro mani e esce a riprendersi il mondo che le è sempre appartenuto.




