Quarant’anni di Pixar significano quarant’anni di storie che hanno cambiato il modo di guardare l’animazione.
Non si tratta solo di film, ma di mondi che hanno ridefinito l’immaginario collettivo, di personaggi che sembrano vivere oltre lo schermo, di emozioni che hanno accompagnato generazioni diverse.
I 40 anni della Pixar: 7 capolavori che hanno cambiato il cinema
La rivoluzione è iniziata nel 1995, quando Toy Story ha mostrato al mondo che un lungometraggio interamente in CGI poteva essere non solo tecnicamente innovativo, ma anche narrativamente potente. Woody, Buzz e il loro universo di giocattoli hanno aperto una strada che nessuno aveva mai percorso, trasformando un esperimento tecnologico in un racconto capace di parlare di amicizia, gelosia, crescita e identità. Quel film non ha solo inaugurato una saga, ha inaugurato un nuovo modo di fare cinema.
Negli anni successivi Pixar ha continuato a sorprendere, spingendo sempre più in là i confini dell’animazione. Con Ratatouille, nel 2007, ha portato gli spettatori nelle cucine di Parigi attraverso gli occhi di un topo che sogna di diventare chef. La storia di Remy è diventata un inno alla creatività e al coraggio di inseguire ciò che sembra impossibile. La cura maniacale per i dettagli, dai movimenti dei cuochi ai riflessi sulle pentole, ha mostrato quanto l’animazione potesse essere sensoriale, quasi tattile. Pixar non si limitava a raccontare una storia: la faceva vivere.
L’anno successivo è arrivato Wall•E, un film che ha osato ciò che pochi avrebbero immaginato possibile. Una storia d’amore tra due robot, raccontata quasi senza dialoghi, capace di affrontare temi come l’inquinamento, la solitudine e il destino dell’umanità. La prima parte del film è un capolavoro di regia visiva, un balletto di silenzi e gesti che ricorda il cinema muto. Wall•E ed Eve sono diventati simboli di un’animazione che sa essere poetica, politica e profondamente umana.
Nel 2009 Pixar ha regalato al pubblico Up, un film che ha commosso il mondo già nei primi minuti. La storia di Carl e Ellie, raccontata in una sequenza che è entrata nella storia del cinema, ha mostrato come l’animazione potesse affrontare temi come il lutto, il rimpianto e la possibilità di ricominciare. Il viaggio di Carl e Russell verso le Cascate Paradiso è diventato un racconto di rinascita, un invito a non smettere mai di cercare nuove avventure, anche quando la vita sembra aver chiuso tutte le porte.

Con Inside Out, nel 2015, Pixar ha compiuto un altro passo audace, trasformando le emozioni in personaggi e la mente umana in un universo narrativo. Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto hanno dato forma a un racconto che ha aiutato milioni di spettatori, adulti e bambini, a comprendere la complessità dei sentimenti. Il film ha mostrato che crescere significa accettare la fragilità, e che la tristezza non è un nemico, ma una parte essenziale dell’esperienza umana. È uno dei titoli più maturi e profondi mai realizzati dallo studio.
Nel 2017 è arrivato Coco, un viaggio nella cultura messicana e nel valore della memoria. La storia di Miguel e della sua famiglia ha celebrato il legame tra generazioni, la forza delle radici e il potere della musica. La sequenza del ponte di petali, la rappresentazione della Terra dei Morti e la canzone “Remember Me” hanno trasformato il film in un’esperienza emotiva che ha conquistato pubblico e critica. Pixar ha dimostrato ancora una volta di saper unire spettacolo e sentimento con una naturalezza unica.
A chiudere questo percorso c’è Toy Story 3, uscito nel 2010, un capitolo che ha dato una conclusione perfetta alla storia iniziata quindici anni prima. Il passaggio di Andy all’età adulta, il distacco dai suoi giocattoli e la loro nuova vita con Bonnie hanno toccato corde profonde, trasformando un film per ragazzi in una riflessione sulla fine dell’infanzia e sul valore del lasciare andare. La scena della fornace è diventata uno dei momenti più intensi dell’animazione moderna.
Questi sette film non rappresentano solo i successi più amati di Pixar, ma le tappe di una rivoluzione che ha cambiato il cinema. Ogni titolo ha aggiunto un tassello a un mosaico fatto di innovazione, coraggio e poesia. Quarant’anni dopo, la magia continua a brillare. Pixar non ha solo riscritto l’animazione: ha riscritto il modo in cui guardiamo le storie.




