Il futuro della serie di Amazon continua ad essere sotto osservazione tra presunti rinnovi e un Wasteland sempre più instabile. I fan non ci stanno.
La seconda stagione di Fallout è giunta a termine con un finale – che ha riportato la serie ideata da Geneva Robertson-Dworet e Graham Wagner e sviluppata da Jonathan Nolan e Lisa Joy, basata sull’omonima serie di videogiochi di ruolo – al centro del dibattito. Un successo indiscutibile, ma non privo di frizioni, soprattutto ora che la serie ha deciso di spingersi sempre più a fondo nel territorio sacro di Fallout: New Vegas.
Prime Video, però, non sembra avere dubbi. Mentre il pubblico discute e si divide, Amazon ha già messo in sicurezza il futuro della serie, confermandola come uno dei pilastri della propria offerta. Il punto non è più se la serie continuerà, ma come riuscirà a farlo senza perdere l’equilibrio tra innovazione e rispetto di un’eredità che, per molti, è intoccabile.
Cosa si sa della terza stagione di Fallout
La terza stagione di Fallout è ufficialmente confermata. Il rinnovo è arrivato già nel maggio 2025, ben prima che la seconda stagione completasse il suo percorso, un segnale rarissimo che testimonia la fiducia di Amazon nel progetto. Dopo l’ottima accoglienza della prima stagione, la serie non solo ha mantenuto le aspettative, ma le ha persino superate: la seconda stagione ha migliorato i risultati critici, consolidando Fallout come uno degli adattamenti di videogiochi più apprezzati degli ultimi anni.

Dal punto di vista produttivo, il rinnovo anticipato ha permesso agli showrunner di lavorare con maggiore libertà. Le riprese della terza stagione dovrebbero partire tra la primavera e l’estate del 2026, con l’obiettivo di rispettare una cadenza regolare che potrebbe portare i nuovi episodi sul catalogo Prime Video entro la fine del 2027.
Sul piano narrativo invece, Fallout sembra pronta a entrare nella sua fase più complessa. Il finale della seconda stagione ha finalmente svelato il vero nemico: l’Enclave. L’organizzazione emerge come la mente dietro molte delle tragedie che hanno segnato il Wasteland, e nella terza stagione il suo ruolo dovrebbe diventare centrale, attraversando entrambe le linee temporali della serie.
Il misterioso progetto noto come “Phase 2”, i chip di controllo mentale e i soggetti rilasciati nel mondo post-apocalittico aprono scenari inquietanti, destinati a ridefinire gli equilibri di potere. Hank, profondamente cambiato dagli eventi recenti, resta una figura chiave, mentre Lucy e Maximus si ritrovano al centro di conflitti sempre più vasti, spesso innescati proprio dalle loro scelte.
La guerra, del resto, è il vero filo conduttore della prossima stagione. La Brotherhood of Steel è ormai lacerata da una guerra civile interna, la Legione di Caesar si riorganizza sotto una nuova leadership e New Vegas torna a essere il cuore pulsante del conflitto. Una scelta narrativa potente, ma anche rischiosa.
Ed è qui che entrano in gioco le proteste dei fan. Una parte del pubblico, in particolare chi conosce a fondo Fallout: New Vegas, ha faticato ad accettare il modo in cui la serie ha ridimensionato alcune fazioni storiche. La Repubblica della Nuova California appare indebolita, quasi cancellata dalla Storia, mentre la Legione e la Confraternita d’Acciaio sembrano aver perso parte del loro peso iconico. Una reinterpretazione che per alcuni arricchisce il racconto, per altri tradisce lo spirito originale del franchise.




