Euphoria 2 – Ricordi catartici

Alessia Di Rella

Marzo 8, 2022

Resta Aggiornato

«Slow down, you crazy child». Non ci sono versi migliori di quelli di Billy Joel per descrivere il sentimento che si prova guardando crescere i protagonisti di Euphoria 2, ostaggi delle loro stesse passioni.

Gli adolescenti corrono tra le nuove possibilità che la vita offre loro, con la curiosità di un bambino e la spavalderia di un adulto. Si lanciano nel vuoto senza curarsi troppo di indossare un paracadute. Quello che vogliono è provare. Provare di tutto. In un delirio dionisiaco, lasciano che un’onda li trascini il più lontano possibile dalla loro infanzia traumatica, poco importa dove questa li porterà.

ATTENZIONE: seguono spoiler sulla seconda stagione di Euphoria.

Euphoria 2
Cassie (Sydney Sweeney), Nate (Jacob Elordi) e Maddy (Alexa Demie) in Euphoria 2

«Quando sei giovane tutto sembra così permanente».

Rue Bennet.

La sensazione di sentirsi un dio, di avere il mondo in mano, di aver compreso come funziona il gioco della vita, magari ascoltando Heroes di David Bowie e pensando che sia stato composto proprio per noi. Fa tutto parte della farsesca vita adolescenziale.

Ma cosa succede quando l’euforia dei sedici anni inizia a svanire ? Cosa succede quando la razionalità prende le briglie di un animo in balia delle passioni ? Succede quello che Euphoria 2 descrive perfettamente: si diventa spettatori passivi della propria vita. Ci si materializza in una realtà che non è più quella che conosciamo. I nostri occhi scattano una foto un po’ sbiadita, i cui volti delle persone ritratte non sono più a fuoco.

Si diventa spettatori di una pantomima che assomiglia alla nostra vita. Legati alla poltrona del teatro, si attende un colpo di scena o un finale a effetto che non ci sarà mai. Lo spettacolo va avanti ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Ininterrottamente. Senza trama. Senza un senso.

Euphoria 2
Lo show nello show in Euphoria 2

«Aspetta… questo spettacolo parla di noi ?».

Maddy Perez.

I giovani che guardano a quel poco che ne è stato delle loro vite si ritrovano stremati.

La forza vitale che provavano a un tratto svanisce. Si svegliano dal torpore onirico e iniziano a riflettere su ciò che è stato e che sarà. La dimensione del presente si fa sempre più piccola, quella del futuro sempre più spaventosa.

Si rendono conto che una sbronza non può cancellare i loro demoni interiori. Che una striscia di coca non li renderà invincibili nello scontro con la vita. Ecco il dramma. Scoprire che tutto ciò che avevano ritenuto un rifugio sicuro – dalle pillole al sesso, dalla propria famiglia al primo amore – sta per essere cancellato dallo scorrere del tempo.

Euphoria 2 – Cambiare sguardo sul mondo

«Sento di aver vissuto la maggior parte della mia vita nella mia immaginazione. Fotografando i più piccoli momenti, rendendoli qualcosa di più grande nei miei sogni».

Lexi Howard

La prima stagione di Euphoria era un caleidoscopico valzer di giovani infiammati e affamati. Circondati da alcool e droghe. Ricoperti da vestiti provocanti. Make-up come trucchi di scena. Maschere indossate per celare volti ancora acerbi solcati da lacrime.

La fotografia – a cura di Marcell Rèv – accentuava l’avvenenza di questi falsi, dei convinti che il loro presente durasse in eterno, abbracciati da luci artificiali, per lo più neon dai colori decisi, accecanti.

Nella seconda stagione tutto ciò si perde. Il regista Sam Levinson decide di non puntare nuovamente sulla formula che ha reso Euphoria uno dei prodotti seriali più d’impatto degli ultimi anni. Decide di evolversi iniziando dal look della serie stessa.

Euphoria 2
Lexi (Maude Apatow), BB (Sophia Rose Wilson), Kat (Barbie Ferreira), Maddy (Alexa Demie) e Cassie (Sydneey Sweeney)

La fotografia neon lascia posto a immagini che rappresentano chiaramente il percorso che la storia ha deciso di solcare. L’intento – come spiega lo stesso direttore della fotografia – è quello di infondere un sentimento nostalgico all’immagine che fa da cornice alla vicenda.

Per ottenere questo risultato, Marcell Rèv ricorre a luci calde e morbide, immortalate su pellicola Kodak Ektachrome – fuori produzione da più di trent’anni e utilizzata per lo più negli anni novanta – appositamente ricreata dall’azienda per la nuova stagione al fine di conferire un look retrò e consumato al girato.

A primo impatto, ci si rende subito conto che stiamo guardando una vecchia foto o un vecchio filmato che immortalano la malinconica quiete della fine di una festa.

