BoJack Horseman: perché bisogna assolutamente vederlo?

Giovanni Pascali

Giugno 23, 2017

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Bojack Horseman
BoJack Horseman

«Per un sacco di gente la vita è solo un lungo calcio tirato nell’uretra. E a volte quando torni a casa dopo un giornata di calci nell’uretra ti va solo di guardare uno show su gente amabile dove si vogliono tutti bene. E dove qualunque cosa succeda alla fine di quella mezz’ora, be’, è tornato tutto apposto. No, sai, perché nella vita vera…ho già detto quella cosa lì dell’uretra?».

(BoJack Horseman)

La prima stagione di BoJack Horseman ha avuto critiche contrastanti, probabilmente questa citazione, estratta dal primo episodio della serie, ha tratto in inganno molti critici. Indiewire, un sito di recensioni americano molto seguito, ha bollato la prima stagione con un voto appena sufficiente a seguito della visione dei primissimi episodi, ad esempio.

Proprio questo caso ha portato poi lo stesso sito a modificare la sua politica e a giudicare le stagioni solo dopo aver visto tutti gli episodi.

Perché vi dico tutto questo? Perché se andate a sbirciare su Indiwire, oggi, troverete BoJack Horseman al primo posto tra i The 20 Best Animated TV Shows of the 21st Century: è questo che fa questa serie, ti sorprende.

La televisione è un movimento in costante rivoluzione: Twin Peaks, Breaking Bad, Lost, sono solo degli esempi. Il quadro generale mostra una costante evoluzione dei mezzi e del linguaggio. L’intrattenimento si evolve in una potenza drammatica che, a volte, risulta superiore a quella cinematografica.

La serialità crea profondità

È grazie alla serialità se si viene a creare una profondità maggiore del personaggio, la cui conseguenza risulta essere l’immedesimazione da parte dello spettatore. Si tratta di un lavoro di sceneggiatura e regia ben maggiore della circoscritta opera filmica.

BoJack, in questo senso, supera ogni serie animata mai ideata dall’uomo: riesce a dare una profondità d’animo al suo protagonista senza precedenti.

Il doppiatore, Will Arnett, ha indicato quello di BoJack, il cavallo stella cadente di Hollywood, come il ruolo più difficile della sua carriera, un ruolo che, come si dice in gergo, si portava spesso a casa, anche settimane dopo le riprese.

Princess Carolyne: «Martedì, per te, può andare o sei forse troppo preso a masturbarti davanti alle tue vecchie foto?»

BoJack: «Ti ho spiegato che non era quello che stavo facendo. Mi masturbavo davanti a quello che la foto rappresentava. Tu sei entrata nel momento peggiore»

Dunque, l’innegabile potenza drammatica del protagonista poteva comportare il rischio che la serie risultasse un po’ pesante, ed è qui che entrano in gioco tutti gli altri personaggi. Infatti, per quanto la serie sia incentrata sul nostro BoJack, il profondo taglio di humor è inflitto proprio dal contorno comico in cui essa è ambientata: i cartoni animati funzionano solo se ricoperti di un dolce e accondiscendente velo di comicità, che nasconda e smussi i duri spigoli dei personaggi, necessari per dar forma al velo.

Mr. Peanutbutter: «Oh e per te non lo è? Sei una star milionaria con una donna che ti ama e hai anche un ruolo nel film dei tuoi sogni. Che cos’altro puoi volere? Cioè che cos’altro ti dovrebbe regalare l’universo?»

BoJack: «Io voglio sentirmi bene con me stesso, come fai tu e… non so come si fa. E non so se ci riesco»

Di fatto, BoJack Horseman, è un’escalation: nella prima stagione intuisci, ridi, intuisci, ridi, entri lentamente nel personaggio, ragioni come lui, ti affezioni ai suoi amici, ridi di loro e poi, lentamente, inizi a desiderare di essere più come Mr. Peanutbutter che come BoJack, inizi a farti delle domande, inizi a chiederti se non sei anche tu un BoJack, alcuni giorni lo sei, lo sai che lo sei. E allora è lì, è quello il momento in cui questa dannata serie ti prende, il momento in cui inizi a chiederti chi sei.

Ma non è da prendere con leggerezza, nel senso che come tutte le serie meritevoli di visione, alcune puntate sono come un calcio nello stomaco mentre ti pieghi per raccogliere gli occhiali, inaspettate, dolorose e incredibilmente in grado di colpirti nel profondo.

Questo è il motivo per cui, secondo me, BoJack Horseman è una serie imperdibile.

[BoJack e Mr. Peanutbutter si baciano] «Vai con la kiss cam! Eh, se avessi avuto la kiss cam per Il giovane Holden… be’, solo un altro dei miei numerosi rimpanti».

(J.D. Salinger)

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