Il maestro dell’animazione giapponese Hayao Miyazaki saluta (forse) per sempre il cinema con un film che è uno spettacolare, commovente testamento artistico. “Il ragazzo e l’airone”, per chi se lo fosse perso sul grande schermo, è in onda su Rai 3 il 5 gennaio alle 21,20. Un appuntamento imperdibile non soltanto per gli amanti dell’animazione e del regista: un film che parla di tutti e a tutti, che si interroga su tematiche universali e profonde e che, proprio come la vita stessa, non ha di certo un significato univoco e immediatamente comprensibile.
Il film è tratto da un romanzo del 1937, “E voi come vivete?”, scritto da Genzaburo Yoshino: da qui Miyazaki è partito per costruire la storia del piccolo-grande Mahito, che compie un viaggio simbolico – e concreto – alla scoperta del senso della vita e della morte, attraverso il dolore, la tenerezza, la paura e il conforto.
Qual è il significato de “Il ragazzo e l’airone” di Hayao Miyazaki
Ricco di metafore, riferimenti pop, letterari e folkloristici, “Il ragazzo e l’airone” è il testamento ideale di Hayao Miyazaki, la cui arte ha cambiato profondamente il mondo dell’animazione al cinema. Nonostante siano presenti, come in tutti i film del regista, fortissimi riferimenti alla cultura giapponese, in questo caso più di altri, si leggono facilmente temi esistenziali e universali, comuni a tutti. Mahito compie un viaggio per diventare grande, attraversa quello che si può immediatamente ricondurre ad un inferno dantesco – e i riferimenti sono voluti ed evidentissimi – con la guida dell’airone. L’airone è Caronte ma anche Virgilio: traghetta Mahito nel suo viaggio, attraverso i pericoli e le avversità dell’esistenza.

Un cammino in cui il piccolo protagonista incontra personaggi femminili concreti e fortissimi – altra cifra stilistica di Miyazaki – in cui conosce le lacrime le risa, il coraggio e il terrore, fino ad arrivare al cuore di tutto, forse al significato della vita, o forse no. La metafora cosmologica è disseminata per tutta la pellicola, così come lo sono i riferimenti alla vita e alla carriera di Miyazaki stesso. Il vecchio saggio Prozio di Mahito – che sia Dio o qualunque figura demiurgica con cui lo si voglia identificare – potrebbe essere Isao Takahata, co-fondatore di Studio Ghibli insieme a Miyazaki. Una riflessione sull’arte e sul mondo che il grande maestro dell’animazione lascia ai suoi eredi, ammesso che ce ne siano.
“Il ragazzo e l’airone” è un delicato saggio sulla vita che ha così tante stratificazioni che può essere apprezzato sia dai bambini – che ne coglieranno l’aspetto fantastico, gli incredibili mondi immaginari che Miyazaki è in grado di creare e la forza dei personaggi – sia dagli adulti. Impossibile non rimanerne quantomeno colpiti. L’appuntamento è il 5 gennaio 2026 alle 21,20 su Rai 3.




