Hunters, ZeroZeroZero, il metodo Komisnsky. È un anno di tante novità, ma anche di tante riscoperte per le piattaforme digitali. Capita spesso, tra un discorso e l’altro, di finire per scambiarsi opinioni sul film o serie tv. Le motivazioni sono molteplici, ma alquanto deducibili. L’animazione, la recitazione, la messa in scena, non sono altro che azioni capaci di proiettare lo spettatore in due differenti scenari: un mondo ideale, in cui identificarsi, o un mondo distopico, in cui alienarsi. L’unica certezza è che di fronte a una pellicola non si può rimanere indifferenti, a prescindere dalle considerazioni finali. Ma quanto davvero volete farvi coinvolgere? A questa domanda non c’è una risposta precisa, tutto dipende dall’emotività del singolo. E noi de La settima arte vi invitiamo perciò a recuperare le seguenti cinque opere che vi presentiamo, con l’auspicio che possiate riscoprire voi stessi, e anche gli altri.
Il metodo Kominsky
Il metodo Kominsky è una serie televisiva statunitense creata da Chuck Lorre. La serie, che vede protagonista Michael Douglas, è ancora in produzione e le prime due stagioni sono disponibili su Netflix. Se avete amato BoJack Horseman non potete perdervi questa commedia. L’opera narra la storia di un’ex stella di Hollywood, l’attore Sandy Kominsky, disilluso, a tratti nichilista e talvolta tedioso.

Giunto sul viale del tramonto della carriera, decide di diventare insegnante di recitazione. La sua devozione e la puntuale meticolosità nell’arte recitativa lo porteranno spesso a mettere in discussione le capacità dei suoi studenti.
Il rapporto con la sua classe e col suo fidato amico Norman Newlander , un uomo pacato ed elegante, ma al contempo cinico e rassegnato, lo porterà a condurre un’analisi introspettiva non scevra di domande esistenziali. Il suo presente privo di amore è una stretta conseguenza di un passato turbolento e claudicante, fatto di opportunità sprecate e relazioni distrutte in nome dell’ascesa hollywoodiana.
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Hunters
Hunters è una serie televisiva statunitense del 2020 ideata da David Weil, disponibile su Amazon Prime. Ambientata nella New York degli ’70, la serie tv racconta le vicende di un eterogeneo gruppo di cacciatori di nazisti. La squadra, guidata da Meyer Offerman (interpretato da Al Pacino), ha il compito di scovare i nazisti negli USA, e di giustiziarli in nome di tutte le loro vittime. È dunque centrale l’applicazione di una legge del contrappasso, mediante la quale i nazisti vengono prima torturati per estrapolare informazioni, poi uccisi.
L’obiettivo finale è di sventare il progetto di creazione del quarto Reich, architettato dai nazisti fuggiti alla cattura. Nonostante i personaggi siano frutto della creatività degli autori, la serie tv si basa sulla realtà storica dell’Operazione Paperclip. Essa aveva a oggetto il reclutamento di scienziati tedeschi dalla Germania nazista nelle fasi finali della seconda guerra mondiale.

Hunters
È la miglior sere tv dell’anno? Probabilmente no, ma è presto per dirlo. In ogni caso si tratta di un prodotto molto sopra la media, rispetto a tutto ciò che troviamo in streaming. Nella prima stagione Tarantino sembra essere un punto di riferimento inequivocabile, soprattutto all’inizio.
Lo è nelle interruzioni della narrazione per intramezzi, nella peculiarità con cui vengono sceneggiate le parti e dirette le scene di violenza. Non mancano errori dal punto di vista della fluidità della trama, ma di certo la seconda stagione partirà da buone basi per rimediare a queste piccole dimenticanze. Nel complesso, le aspettative sono soddisfatte.
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ZeroZeroZero
Dopo Hunters, vi consigliamo ZeroZeroZero. La serie televisiva è stata realizzata da Stefano Sollima, Leonardo Fasoli e Mauricio Katz e prodotta da Sky, Amazon Studios e Canal+. L’opera rappresenta la trasposizione dell’omonimo romanzo di Roberto Saviano.
La serie tv è basata su tre filoni narrativi, inevitabilmente collegati fra loro. Nelle stesse puntate vengono raccontate parallelamente le vicende ‘ndranghetiste, le attività criminali dei narcos e quelle dei broker della droga. ZeroZeroZero è un dramma che racconta l’impero mondiale della cocaina e il suo reggersi su un sottile equilibrio che lega insieme criminali senza scrupoli e organizzazioni potenti e spietate.

La corruzione, la violenza, e il potere sono elementi caratterizzanti della trama. Ci viene mostrata la crudele realtà che coinvolge il nostro tempo, condannando le istituzioni a lavorare giorno e notte per debilitare quanto più possibile la criminalità organizzata, generatrice di reati e disuguaglianza sociale. Non mancano suspense e colpi di scena. Serie consigliata.
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La teoria del tutto
La teoria del tutto è un film del 2014 diretto da James Marsh. Se siete amanti della scienza e dei racconti biografici allora è la pellicola giusta per voi. Il film, da poco disponibile su Netflix, racconta la storia vera di Stephen Hawking, celebre fisico, astrofisico e cosmologo. Per la sua interpretazione Eddie Redmayne si è aggiudicato il Premio Oscar al miglior attore.

Si parte dalla descrizione della sua vita di dottorando, fino ad arrivare alla diagnosi della sua malattia e alle sue prime scoperte. Tema centrale della narrazione è l’analisi introspettiva del famoso scienziato.
Viene posta in risalto la sua caparbietà e il suo coraggio nonostante le avversità, la sua voglia di realizzarsi come uomo e astrofisico. Il film è un manifesto interattivo che coinvolge lo spettatore e lo invita a ricercare se stesso in ogni singolo istante della propria vita, nonostante le vicissitudini del fato.
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Ray
Ray è un film del 2004 diretto da Taylor Hackford. Come nel caso de La teoria del tutto, è da poco disponibile su Netflix. La trama ruota attorno alla vita del bluesman Ray Charles, scomparso qualche mese prima dell’uscita della pellicola nelle sale americane. Jamie Foxx, grazie alla sua interpretazione del grande artista non vedente vinse l’Oscar come miglior attore protagonista.

La pellicola è toccante, mostra tutte le difficoltà di un afroamericano di emergere nell’America razzista, nonostante il comprovato talento. Il film è un viaggio nell’anima e nella mente di Ray Charles. Viene rappresentata ogni sua umana debolezza, ogni suo sentimento di giustizia. T. Hackford opta per una tranche de vie di Charles, semplificando in flashback i traumi infantili del piccolo Ray, origini e incubi ricorrenti.
Alla sua grandezza viene associata la sua decaduta. L’eroina è lo strumento con cui tenta di esorcizzare i suoi mali, e il film chiaramente ne tiene conto. Molta importanza, per fortuna, viene data ad alcuni suoi pezzi musicali che lo hanno consegnato alla storia della musica mondiale. Film consigliato, soprattutto agli amanti della buona musica.




