Sicilia Queer Fest: le voci del cinema

Sara De Pascale

Giugno 1, 2025

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«L’uomo fa macchine e corre sull’asfalto
L’uomo fa aerei e va sempre più in alto
L’uomo fa luce per paura della notte
L’uomo fa le leggi per evitare tutte le lotte»

(Lucio Dalla, Mondo di uomini)

Palermo, fine maggio. I Cantieri Culturali della Zisa si sono fatti ancora una volta spazio da attraversare, corpo culturale e fucina politica per i suoi visitatori.

Si celebra la quindicesima edizione del Sicilia Queer Filmfest e l’intenzione è ancora quella originaria: mettere in discussione l’ordine e l’origine delle immagini, riformulare gli sguardi, creare spazio per quello che il cinema spesso respinge – il desiderio, la disobbedienza, l’alterità imprevista.

Il Sicilia Queer è una dichiarazione di presenza, una forma di resistenza che da quindici anni mette al centro visioni indipendenti, marginali e minoritarie. Mentre il sistema del cinema italiano implode fra tagli strutturali, instabilità dovute al blocco del tax credit e disinvestimento istituzione, il Sicilia Queer ha ancora il coraggio di ricercare nel cinema atti rivoluzionari di amore e politica.

«Tu ti lamenti, ma che ti lamenti?
Pigghia nu bastoni e tira fora li denti!»

(Domenico Modugno, Malarazza)

Nella XV edizione del Festival, Nuove Visioni è una sezione dedicata a lungometraggi di finzione e documentari con al centro anche, ma non solo, tematiche queer. Sono opere prime e seconde con caratteristiche innovative sia da un punto di vista narrativo che visivo. I film della sezione arrivano da tutto il mondo. Le storie spaziano dagli amori finiti e da metabolizzare senza farsi ingannare dai ricordi, come Te separas mucho di Paula Veleiro; fino ad A Body To Live In di Angelo Madsen, un film che problematizza e ridefinisce il concetto di limite fisico.

Nel sottoprogramma del Festival appare molto interessante anche Corpi nella lotta, curato da Matteo Giampetruzzi. I temi dei corti e film qui selezionati sono rivendicazioni fisiche, corpi in diretta relazione con l’emancipazione e l’identità queer.

Bright Eyes di Stuart Marshall

Una delle novità più accattivanti di questa edizione del Sicilia Queer Fest è UNDER QUEER, un progetto che cerca e punta sui nuovi sguardi del cinema queer italiano.

L’Italia attraversa un periodo buio per la produzione e il Sicilia Queer risponde a questa crisi creando uno spazio concreto che dia la possibilità a giovani autor* di avere voce nel racconto e nella visione dei propri film.

Frame del film Patagonia (2023)

Durante il festival, fra gli altri e le altre, Simone Bozzelli ha introdotto il suo film Patagonia.

«Se devo scrivere una cosa con cui convivere per un anno di lavoro e quella cosa non mi appartiene o non mi racconta, cosa deve rappresentare se non me?»

(Simone Bozzelli)

I giovani autori e le giovani autrici della nostra contemporaneità possiedono una forza testarda: la fame di esistere. Le istituzioni parlano a chi il cinema lo scrive “suggerendogli” di adattare le proprie narrazioni alla vendita, le proprie storie ad un certo tipo di cinema che intrattenga senza raccontare. La risposta delle autrici e degli autori è una severa, e al contempo dolorosa, perseveranza nel mettere nei propri film un vero sé.

Sicilia Queer Film Fest, XV edizione

Non si tratta solo di drammi o malesseri generazionali, è una visione precisa quella che preme e spinge contro i muri alzati da chi detiene il potere. Una visione che esige espressione, di trovare forma in un periodo storico dove le certezze mancano per tutti gli ambiti lavorativi e l’arte sembra essere l’ultima della lista nelle agende politiche del nostro paese.

Eppure, è evidente come l’arte -in particolare la settima arte- possa avere la forza di risvegliare nel singolo che guarda uno spirito di collettività. Quello spirito che ricongiunge gli uni con gli altri e spezza la solitudine e l’individualismo che tanto viene coltivata socialmente.

Il cinema unisce e riunisce in nome dell’espressione come forma di riconoscimento personale e collettivo. Il Sicilia Queer Fest fa parte di quegli ambienti, tanto rari quanto preziosi, che studia e cerca quegli sguardi che svegliano dal sonno del nichilismo.

A noi resta la voglia di sentire, vedere e partecipare a quegli eventi e a quelle proiezioni che ci fanno sentire parte di un corpo vivo e in rivolta.

«La libertà è, nella filosofia, la ragione;
nell’arte, l’ispirazione nella politica, il diritto.»

(Victor Hugo)

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