Sex Education: perché tutti dovrebbero guardarlo

Valentina Palermo

Dicembre 9, 2021

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Come avrete notato, l’articolo che vi state accingendo a leggere si intitola “Sex Education: perché tutti dovrebbero guardarlo”. In realtà, il suo titolo per esteso è “Sex Education: perché tutti dovrebbero guardarlo. Soprattutto gli adulti“.

Questo perché se i ragazzi di oggi sono gli adulti di domani, gli adulti di oggi sono i ragazzi di ieri, a cui evidentemente non è stata impartita una corretta formazione dal punto di vista sessuale. Lo dimostra il caso di cui tutti hanno parlato nei giorni scorsi, ovvero il palpeggiamento subìto da una giornalista di una TV regionale, nel corso di una diretta. Il collega in studio non ha difeso in modo adeguato la donna lasciando intendere che, in fondo, il fatto avvenuto di fronte agli spettatori della trasmissione sia stato una semplice goliardata.

Ecco, probabilmente al molestatore e al giornalista in studio servirebbe guardare Sex Education per rendersi conto della gravità del gesto. In particolare, i due dovrebbero soffermarsi sulla puntata in cui Aimee, interpretata da Aimee Lou Wood, è vittima delle attenzioni non richieste di uno sconosciuto. L’evento colpisce la ragazza in un modo così profondo da costringerla a ricorrere alle sedute della terapista Jean, attrice Gillian Anderson, per elaborare un trauma che la segna per tutto il corso della stagione successiva.

Sex Education ci dimostra quindi quanto sia importante porre il giusto accento su eventi di questo tipo. E noi vorremmo tanto che fosse così anche nella vita reale, dove sempre più spesso è la vittima a finire nell’occhio del ciclone.

Sex Education
Aimee Lou Wood in una scena di Sex Education

Sex Education e l’importanza della denuncia

La scena incriminata della serie, targata Netflix, vede una spensierata Aimee salire sull’autobus che la conduce a scuola con in mano una torta di compleanno per Maeve (Emma Mackey). L’allegria per i festeggiamenti imminenti svanisce quando si accorge che uno sconosciuto alle sue spalle si è masturbato sporcandole i jeans. La giovane è sconvolta, ma poi cerca di non pensarci sdrammatizzando l’accaduto. Poco dopo però, viene trascinata da Maeve dalla polizia per sporgere denuncia contro il molestatore. Con il tempo si rende conto anche lei di essere stata vittima di un torto gravissimo. Quell’evento ha infatti influenzato la sua vita, stravolgendo le sue abitudini sociali e sessuali.

Lo show trasmette quindi un messaggio fondamentale, indirizzato a tutte le vittime di molestie: se un atto che coinvolge la sfera sessuale non è consenziente, non va minimizzato in alcun modo. Da un palpeggiamento alla violenza, è necessario parlare, denunciare, sfogare i propri traumi. È anche importante che la vittima si senta tale e non si colpevolizzi per ciò che le è accaduto. Lo spiega la saggia Jean quando, durante uno sei suoi colloqui con Aimee, le dice chiaramente che non deve sentirsi in alcun modo responsabile per ciò che le è accaduto, perché un sorriso o una parola gentile non possono essere viste come le cause scatenanti di una molestia.

Sex Education
Le protagoniste di Sex Education nella scena dell’autobus

La solidarietà femminile al primo posto

Sempre sull’argomento, un momento iconico di Sex Education, vede i personaggi femminili dello show solidarizzare con la loro compagna di scuola. 

Maeve, Aimee, Lily, Ola, Olivia e Viv vengono messe in punizione dalla loro insegnante e costrette a svolgere un compito collettivo. Ben presto, i rancori sepolti delle ragazze vengono alla luce provocando continui litigi. A quel punto, Aimee scoppia in lacrime e confessa di non riuscire a salire su un autobus a causa delle molestie subite. Le sue compagne allora, mettono da parte le loro divergenze e confessano di comprendere il suo disagio perché, in un modo o nell’altro, sono state tutte vittime di attenzioni indesiderate. Le sei ragazze si sfogano, fanno gruppo e si sostengono l’una con l’altra. Il giorno dopo, si trovano tutte alla fermata dell’autobus e salgono insieme sul mezzo dimostrando che l’unione fa la forza e che il cammino verso il superamento della paura può essere più semplice se compiuto con l’appoggio degli altri.

Quanto vorremmo che questo insegnamento fosse applicabile alla realtà! In molti casi la solidarietà, quella femminile in primis, è un miraggio e spesso si è pronti a giudicare senza un briciolo di empatia: «Beh, forse se l’è andata a cercare. Quante storie, non è successo niente di grave».

Se ci fosse un briciolo di solidarietà in più, forse sarebbe più facile affrontare i propri mostri interiori.

Asa Butterfield ed Emma Mackey – Sex Education

L’educazione sessuale secondo Sex Education

Non dimentichiamoci, in ultimo, di fare riferimento al valore educativo dello show. Tra una gag strampalata e un cuore spezzato, Sex Education fornisce anche un messaggio importante sull’approccio alla sessualità. Primo tra tutti, l’importanza di prendere le dovute precauzioni per evitare conseguenze nefaste, come gravidanze indesiderate o la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili. 

Fondamentale è anche vivere la sessualità non solo adeguandosi al volere del partner, ma esprimendo le proprie necessità. Mai sentirsi costretti a fare ciò che non si vuole e mai cercare di essere chi non si è. Il proprio orientamento sessuale non deve essere il risultato delle pressioni dei propri genitori o delle aspettative della società, ma il frutto di un’accurata conoscenza di se stessi e delle proprie pulsioni. Prendiamo ad esempio Adam (Connor Swindells). Il ragazzo affronta un incredibile percorso interiore che lo porta a comprendere la sua vera natura e il suo vero io, scrollandosi di dosso l’etichetta di bullo tutto muscoli e niente cervello. In generale, tutti i ragazzi che si rivolgono al protagonista della serie Otis (Asa Butterfield) per fugare un dubbio sul sesso, aiutano a comprendere l’importanza di un’adeguata formazione che sia incentrata sia sull’ambito emotivo che su quello puramente fisico.

Sembrerebbe tutto così scontato. Qualcosa di talmente ovvio da non necessitare di certo i suggerimenti di un programma televisivo. Eppure, ancora oggi la diffusione di informazioni in ambito sessuale sembra essere assurdamente frenata, non solo tra i giovani, ma anche tra gli adulti. Se non si è ancora capaci di capire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, se vengono sottovalutati dei gesti che in realtà sono estremamente gravi, allora forse c’è davvero bisogno di più Sex Education.

Leggi anche: Sex Education 3: elogio alla diversità

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