Toni Servillo è il protagonista di un film Netflix che sta conquistando il pubblico italiano. Una storia potente e straordinariamente emotiva.
La ragazza nella nebbia è un thriller tratto da uno dei gialli più appassionati scritti negli ultimi anni, cioè un testo di Donato Carrisi, autore di successo che ha venduto libri anche all’estero. Nel corso della carriera, ha infatti messo in vendita più di tre milioni di copie e questo gli ha anche dato la possibilità di approdare dietro la cinepresa. Ha quindi stavolta scelto di portare sullo schermo un’opera ricca di suspence e mistero, dove i personaggi vengono raccontati in ogni loro sfaccettatura. Tra i protagonisti ci sono Alessio Boni, Lorenzo Richelm e Toni Servillo, tornato sul grande schermo dopo il successo de La Grande Bellezza.
La trama del film disponibile su Netflix
Il film ha appassionato gli spettatori grazie ad una storia in grado di coinvolgere il pubblico e di lasciare allo stesso tempo con il fiato sospeso. La ragazza nella nebbia risulta quindi essere originale nella narrazione e invita lo spettatore a partecipare attivamente al racconto. Toni Servillo interpreta l’agente Vogel, un investigatore che si è messo alla ricerca di una giovane ragazza di 16 anni scomparsa la vigilia di Natale ad Avechot, un paesino di montagna.

Insieme a lui c’è Alessio Boni, che interpreta il procuratore Meier, mentre Jean Reno – che in questo film recita in italiano – è lo psichiatra Flores. Ognuno di loro è quindi alla ricerca del mostro, che potrebbe essere chiunque. Nel corso della storia, ci sono tra l’altro vari momenti inaspettati e dei veri e propri colpi di scena.
Le parole di Toni Servillo
L’autore Donato Carrisi ha più volte fatto sapere che all’inizio La ragazza nella nebbia è nato proprio come sceneggiatura, ammettendo di essersi ispirato ai noir degli anni Sessanta e a film come Il silenzio degli innocenti. “Ho seguito da reporter tanti delitti in provincia e ho capito che il crimine è un business: i ristoranti si riempiono, le dirette tv costano meno di una fiction ma attraggono più pubblicità“, ha detto durante un’intervista rilasciata per Il Messaggero. Servillo ha invece rivelato di non essere un appassionato del genere giallo ma di essere stato travolto sin da subito dalla lettura del copione. “Nella nostra società, diventata il palcoscenico dell’intrattenimento, il male è dovunque e si compiace di essere rappresentato nell’informazione e nello spettacolo“, ha infine concluso.




