Umbrella Academy 3 – Hotel Oblivion

Linda El Asmar

Luglio 1, 2022

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Dopo circa due anni dalla seconda stagione, Umbrella Academy riporta sui nostri schermi la sua famiglia non conforme dai particolari poteri. Ci eravamo lasciati con i ragazzi dell’Umbrella tornati nel presente il giorno dopo quella che sarebbe stata l’apocalisse (la prima). Ad aspettarli non c’è solo il padre, che non si riconosce tale, ma anche un nuovo gruppo di simil-supereroi come loro, la Sparrow Academy. Tra gli Sparrow una vecchia conoscenza, ma che non è esattamente chi ricordiamo, destabilizza gli Umbrella: il giovane (teoricamente defunto) Ben.

Riprendendo le sue atmosfere dinamiche e un po’ trash, Umbrella Academy riparte da quella condensa di interrogativi con cui ci eravamo lasciati per affrontare dinamiche di famiglia, ennesimi paradossi temporali e, sì ancora, un’apocalisse. Concludendo poi questa terza stagione nuovamente con un finale aperto e sempre più domande.

ATTENZIONE SPOILER!

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La Sparrow Academy. Da sinistra: Sloane (Genesis Rodriguez), Jayme (Cazzie David), Ben (Justin H. Min), Alphonso (Jake Epstein) e Fei (Britne Oldford).

Umbrella Academy: Questioni di famiglia

Ammettiamolo, la famiglia Hargreeves è sempre stata tutto tranne che convenzionale e anche in questa stagione non si smentisce. Il caro Reginald, dopo il suo incontro con i figli negli anni Sessanta, ha preso una decisione. Quello strano insieme di persone composto anche da uomini-scimmia, adolescenti e santoni lo imbarazza. Non saranno loro i suoi figli. E al momento di adottare sette bambini dalle capacità spettacolari ne sceglie altri: la Sparrow Academy.

Non che questi siano meno strani, ma sicuramente più disciplinati. Vivono insieme armoniosamente, o così sembra, si allenano, combattono e proteggono il mondo. Sempre insieme, inseparabili, diligenti, uniti, estremamente capaci ed efficienti. L’opposto degli Umbrella, almeno in apparenza. E scoprendo questa nuova versione dell’Academy, gli Umbrella si trovano senza una casa, ma soprattutto in un’ennesima linea temporale modificata. Si chiedono quindi: i loro sé, in questo nuovo mondo, dove sono?

Fosse solo questo l’interrogativo intorno a cui ruota la storia questa stagione sarebbe molto lineare, ma non sarebbe Umbrella Academy. Perché l’apocalisse come sempre li ha seguiti, così come Lila e una piccola sorpresa (o forse due). Le storyline dei diversi personaggi si dividono, andando ad approfondire dinamiche familiari e identitarie nuove.

Da sinistra: Allison (Emmy Raver-Lampman), Viktor (Elliot Page), Luther (Tom Hopper), Reginald (Colm Feore), Cinque (Aidan Gallagher), Diego (David Casteneda) e Klaus (Robert Sheehan).

Allison, ansiosa di ritrovare sua figlia, scoprirà che essendo cambiata la sua storia la piccola Claire non è mai esistita, scatenando in lei un lutto rabbioso che creerà non pochi problemi. Dopo le vicende degli anni Sessanta e la storia con Sissy, Vanya, o meglio Viktor, fa i conti con chi è veramente e inizia il suo percorso di transizione. Luther, invece, finalmente supera la sua secolare cotta per Allison innamorandosi di Sloane, cadendo di nuovo in dinamiche quasi incestuose visto che il padre adottivo di lei è sempre Reginald.

Un Reginald che però troviamo diverso forse perché succube dei suoi figli o forse perché ha nuovamente un grande piano in testa. Passa il suo tempo con Klaus spingendolo oltre i suoi limiti così da scoprire, finalmente, gli immensi poteri del ragazzo. Diego, grazie a Lila e alle piccole sorprese che si porta con sé, si troverà di fronte ad alcune scelte, ma soprattutto a una nuova visione del mondo e delle sue responsabilità.

