Bojack Horseman – Stagione 4: Tornare a Hollywoo

Enrico Sciacovelli

Settembre 13, 2017

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bojack
Una scena di Bojack Horseman

Se c’è qualcosa che accomuna tutti al mondo, vera per ogni persona che incrocerà la nostra vita, è che portiamo con noi un bagaglio di traumi, dubbi, paranoie e paure, che ci hanno plasmato in ciò che siamo. Un fratello molto competitivo, un padre poco presente, una vecchia fiamma che ci ha spezzato il cuore… abbiamo tutti delle cicatrici, a volte anche create da noi stessi.
Come si fa quindi a superare tutto ciò? A vivere con una parte di sé che si odia e non può essere cancellata?
Questo sono gli interrogativi che hanno permeato le prime tre stagioni di Bojack Horseman, aleggianti come nuvole sopra la testa dei suoi bistrattati protagonisti.
Con questa Quarta Stagione, disponibile ora su Netflix, forse si vede uno spiraglio: trovare un posto buono per sé stessi e per i più cari.

Una nuova trama per una nuova stagione

L’anno scorso abbiamo Bojack in preda al panico e in fuga da Los Angeles. Con il resto del colorato cast della serie, è alle prese con nuove e variegate esperienze, tra famiglia, lavoro, ricerca della propria identità e bizzarre avventure.

Quando Bojack torna a casa, la sua routine viene stravolta da due spettri del passato: Hollyhock, sua figlia illegittima in cerca della madre, e Beatrice, la gelida e crudele madre, ora affetta da una forma di demenza senile.
La dinamica, che si viene quindi a creare in questa stagione, pone Bojack e i suoi amici in contrasto. Laddove il primo si trova a rammendare, controvoglia, il proprio  passato, gli altri costruiscono un futuro contro ogni probabilità.


Il tema principale di questa nuova stagione è quello della famiglia, i dolori che può causarti, il modo in cui può cambiarti, e quanto sia fondamentale nel momento del bisogno.


È da lodare la capacità degli autori di creare storyline disparate a livello di contesto, e mantenerle interessanti anche senza la colonna portante del protagonista. Il mondo di Hollywoo, in tutta la sua assurdità e cinica satira del mondo reale, è comunque abbastanza credibile da reggere il peso di tante sotto-trame, senza togliere spessore a esse.

Un dettaglio interessante è vedere come questa nuova stagione sovverte alcune delle aspettative ormai create dopo tre anni di show.
In particolare la tradizione di un episodio psichedelico è usata per esplorare parti della trama fino a quel momento date per scontato. Ciò è possibile grazie a un uso di musica, animazioni e performance che vanno dall’inquietante allo struggente, senza soluzione di continuità.
Ciò non significa che sia una stagione senza momenti più rosei e divertenti, sopratutto grazie a personaggi come Todd e Mr. Peanutbutter. Ma laddove le altre stagioni vedevano Bojack scavarsi una buca per sé stesso, mentre gli altri lo osservavano dai limiti del baratro, in questa alcuni personaggi iniziano a scivolarci dentro. Perché tutti possono essere vittime della stessa autocommiserazione e sfortuna che perseguita il cavallo.
Starà alla Quinta Stagione mostrare come questi reagiranno ai traumi e agli eventi appena avvenuti.

La serie animata di Netflix si conferma come una delle serie più umana, il che è paradossale per un cartone che riguarda un cavallo alcolizzato. Attraverso questi dodici episodi, gli autori mostrano un livello di maturità che va oltre il gusto per il macabro, e si pongono come un distorto specchio colorato per la nostra esistenza.
Stavolta però, dall’altra parte dello specchio, ancora macchiato di sangue e lacrime, un sorriso c’è, uno speranzoso e caloroso. E non vediamo l’ora di vederne altri.

Leggi anche: Bojack Horseman – Il mestiere di vivere

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