Nuovi occhi, vecchi vizi

Eliott (Dominic Fike) e Rue (Zendaya)

La prima stagione di Euphoria era stata percepita con preoccupazione da una certa fetta di pubblico per la resa glamour di stili di vita estremi. Eppure proprio in quegli eccessi, in quella spregiudicatezza, un gran numero di spettatori ha ritrovato rimandi a ciò che ha vissuto o che sta vivendo tuttora.

Euphoria, dopo la seconda stagione, è diventata ufficialmente la seconda serie più vista nella storia della HBO, superata solo da Game of Thrones. Perché?

Perché negli eccessi che ciascun personaggio mette in scena c’è molta più vita reale di quanto non si possa immaginare. In ogni frammento di questa produzione trapela la straordinaria capacità comunicativa degli attori e degli sceneggiatori, ponti saldi tra la finzione scenica e la vita reale.

Disturbi della salute mentale, dipendenza da sostanze, violenza sessuale, totale assenza di figure genitoriali e isolamento sociale sono tematiche trattate ogni giorno da media di massa, sono problematiche che ci circondano e ci tangono, direttamente o indirettamente.

Euphoria le mette in mostra senza edulcorare neanche il più piccolo dei dettagli, non censurando nulla, mostrando ciò che mai nessuno prima d’ora aveva avuto il coraggio di mettere in mostra su una piattaforma che vanta un numero così alto di spettatori.

Euphoria 2 – Frenare poco prima di schiantarsi

Euphoria 2
Rue (Zendaya)

Ogni buon pilota sa che non si può arrivare al traguardo semplicemente schiacciando l’acceleratore. Una curva impervia richiede categoricamente di rallentare se non ci si vuole schiantare.

Euphoria 2 è questo: un freno a mano tirato all’ultimo secondo. Un riflesso istintivo che richiede una certa abilità e sforzo. Nella seconda stagione la corsa verso l’autodistruzione di questi ragazzi e in particolare di Rue Bennett – interpretata da Zendaya Coleman, protagonista nonché produttrice esecutiva della serie – richiede una frenata d’emergenza.

Rue, più di tutti gli altri protagonisti, in questa seconda stagione tocca l’apice del complesso di dio, raggiungendo velocità mai toccate prima. Crede di avere tutto ciò che vuole: l’amore e la droga. Come è facile intuire, un binomio che difficilmente ha lunga vita.

Rue (Zendaya)

Non si può amare davvero quando si è imbrigliati nella dipendenza. Parimenti, chi convive con chi fa uso di droghe sarà messo, prima o poi, davanti ad un bivio. Salvare la persona che ama o salvare se stesso dalla persona che ama ?

In barba alla “glamourizzazione” delle droghe della prima stagione, nella seconda assistiamo a ciò che ben pochi prodotti mainstream hanno il coraggio di mostrare: le conseguenze scatologiche e febbrili, denigranti e necessarie, dell’astinenza.

L’interpretazione di Zendaya in questo senso rende piena giustizia a coloro che intraprendono la strada senza fine della sobrietàsottolineandone gli aspetti più turpi, non mancando, tuttavia, di mostrare che il cambiamento è possibile.

Chi ama muore, chi muore ama

Euphoria 2
Maddy (Alexa Demie) e Cassie (Sydney Sweeney)

Poli opposti che tendono sempre a congiungersi, amore e morte, costituiscono i temi principi al centro di questa seconda stagione. I due si sfiorano e scrutano perennemente, non toccandosi mai. Si insinuano in ogni luogo. Una barriera sottile li divide e la loro convivenza è assai precaria: solo uno dei due può sopravvivere all’altro.

L’amore assume le forme della violenza, la morte incombe travestita da fratellanza, i silenzi diventano urla di vendetta e la vendetta diventa una forma di perdono.

In ogni episodio – otto in totale – vi è un continuo rimando alle sottili linee che separano il giusto dallo sbagliato, la verità dalla falsità e – in ultima istanza – la vita dalla morte. Binomi che cercano un equilibrio, laddove è evidente che il suo raggiungimento è puramente temporaneo, illusorio, destinato a rompersi in maniera sempre più violenta man mano che il tempo passa.

Le due facce dell’età adulta in Euphoria 2

Cassie (Sydney Sweeney) e Maddy (Alexa Demie)

Crescendo, tutti sono destinati a perdere una parte di sé. Nel bene o nel male. Diventare adulti, per i giovani protagonisti della serie, significa non guardarsi indietro, scegliere da che parte stare, sperando di aver preso la decisione giusta. Pensando che la vita stessa si riduca ad un singolo gesto.

Le sfumature scompaiono. Non ci sono scuse. I giovani protagonisti decidono di creare un universo in cui vi è una distinzione manichea nel modo di approcciarsi alla vita.