Tra rapporti padre-figlio, nuove storie d’amore e profondi percorsi introspettivi, il caro Cinque si trova come sempre a dover capire cosa stia succedendo. Perché nel seminterrato della Sparrow Academy qualcosa di strano e potente sta causando l’ennesima apocalisse e c’è un unico motivo per cui tutto ciò sta succedendo: il paradosso del nonno.

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Klaus (Robert Sheehan), Diego (David Casteneda) e Stan (Javon Walton)

Il paradosso del nonno e il Kugelblitz

Cosa succede se tornando indietro nel tempo uccidiamo nostro nonno? Secondo una teoria, si crea un paradosso temporale. Perché uccidendo nostro nonno in un tempo antecedente la nascita di un nostro genitore impediremmo la nascita di quest’ultimo e di conseguenza la nostra stessa nascita. Per fare ciò dovremmo in qualche modo esistere in un tempo futuro rispetto alla morte di suddetto nonno, ma come potremmo esistere se nostro nonno è morto senza mettere al mondo il nostro genitore? Qui si crea il paradosso del nonno e tale paradosso genererebbe una forza cosmica simile a un buco nero, un Kugelblitz, che inizierebbe a inghiottire a ondate tutto ciò che lo circonda, ovvero la Terra.

Ecco, ciò è esattamente quel che è successo con l’Umbrella Academy, tranne per il fatto che nessuno ha ucciso suo nonno. Quindi, cosa è realmente successo? Il primo che inconsapevolmente inizia a districare questo immenso nodo è Klaus. Il ragazzo anni prima aveva trovato le ricevute degli assegni con cui Reginald aveva li aveva comprati, e indignato dalla bassa cifra con cui sua madre l’aveva dato via decide in questa nuova linea temporale di andarla a conoscere. Accompagnato da Cinque raggiunge il campo amish della madre per scoprire che in realtà è morta esattamente nel giorno in cui Klaus sarebbe dovuto nascere.

Qualcosa non torna. Tutte e sei le loro madri sono morte prima ancora di metterli al mondo per colpa di una sorta di aneurisma celebrale. Tutte allo stesso modo e nello stesso momento, così come nella prima linea temporale avevano partorito. Di nuovo, qualcosa non torna. Le loro madri sono morte, ma loro sono lì, in una linea temporale in cui non dovrebbero esistere. Quindi il loro viaggio nel tempo ha causato il Kugelblitz, ma perché sono morte?

Harlan (Callum Keith Rennie)

Entra qui in gioco una vecchia conoscenza. Qualcuno che avevamo lasciato ragazzino negli anni Sessanta. Qualcuno che era stato a contatto con gli Umbrella, specialmente con Viktor, ma che pensavamo fosse tornato alla sua normalità: Harlan, il figlio di Sissy. La crescita di Harlan è stata tutto tranne che normale. Dopo che Viktor lo aveva salvato il ragazzino aveva preso parte dei suoi poteri, che pensavamo fossero tornati al membro degli Umbrella, ma che a quanto pare ci sbagliavamo. Harlan cresce, così come crescono i suoi poteri, causando non pochi problemi alla madre. E quando questa muore il ragazzino, ormai uomo, esplode in un eccesso di rabbia e dolore che distrugge tutto ciò che lo circonda e non solo.

Il possedere parte dei poteri di Viktor gli permette di percepire la vicinanza di persone simili a lui tramite una sorta di vibrazione. Al momento della morte di Sissy tali vibrazioni sono al loro massimo e l’esplosione di Harlan raggiunge livelli a lui sconosciuti. Tali vibrazioni erano causate proprio dallo sviluppo degli Umbrella all’interno delle loro madri nel fatidico giorno della loro improvvisa nascita, che in questa linea temporale non avviene proprio per colpa di Harlan. Lo scoppio dei poteri dell’uomo è la causa della morte delle madri dei ragazzi, così come la causa dell’attuale Kugelblitz nel momento in cui questi raggiungono la nuova linea temporale.

