Marvel Cinematic Universe – Fase 2: Il crollo delle certezze

Alessandro Fazio

Marzo 13, 2018

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La Fase 2 del Marvel Cinematic Universe riparte, come questa serie di articoli, dagli eventi di The Avengers, che rappresentano la prima grande svolta nella vita dei supereroi protagonisti e del mondo in cui vivono; i sequel dei franchise iniziati nella Fase 1, infatti, fanno continuo riferimento alla battaglia di New York e questo è un chiaro modo per trasmettere agli spettatori l’idea del peso che quelle vicende hanno avuto. C’è tuttavia spazio anche per il nuovo: oltre ad Avengers – Age of Ultron (2015), sequel del primo film sui Vendicatori, si aggiungono nuovi personaggi nei Guardiani della Galassia (2014) e in Ant-Man (2015). Completano il quadro, per un totale di 6 film, Iron Man 3 (2013), Thor: The Dark World (2013) e Captain America: The Winter Soldier (2014). Vediamoli più approfonditamente.

L’eredità lasciata dal primo Avengers è pesante per una serie di motivi; innanzitutto, il mondo si rende conto per la prima volta, a causa dell’invasione aliena e dell’intervento dei Vendicatori, che il pianeta Terra non è affatto l’unico abitato nell’universo e che i supereroi sono molti di più di quanto si potesse immaginare. I pericoli che arrivano dall’esterno, inoltre, hanno permesso agli eroi di mostrare la propria forza, ma in questo modo sono diventati una questione nazionale e non: chi e come si stabilisce che in quella determinata situazione è richiesto il loro intervento? Nella Fase 2 questo problema è solo sfiorato mentre viene affrontato compiutamente nella Fase 3, in particolare in Captain America – Civil War.

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Altro aspetto, più prettamente concentrato sui personaggi, è quello relativo alle crisi interiori dei personaggi in seguito alla battaglia di New York. Tutti, infatti, vivono (anche se in maniera differente) una crisi che comporterà crescite e disastri nell’economia della squadra. Impossibile, in questo senso, non partire da Tony Stark e da Iron Man 3; il personaggio che ritroviamo nell’ultimo capitolo del suo franchise è uno smarrito, in preda ad attacchi di panico e che non riesce a dimenticare l’esperienza di New York che gli è quasi costata la vita. La sua è una rivalutazione personale, soprattutto quando dice “Io sono solo un uomo di latta”, in riferimento al fatto che si è dovuto confrontare con alieni, dei e armi mai viste.

Il suo rifugio è nelle armature, ma quando vede che potrebbe perdere l’unico valore sentimentale della sua vita, Pepper, a causa di un cattivo (piuttosto dimenticabile, Killian interpretato da Guy Pearce) da lui creato, completa il suo viaggio e supera la crisi interiore, e l’operazione finale che lo libera dalle schegge vicine al cuore è l’emblema di una chiusura di una determinata fase della sua vita. Iron Man 3, molto amato e odiato allo stesso tempo, è un buon film per quanto riguarda lo sviluppo dei protagonisti, meno per quanto concerne l’antagonista (ma questo, come detto più volte, è uno dei limiti dei film MCU): personalmente penso sia comunque un buon prodotto della Fase 2, neanche lontanamente paragonabile al disastro Iron Man 2.

 

Un altro personaggio che deve fare i conti con scelte e prese di posizioni è Thor. In The Dark World (senza dubbio l’anello debole della Fase 2), il dio del tuono torna ad Asgard dopo la Battaglia di New York ma è combattuto: si è innamorato di Jane sulla Terra, ma Odino gli consiglia di non far prendere il sopravvento alle ragioni del cuore. La morte di sua madre lo riavvicina a Loki, anche in questo caso vero mattatore del film, utile almeno in parte nello sconfiggere il villain, Malekith (dimenticabile anch’egli). Di fatto, l’unico motivo per cui il secondo capitolo di Thor assume rilevanza è la comparsa della Gemma della Realtà che viene, nella scena dopo i titoli di coda, venduta al Collezionista.

Personaggio che invece non si direbbe mai in crisi in quanto è l’emblema dell’integrità è Captain America, ma il secondo capitolo The Winter Soldier distrugge tutte le sue certezze.

Questo è il punto centrale dell’intera Fase 2 del Marvel Cinematic Universe: vengono meno tutte le certezze che i protagonisti credevano di avere.

Steve Rogers, in particolare, non vive una crisi interiore, ma vede il mondo in cui aveva creduto fino a quel momento (lo S.H.I.E.L.D. e l’Intelligence) crollare completamente. The Winter Soldier si presenta come il film più solido e meglio riuscito della Fase 2, in quanto vero e proprio thriller di spionaggio che unisce da un lato la fine dell’establishment finora dichiarato dell’MCU con la scoperta del ruolo dell’HYDRA dietro tutte le manovre dello S.H.I.E.L.D. a partire dalla fine della seconda guerra mondiale; d’altro lato, Steve scopre che il suo migliore amico non è affatto morto come credeva, ma Bucky Burnes è stato trasformato in una macchina da guerra che lo costringerà ad affrontarlo. Questi due aspetti segneranno le cause principali del cambiamento di Captain America che, insieme a Tony Stark, è senza dubbio il personaggio che cambierà di più da qui fino alla fine della Fase 3.

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