Sobrietà o dipendenza. Lealtà o tradimento. Parola o silenzio. Vita o morte.

Non posseggono la capacità di perdonare, di guardare al di là di una singola azione, come d’altra parte sanno fare con estrema naturalezza le figure adulte che orbitano attorno a loro. Gli adulti, i veri adulti, sanno che una scelta sbagliata non ci definisce come esseri umani. Sanno che si può porre rimedio ai propri errori o quantomeno imparare da questi per diventare persone migliori.

Ali (Colman Domingo) – sponsor di Rue – rappresenta un modello di profonda saggezza ed esperienza

I ragazzi, avendo vissuto per tutta una vita nel presente, non riescono ancora a navigare nel mare in tempesta delle loro esistenze. Gli adulti, invece, sono consci delle loro mancanze, dei loro fallimenti, dei loro rimpianti e decidono di voltare pagina. Provare nuovi approcci. Nuovi stili di vita o di educazione della prole.

I genitori non sono più puri antagonisti bidimensionali, ma modelli di vita positivi e negativi. I ragazzi guardano a loro in cerca di sostegno e risposte, con la consapevolezza che il tempo di rifugiarsi nel nido di casa propria quando il mondo esterno diventa troppo pericoloso è quasi finito.

Particolarmente significativo è il monito che Leslie, la madre di Rue, rivolge a sua figlia: se sarà messa nella posizione di dover scegliere tra il perdere una figlia – per overdose – o perderne due, lei non esiterà a combattere per Gia, la sorellina di Rue – continuamente messa da parte a causa delle continue ricadute della sorella.

Ash e il fucile parlante

Ash (Javon “Wanna” Walton) e il suo fucile

Se volessimo ridurre Euphoria 2 ad un’immagine, sarebbe sicuramente quella di Ash con un fucile in mano. Ash, oltre ad essere il personaggio più giovane della serie, è connotato dall’insolita caratteristica di non parlare, se non quando ha un’arma in mano.

È un bambino che si comporta da adulto, da gangster. Attacca prima di difendersi. Spara prima di pensare.

Ash ha imparato fin da piccolo che la violenza è l’unico linguaggio che esiste: per i suoi occhi da bambino, premere il grilletto produce guadagno e rispetto. Cresciuto come un soldato, ha imparato a guardarsi sempre le spalle e a proteggere la propria famiglia ad ogni costo.

Proprio come tutti i personaggi della serie, utilizza un mezzo estremo per salvaguardare la sua parte più vulnerabile: il rapporto viscerale con suo fratello – l’unica persona che ha al mondo.

Ha le mani sporche di sangue, ma è un innocente. Se si guarda oltre la canna del fucile non si vedrà nient’altro che un bambino spaventato.

Ash è il simbolo di una generazione terrorizzata dall’ignoto, dal futuro, che non conosce altro che crisi. Finanziaria. Climatica. Esistenziale.

Il tempo – Fermarsi e ripartire in Euphoria 2

Euphoria 2

Il tempo, come i protagonisti di questo spettacolo, sembra correre in un momento e fermarsi bruscamente in un altro. In una danza schizofrenica istanti diventano lunghi una vita ed esistenze intere vengono ridotte a pochi attimi.

Tutto ciò che i protagonisti amano, li porterà nel baratro. Come salvarsi, allora ? Euphoria non ci fornisce una risposta. Piuttosto ci pone una domanda: quante volte una parte di noi muore per ciò che amiamo ?

«Questo è solo l’inizio».

Maddy Perez

La battuta di Maddy Perez – interpretata da una raggiante Alexa Demie – pronunciata durante l’ultimo episodio della stagione, sembra un monito allo spettatore più che ai personaggi. La vita vera, nella quale si paga il conto, è alle porte. Il teen-drama è cresciuto e ha preso forme più adulte.

Euphoria 2 dice addio alla fanciullezza facendoci pregustare il sapore amaro della crescita e, di conseguenza, della perdita. Crescere significa perdere. Questa stagione è uno schiaffo che ci riporta nel mondo reale.

Euphoria 2
Nuove direzioni e prospettive.

La festa è finita ma il sole non è ancora sorto. In Euphoria 2 ci troviamo in un limbo. Marionette dotate di passioni, inconsapevoli, incoscienti e indecifrabili. Comprendiamo di non essere dei, ma non percepiamo Dio. Siamo soli, immobili, intrappolati in una vita irriconoscibile che ci ricorda costantemente i nostri errori, le nostre debolezze, i nostri vizi.

Tutto è troppo, ma siamo ancora vivi. Fermiamoci. Guardiamoci attorno. Tracciamo un nuovo percorso. Ripartiamo. Vienna waits for you.

Leggi anche: Il ruolo e il peso di Euphoria

Correlati
Share This