Un documentario di oltre cinque ore riapre il caso del film più incompreso degli anni Ottanta
Il trionfo che divenne disastro
Quando John Carpenter ottenne il via libera per girare La Cosa, aveva ogni ragione per essere ottimista. Halloween aveva cambiato le regole del genere, Fog aveva confermato la sua presa sul pubblico, e lui portava in dote un’idea che covava da anni: riadattare il racconto Who Goes There? di John W. Campbell Jr., già trasformato nel 1951 in La Cosa da un altro mondo da Christian Nyby. Adesso poteva farlo davvero, senza compromessi, con gli effetti speciali di Rob Bottin a rendere visibile l’orrore più viscerale che avesse mai immaginato.
Il film uscì nell’estate del 1982. Critica e pubblico lo demolirono. La stessa estate di E.T., del meravigliamento benevolo, dello stupore infantile — La Cosa arrivò con la sua paranoia antartica, i suoi personaggi che si sgretolano dall’interno, la sua totale assenza di redenzione. Fu un rifiuto collettivo, netto. La carriera di Carpenter vacillò. Non è un’iperbole: il fallimento commerciale del film condizionò i suoi progetti successivi per anni, costringendolo a scendere a patti con una Hollywood che non aveva mai pienamente capito cosa avesse appena visto.

Cinque ore per rimettere i pezzi a posto
The Thing Expanded — diretto da Ian Nathan e prodotto da CREATORVC, la stessa squadra dietro Aliens Expanded e In Search of Darkness — si propone come il documentario definitivo su questo capolavoro riletto. Più di cinque ore di girato, oltre venti interviste, un cast di partecipanti che mette insieme Kurt Russell e Keith David con nomi come Guillermo del Toro, Frank Darabont, Eli Roth e Greg Nicotero. Al centro, inevitabilmente, c’è Carpenter stesso — intervistato in modo approfondito, disposto a raccontare i retroscena che fino ad ora erano rimasti frammentati tra le biografie e le retrospettive sparse.
Russell, che interpretava R.J. MacReady, ha partecipato a una sessione di oltre due ore. Il regista Ian Nathan ha definito quell’incontro il punto culminante di un’impresa durata anni. Perché MacReady non è un personaggio: è un’icona. E il rapporto tra Russell e Carpenter — che ha attraversato Elvis, 1997: Fuga da New York, Il seme della follia — trova in La Cosa la sua espressione più radicale.
Il tempo che cambia tutto
La selezione di The Thing nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso americano ha sancito quello che i fan sapevano già: il film non era sbagliato nel 1982, era semplicemente in anticipo. La paranoia come struttura narrativa, l’impossibilità di fidarsi del corpo altrui, l’ambiguità del finale — temi che il cinema successivo ha saccheggiato senza quasi citare la fonte.
The Thing Expanded non è solo un atto d’amore cinefilo. È un documento storico su come un’opera possa essere distrutta all’uscita e poi resuscitare, lentamente, attraverso le videocassette, le repliche televisive, il passaparola ostinato di chi aveva capito. La versione digitale sarà disponibile ad aprile 2026, il Blu-ray a maggio. Il film aspetta, come ha sempre aspettato, paziente, freddo, irriconoscibile finché non ti avvicini abbastanza.