Ma come fermare il Kugelblitz? Domanda a cui nemmeno un anziano Cinque sa dare una risposta, se non di lasciar perdere e far sì che l’apocalisse avvenga. Sparrow e Umbrella Academy si ritrovano a dover fare fronte comune per impedire ancora l’apocalisse, senza sapere che una sola persona ha una soluzione: Reginald.

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Reginald Hargreeves (Colm Feore)

Umbrella Academy e il progetto Oblivion: un matrimonio e qualche funerale

Il caro vecchio Reginald non si smentisce mai. L’uomo ha un suo piano in mente, ma non si capisce bene quale sia il suo fine. Salvare il mondo dall’apocalisse o qualcos’altro? Il suo fine è forse uno dei tanti interrogativi a cui manca una risposta nel finale. Fatto sta che non sia un caso il luogo in cui gli Umbrella si sono rifugiati per tutta la stagione. Lo strano Hotel Obsidian, trovato anni prima da Kalus e luogo famoso per la sua privacy, fu in realtà costruito nel secolo precedente proprio da Reginald.

Non è esattamente un albergo. C’è qualcosa di strano in quel luogo, qualcosa di potente, che lo rende l’ultimo luogo a essere attirato dal Kugelblitz. Inoltre, nella stanza del bisonte, c’è l’accesso a una versione dell’Obsidian in una presunta altra dimensione o altro luogo. Un secondo Obsidian con misteriosi poteri e protetto da pericolosi guardiani.

A poco dalla fine del mondo i rimanenti Umbrella e Sparrow, rassegnati alle loro sorti, decidono di festeggiare un matrimonio così da morire senza rimpianti e sbronzi, ma le cose prendono una piega diversa. La fine del mondo non rientra nei piani di Reginald.

Gli Umbrella nell’Hotel Odsidian

I suoi figli gli servono uniti, ovviamente per i suoi fini egoistici, e se il matrimonio non ha stretto definitivamente le alleanze, in pieno stile Reginald Hargreeves, lo farà un funerale. Manca poco tempo, uno dei ragazzi è morto e l’unico modo per fermare l’apocalisse è dall’altra parte della stanza del bisonte, nell’altro Obsidian. Manipolando i suoi figli come sempre, Reginald spinge quelli che gli servono ad attuare il suo piano dall’altra parte.

Il grande piano a cui lavora da secoli Hargreeves è il progetto Oblivion. Ha infatti fatto costruire l’Hotel Obsidian intorno a un portale multidimensionale che grazie a uno specifico rito avrebbe la funzione di resettare gli eventi impedendo la fine di tutto. A che pro Reginald abbia fatto tutto ciò ancora non ne abbiamo idea.

I ragazzi si trovano ad affrontare i guardiani e le trappole dell’Obsidian per poter attivare questo multidimensionale bottone di resettaggio, senza sapere che il prezzo sono le loro stesse vite. Allison, che aveva fatto un misterioso patto con il padre, sembra mettere da parte l’egoismo e salva i fratelli, portando però comunque a conclusione il resettaggio.

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Ben (Justin H. Min)

Siamo nuovamente all’Umbrella Academy, ma la città è diversa. Qualcuno manca, mentre qualcuno torna e il nuovo Ben degli Sparrow è sempre con loro. I ragazzi dell’Umbrella sono sicuramente in un’ennesima linea temporale, ma questa volta il problema è forse ancora più grave del solito: non hanno più i loro poteri. E in una scena durante i titoli di coda si aggiunge un ulteriore interrogativo. Ben, il nostro Ben, è vivo e vegeto in una metro.

In pieno stile Umbrella Academy questo terzo capitolo ci lascia con ancora più interrogativi del solito. Gli equilibri conosciuti fino alla seconda stagione sono cambiati e le leggi sul tempo che pensavamo di aver imparato non sembrano valere più. Così come il terzo volume del fumetto da cui è tratta, questa terza stagione ci confonde e ci riempie di informazioni, lasciandoci in sospeso e in attesa di quel che succederà ai fratelli Hargreeves.

Leggi anche: The Umbrella Academy – La solitudine dei numeri primi

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