La notte che non passerà: la serie Tv su Netflix

Emiliano Fumaneri

Gennaio 20, 2026

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Una serie televisiva si basa su una sciagura molto simile a quella avvenuta in Svizzera: un incendio divampato in Brasile tredici anni fa, con un gran numero di vittime.

C’è ancora tanta rabbia, unita a dolore e incredulità, per la tragedia di Crans-Montana, dove il rogo divampato nel locale “Le Constellation” ha trasformato in un inferno la notte di Capodanno portando devastazione e morte tra i giovani che affollavano la struttura per festeggiare l’arrivo del 2026.

Il bilancio delle vittime parla di 40 morti e 116 feriti. Una serie uscita qualche tempo su Netflix è tornata tra i titoli più gettonati sulla piattaforma streaming. E questo per una semplice ragione: la trama ripercorre un’altra drammatica storia vera: un’altra tragedia avvenuta in Brasile nel 2013 che presenta molte analogie con il terribile incendio di Crans-Montana.

La serie Netflix sull’incendio nella discoteca brasiliana del 2013

Si chiama “La notte che non passerà” la miniserie in cinque puntate apparsa su Netflix a inizio 2023, basata su quanto accaduto nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 2013 all’interno di una discoteca a Santa Maria in Brasile. Anche in quel caso un devastante incendio fece una strage, di proporzioni anche maggiori. In 245 infatti persero la vita mentre 630 persone rimasero ferite.

“La notte che non passerà” ripercorre l’incendio divampato in una discoteca brasiliana nel 2013 (Foto Facebook @SERIE TV – Emotion) – artesettima.it

“La notte che non passerà” racconta da molteplici punti di vista la straziante vicenda legata al rogo scoppiato la notte tra il 26 e il 27 gennaio 2013 nella discoteca Kiss, un grande locale di Santa Maria, nello stato brasiliano del Rio Grande do Sul. Si trattava di una festa per giovani studenti universitari, con tanto di band a suonare musica dal vivo. Tutto ebbe inizio con il soffitto che prese fuoco a causa di alcuni fuochi d’artificio. In poco tempo le fiammo avvolsero tutto l’edificio.

In quel momento erano presenti circa 2000 persone che, assalite dal panico, cominciarono ad affollarsi verso l’unica uscita di sicurezza della discoteca, collocata in prossimità dei bagni. Il fuoco, il caldo asfissiante e la calca trasformarono il locale in una trappola mortale per 245 persone. Numerosi anche i feriti: 630 in tutto. Per quattro persone – i due gestori della discoteca e due componenti della band – arrivò l’accusa di omicidio colposo.

Anche solo a leggere la trama de “La notte che non passerà” appaiono dunque evidenti i parallelismi con quanto accaduto nella notte di Capodanno a Crans-Montana. La diversa portata del tragico evento non toglie il fatto che le dinamiche siano estremamente simili, a partire dalla giovane età delle vittime e dalla situazione (un locale in cui divertirsi).

In un caso come nell’altro, ad appiccare le fiamme sono stati giochi pirotecnici: fuochi d’artificio lanciati dalla band in Brasile, fontane luminose attaccate ai colli di bottiglia trasportati dai camerieri in Svizzera. Ad accomunare sinistramente le due tragedie anche gli evidenti problemi di sicurezza delle discoteche, primi fra tutti quelli relativi alle uscite di sicurezza. In entrambi i casi le morti sono state causate non soltanto dal fuoco ma anche dalla ressa originata dal fuggi fuggi generale e dai fumi tossici respirati.

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