Venezia: Leone d’oro per Roma di Alfonso Cuaròn e tutti gli altri premi.

Francesco Gamberini

Settembre 9, 2018

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Cuaron

Trionfa a Venezia l’ultimo film di Alfonso Cuaròn, Roma, a cui è stato assegnato il leone d’oro. La giuria presieduta da Guillermo del Toro ha dunque conferito il premio confermando i pronostici dei media.

Cuarón ha vinto 9-0. C’è stata una decisione unanime della giuria

Così dichiara Del Toro. Quello del regista messicano è anche il primo film prodotto da Netflix ad aggiudicarsi questo premio. Un film intimo e vissuto, che ripercorre in chiave biografica e artistica l’infanzia del regista.

Un amarcord in bianco e nero che ci riporta nella Città del Messico degli anni settanta e in particolare nel quartiere Roma (da cui prende il nome il film), per narrare un epopea di vita familiare che profuma di realismo magico.

Grazie mille alla Mostra d’arte cinematografica. Questo riconoscimento e questo festival hanno un significato immenso per me.

Oggi è il compleanno della donna che ha ispirato il personaggio di Cloe, vorrei cantare ‘tanti auguri a te’ ma forse non è il caso. Posso dire però che il film è il prodotto del mio immenso amore per te, la mia famiglia e il mio Paese.

Afferma Cuaron ritirando il Premio.

 Il Leone d’argento alla regia invece è andato al western di Jacques Audiard, The sisters brothers, la  sua prima opera in lingua inglese, con John C. Really, Joaquin Phoenix e Jake Gyllenhaal. Un anomalo Western a metà strada fra commedia e storia sentimentale su due fratelli cacciatori di taglie.

Willem Dafoe, l’ispirato protagonista di At the eternity’s gate, l’ennesimo biopic sugli ultimi anni della vita di Van Gogh, è stato premiato con la Coppa Volpi maschile.

Dopo Pasolini e Cristo, L’attore interpreta il grande artista cercando di ribaltare alcuni cliché. Il suo Van Gogh non è un artista depresso e tormentato che sceglie di morire ma un sognatore, amante della vita, che cerca di andare avanti nonostante tutto il dolore che prova.

Nel nostro film Vincent Van Gogh dice: “io sono i miei dipinti”.  Julian Schnabel è il film e io devo ringraziarlo per questo regalo di avermi fatto diventare Vincent.

La Coppa Volpi femminile è stata assegnata a Olivia Coleman, che interpreta la regina Anna ne la Favorita di Yorgos Lanthimos. Il regista greco, peraltro vincitore del Gran Premio della Giuria, ha presentato alla mostra il suo primo film storico incentrato sulla vicenda della regina Anna e delle due donne che si contesero le sue grazie durante il suo regno.cuaron

Il Premio speciale della giuria poi va all’unica regista donna in gara, Jennifer Kent, per il suo The Nightingale, un revenge movie ambientato nella Tasmania di fine ottocento. Al protagonista dello stesso film, Baykali Ganambarr, è stato anche assegnato il Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente.

Inoltre l’eccentrica ballata western dei fratelli Coen, The Ballad of Buster Scruggs, vince il premio per la miglior sceneggiatura. Anche questo film prodotto da Netflix è un atipico western a episodi che cerca di rivisitare il genere privandolo dei suoi vari cliché.Cuaron

Commovente anche la cerimonia di chiusura, condotta da Michele Riondino, che si è conclusa con una dichiarazione che fa sperare sul futuro del festival e del cinema stesso.

È una decina di giorni che penso a quanto è importante e quanto mi ha dato la Mostra, sono cresciuto con la Mostra che mi ha dato i mezzi per diventare uno spettatore attivo e militante.

Ho pensato a questo guardando le persone in fila tanto sono diverse ragazzini, signore, critici, tutti con un biglietto in mano e l’accredito appeso al collo. Cosa ci spinge a rimanere in fila? Tutti erano contenti di essere lì. Se tutto questo ha senso è perché abbiamo il coraggio di sognare questo insieme.

Tuttavia è sconcertante la totale mancanza di italiani fra i vincitori. Nè il documentario di Roberto Minervini né l’anti horror Suspiria di Luca Guadagnino o l’affresco storico di Mario Martone Capri – Revolution hanno convinto la giuria, che alla fine non li ha premiati.

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