Sono andato per voi alla prima di Ave,Cesare! e questo è quello che ho scoperto.
L’ultimo film dei fratelli Coen è un tributo al cinema anni 50′. Quando la televisione mette a rischio gli equilibri del mercato cinematografico statunitense, accompagnata dalle ideologie politiche e dalle religioni, un uomo, Josh Brolin prega, paga, protegge, scrocca una sigaretta e di nuovo prega, perchè lui è il fixer dei Capitol Studios e quello è il suo lavoro, un lavoro duro, ma che a suo dire, vale la pena.
Un fixer è un uomo incaricato di gestire i problemi che sorgono durante le riprese di un film e in un film dei Coen i problemi spesso corrispondono ad almeno un rapimento.
Questo è un ottimo esempio di film che o ami o odi.
Non è un film per tutti, ma d’altronde quale film dei fratelli Coen lo è?
Capite quindi che è difficile per me dare un parere oggettivo per cui vi parlo di quello che secondo me funziona e ciò che invece ho trovato un po’ superfluo, senza però darvi eccessive informazioni tali da rovinarvi l’esperienza cinematografica, ma abbastanza per farvela comprendere fino in fondo.
E’ uno dei quei film dove la trama si definisce in storie sovrapposte.
George Clooney deve fare George Clooney ed è il ruolo che gli riesce meglio, ma in generale tutto il cast con alcune eccezioni è formato da attori che compaiono in un unica scena e lasciano la loro impronta al film, del cast principale merita una menzione il giovane cowboy, il quale riesce a farsi notare anche su una tavola così imbandita.
Alden Ehrenreich, la cui performance mi ha inizialmente stupito poi entusiasmato, è Hobie Doyle un giovane attore western con scarse capacità dialettiche ispirato a Roy Rogers il quale viene inserito dal fixer in un poetico film anni 50′ diretto da un magistrale Ralph Fiennes: ne vengono fuori dialoghi cult e sottili risate, con una comicità mai banale e mai scontata, marchio della fabbrica Coen.
La sceneggiatura infatti, punto di forza dei film dei fratelli del Minnesota, in questo particolare film a volte risulta un po’ superflua, è un film molto retorico, basti pensare al dialogo tra il fixer e gli esponenti delle religioni per l’approvazione del nuovo film su Jesus, o le conversazioni tra George Clooney e Herbert Marcuse, con una comicità molto sottile tanto che non tutti ne escono soddisfatti, personalmente ritengo superflua la durata di alcune scene, ma molti potrebbero ritenere superflue parti intere.
7/10





