Bif&st 2020 – Free Country – C’è del marcio in Germania Est

Enrico Sciacovelli

Agosto 25, 2020

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Bif&st 2020 – Free Country – C’è del marcio in Germania Est

Autunno 1992, tre anni dopo la caduta del Muro di Berlino. Sotto il freddo sole dell’ex Germania Est, il detective Patrick Stein si trasferisce da Amburgo nella remota città di Löwitz, al confine orientale con la Polonia. Il villaggio sembra sospeso nel tempo, ancora avvolto dalla decadenza della fine della DDR

In questo cupo contesto, Stein fa coppia con il detective Markus Bach, un uomo rozzo e poco formale, ma dall’approccio più diretto. Il loro caso riguarda la sparizione di due ragazze, le cui indagini si svolgono sotto i gelidi occhi dell’intero paese.

Free Country apre la sezione Panorama Internazionale del Bif&st, in un poliziesco sotto il grigio cielo della Germania Est.

I detective Stein e Bach parlano con Katharina, la madre delle due ragazze scomparse

Il tedesco Free Country apre la sezione “Panorama Internazionale” del Bif&st 2020, nella prestigiosa venue del Teatro Piccinni di Bari. Diretto da Christian Alvart, il dramma poliziesco si ispira a La Isla Minimapellicola spagnola dalla premessa simile, ambientata immediatamente dopo la caduta della dittatura franchista in Spagna.

La transizione a livello storico e geografico si svolge agevolmente: entrambe le zone sono caratterizzate da un momento di estrema povertà e disagio sociale, sotto l’ombra delle macerie dei precedenti regimi. Un’ambientazione cupa e desolata, l’ideale per una caccia all’uomo.

Free Country apre la sezione Panorama Internazionale del Bif&st, in un poliziesco sotto il grigio cielo della Germania Est.

Il detective Stein arresta un uomo in fuga dalla polizia

Il fulcro del film consiste nello sviluppo delle indagini, e di conseguenza nell’evoluzione della relazione fra i due detective. Stein (Trystan Pütter) interpreta spesso la voce della ragione nella coppia, il “poliziotto buono”, spesso anche a suo stesso discapito. Invece, Bach (Felix Kramer) è presentato come il più spericolato dei due, in preda a scatti d’ira e a diversi demoni personali.

Nelle prime battute, la differenza tra i protagonisti sembra abissale, per poi ridursi gradualmente con il passare del tempo. Il focus del film è chiaramente sui due personaggi e sulle loro investigazioni, la cui intensità mette la loro morale a dura prova, coinvolgendo lo spettatore allo stesso tempo. Di rivelazione in rivelazione, Free Country scorre con ritmo incalzante, in una spirale costantemente diretta verso il basso.

Katharina, la madre delle due ragazze scomparse

La direzione e la fotografia osservano uno degli angoli più remoti della Germania, una regione di ampie distese dai colori sbiaditi, sotto un cielo grigio. Le poche macchie di colore sono caustiche e irritanti, rosso cremisi o giallo ocra. Anche la colonna sonora, curata da Christoph Schauer, fa capolino con prepotente malinconia, a sostegno del tono generale della pellicola.

Gli eventi della storia dei due detective, alla ricerca di segreti nascosti accuratamente, segnano entrambi in modo innegabile. Molti dei cittadini del paese parlano del passato e del presente con disillusione, evidenziando la corruzione che pervade la regione. Disillusione trasmessa poi ai giovani, che sognano quella Berlino liberata come una via di fuga dal degrado di Löwitz.

Il detective Bach, sporco di sangue e spossato

«La DDR non è mai esistita» ammette amaramente uno dei paesani. Il fondale delle tragiche vicende è una regione persa nel tempo e nella decadenza, di promesse politiche spezzate e di fantasmi vecchi e nuovi. Per un comune operaio di Löwitz, l’antipatia nei confronti della BRD, della Stasidei polacchi e, soprattutto, delle autorità è all’ordine del giorno.

Quella disillusione, la fragilità delle proprie convinzioni, giunge anche per i nostri protagonisti, in particolare per Stein, i cui metodi diventano sempre più simili a quelli del collega Bach. In questo Free Country sembra rifarsi, anche solo a livello tematico, a True Detective e alla tradizione del giallo tedesco, il Kriminalroman: racconti di terre cupe e fredde, dove il marcio fermenta e infetta il cuore di uomini volubili.

Stein, fermo in un cantiere, impugna la sua pistola

Una storia quindi tradizionale e riconoscibile, ma comunque coinvolgente ed eseguita in modo competente, arricchita dal suo opprimente e dettagliato contesto storico. In poche parole, la storia di un paese libero solo sulla carta, schiavo della propria decadenza.

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