Ci sono tre tipi di persone al mondo:
-quelli che hanno seguito la cerimonia degli Oscar la notte 28/29 febbraio
-quelli che non l’hanno seguita perché non gli importa
-quelli che non l’hanno seguita perché stanchi dopo la nottata 27/28 febbraio passata a seguire i prestigiosi Razzie Awards.
Per chi non lo sapesse (grave lacuna) i razzie sono dei premi ‘’ironici’’, anche se a mio parere con un quoziente di difficoltà nomination/vittoria alto per lo meno quanto quello degli Academy Awards, che vengono consegnati in una solenne cerimonia a L.A. la notte prima della cerimonia del Dolby Theather.
Speculari agli Oscar premiano il peggior film dell’anno, la peggior interpretazione maschile e femminile, la peggior regia, la peggior sceneggiatura e via dicendo, fino a coprire quasi tutte le ambite categorie.
Se non sei Adam Sandler vincere non è facile.
Immaginiamo un centro dove troviamo un film perfettamente neutro, un esempio a mio parere personale può essere il Caso Spotlight (oscar a miglior film ndr.). Dal centro si muovono circonferenze parallele e più ci si allontana dal esso più il film diventa schedabile nelle categorie del ‘’bello’’ e del ‘’brutto’’.
Ci sono dei film belli in un modo universalmente accettato, nel senso che se siete ad un incontro di pugilato e dite che Quarto Potere, Arancia Meccanica o Pulp Fiction sono brutti film, l’arbitro farà suonare la campana e tutto l’incontro si sposterà dal ring alla vostra persona e finirete in ospedale costretti ad una “Cura Ludovico” a base di scene in loop di Forrest Gump.
Ci sono anche film brutti in un modo universalmente accettato, ma questi si dividono ulteriormente in altre due categorie, quelli brutti perché accidentalmente brutti, e mi torna in mente un sogno che feci in cui Tom Cruise mi chiedeva scusa per Mission Impossible 6, e quelli che sfioravo la sottile linea tra il brutto ed il geniale, perché frutto di una mente malata, contorta, proveniente da un’altra dimensione che sguazza nel nosense come Jack Black nel fango di Tropic Thunder, o come sir Adam Sandler.
Sandler è un genio, questo per me è fuor dubbio, d’altronde è stato l’unico ad essere riuscito a fare piazza pulita di statuette nel 2011 per Jack e Jill, una porcheria che sarebbe costata la carriera a qualunque essere umano, ma non a lui, lui era consapevole che Jack e Jill facesse schifo, perché dai in sala di montaggio qualcuno se ne sarà accorto, ma a lui questo non è mai importato, fa un film così perché lo può fare, eccome se lo può fare, infatti vince come peggior attore, peggior attrice (nel film interpreta jack e sua sorella jill) e peggior coppia (trascinando con se Al Pacino, che beve un Frappuccino ed ha una sensuale tresca con la suddetta Jill(Adam Sandler) ndr.), vince tutto, distrugge i record e l’anno dopo tira fuori una perla come ‘’Indovina perché ti odio’’.
Se mio figlio si chiamerà Ian Solo Berger un motivo ci sarà.
Grazie Adam
P.S.- quest’anno a pari merito hanno vinto 50 sfumature e il remake dei Fantastici 4, ma la nomination del nostro eroe per Pixels ci fa ben sperare per il futuro.





