Questa nuova versione di Piccole donne possiede, fin dalla prima scena, tutta l’impronta di Greta Gerwig. Non si può ritenerlo solo un’altra trasposizione, ma un vero atto d’amore della regista nei confronti delle sorelle March uscite dalla penna di Louise May Alcott.

Greta Gerwig questa volta usa per raccontare entrambi i primi libri della tetralogia due archi temporali diversi. Ci sono due trame che si differenziano benissimo, grazie alla scelta registica dei colori differenti.
Il presente è rappresentato con filtri freddi dove troviamo già Meg, Jo, Amy e Beth adulte e divise. Questo è quello che viene raccontato nella seconda parte del romanzo, pubblicato separatamente con il titolo di Piccole donne crescono. Il racconto del passato, scandito con flashback nell’arco del film, possiedono colori caldi, rappresentando esteticamente l’amore tra le sorelle e il calore della famiglia.
Le ragazze di Greta Gerwig
Le attrici scelte per interpretare le sorelle March sono quattro talenti che rappresentano una nuova generazione del cinema odierno.
Emma Watson è Meg, la sorella maggiore, che da sognatrice e amante della recitazione alla ricerca di un buon partito si sposerà per amore con un umile ragazzo.
Saoirse Ronan è Jo, la voce narrante e la chiara controparte dell’autrice Alcott. La scrittrice Jo è la più ribelle, ma anche quella che vorrebbe mantenere l’intera famiglia sulle sue spalle, grazie ai suoi racconti.
Florence Pugh è Amy, brava nel disegno, ma anche quella che cerca l’attenzione di tutti, essendo spesso la sorella più buffa e comica con i suoi siparietti e pianti.
Infine, Eliza Scanlen è Beth, la sorella amante della musica, sfortunata e malinconica, ma silenziosamente intelligente e sensibile.

La costumista Jacqueline Durran ha cercato di rappresentare le personalità e i caratteri differenti delle quattro sorelle con i loro vestiti. Meg indossa abiti femminili e romantici di color lavanda, o sulle sfumature del verde. Jo ha un look molto maschile, niente corsetti, ma camicie abbinate a gilet e i suoi colori sono i blu e il rosso che rappresenta la sua vena creativa. Amy è quella che avrà un evoluzione più forte nel look visto che si trasferirà in Europa e si vestirà in modo sofistico parigino, ma il suo colore di base sarà sempre l’azzurro. Beth invece simbolo d’innocenza e purezza veste abiti morbidi dai toni rosa e dai colori pastello come le sue amate bambole.
Piccole donne
Il film inizia in media res, sette anni prima dagli eventi del presente. Mr. March è andato in guerra durante la secessione americana, lasciando la moglie e le figlie a badare a se stesse. Tra problemi economici e restrizioni in casa, Marmee March cresce le quattro ragazze cercando di trasmettergli la sua generosità e sani principi; come rinunciare alla loro colazione di Natale per donarla ad una famiglia vicina più povera della loro.
Tutto cambia e stravolge il mondo femminile delle March quando Jo, a un ballo dove ha accompagnato a malavoglia la sorella maggiore Meg, conosce Laurie.
Un facoltoso ragazzo orfano che vive nella tenuta di fianco alla loro modesta casa, assieme al suo zio tutore Mr. Laurence e l’insegnate privato John Brooke.
Laurie e Jo si avvicineranno sempre di più, trascinando con loro le famiglie di entrambi. Meg, la più grande, si innamorerà di John, invece lo zio donerà il suo piano a Beth, con il ricordo della figlia defunta che lo porta ad affezionarsi a lei. Amy invece diventerà la preferita della vecchia zia che porterà la nipote prediletta con se in Francia.
Piccole donne crescono
Jo March all’inizio del film la vediamo alle prese con un editore a cui propone un racconto, intanto per mantenersi da sola lavora come istitutrice a New York dove conosce Friedrich Bhaer. L’unico che osa criticare la scrittura della ragazza, ispirandola a comporre qualcosa di più personale.
Amy a Parigi dove dipinge e vive con la zia benestante, incontra per caso Laurie, ancora scosso dal rifiuto di Jo alla proposta di matrimonio. Purtroppo si aggravano le condizioni di Beth, spronando Jo a scrivere un romanzo autobiografico.

Come in Lady Bird ritroviamo le questioni della crescita, della maturazione emotiva delle ragazze e delle relazioni tra familiari e gli amici, senza dimenticare l’amore.
Greta Gerwig oltre alla regia si è occupata della sceneggiatura, che salta avanti e indietro nel tempo e si concentra più sui temi che sulla narrativa.
Per finire la regista è stata attenta anche nella scelta del cast di questa trasposizione. Ha richiamato Saoirse Ronan, la protagonista del suo debutto alla regia e anche Timothée Chalamet. Al ragazzo ha donato il compito d’impersonare Laurie che grazie alla bellezza androgina risulta ancora più affascinate e dandy.
L’altro spasimante di Jo il professor Bhaer non è più tedesco, ma francese, come l’accento del suo interprete Louis Garrel. Il dolce marito di Meg invece è l’inglese James Norton, la madre delle ragazze è un’insolita Laura Dern, contrapposta alla vecchia zia scorbutica senza peli sulla lingua, interpretata da Meryl Streep.

Si tratta di una nuova trasposizione di un classico della letteratura ben noto, ma non per questo dimenticabile. Piccole donne è una colonna portante culturale da ricordare e reinterpretare ciclicamente, per via dell’importanza dei suoi temi e del punto di vista che concede sulla condizione femminile, da aggiornare e rivedere di generazione in generazione, attraverso i sospiri, le lacrime e i sorrisi delle sorelle March.
Piccole Donne sarà nelle nostre sale italiane dal 9 Gennaio 2020.




