È possibile cambiare la propria vita in ogni momento, se si ha il coraggio e la determinazione necessari per alzare la testa. In un mondo in cui le donne sono relegate al ruolo subalterno di ancelle del focolare domestico, incapaci di pensare e di agire indipendentemente dall’uomo, Joy ha la forza di andare controcorrente.
Film del 2015 scritto e diretto da David O. Russell, Joy è la storia di una rivincita personale con se stessi e con il sistema atavico e patriarcale che incatena la donna in una prigione chiamata casa. Jennifer Lawrence, Robert De Niro e Bradley Cooper spiccano naturalmente in un cast che di per sé già convince.
La casa come una prigione piena di sogni chiusi in un cassetto

Mimi, la nonna: «Tu crescerai, dolcezza mia, e diventerai una donna forte e in gamba. Andrai a scuola, conoscerai un bravo ragazzo, avrai dei bellissimi figli con lui e costruirai le cose meravigliose che ora fai in camera tua».
La pellicola di Russell è un esempio di emancipazione femminile. Joy, nata in una famiglia che sa di dissapori sin dalla sua prima fase embrionale, cresce tra litigi e separazioni, tra gelosie e invidie fraterne. Dalla sua parte c’è solo la nonna Mimi, una donna audace che non ha paura di sperare e che sprona la piccola nipote a creare, perché sa che un giorno ce la farà e occuperà il suo posto nel mondo.
Pazienza e concentrazione, ma soprattutto tanta passione e voglia di riscatto, spingono Joy a dire basta a una realtà che la opprime e che fa di lei un inerme automa senza desideri e pronto a soddisfare le esigenze dei suoi cari. Joy l’inventrice è un’attivista ancora involontaria che con la sua forte personalità riesce a far vincere una battaglia a tutte le donne del tempo, scardinando le porte della prigione che la trattiene.
Tra ironia e dramma, il film di Russell affronta anche il dissidio incurabile tra apparenza e realtà, in una famiglia che invece di profumare di amore sa di inganno. La madre, in isolamento volontario nella stanza da letto, davanti a una soap opera, rievoca alla mente la madre Bonnie di Buon compleanno Mr Grape!, film del 1993 diretto da Lasse Hallström. Anche lei, infatti, seduta giorno e notte sul divano, trascorre la sua quotidianità mangiando e guardando la televisione, incapace di prendersi cura dei propri figli. Joy è Gilbert (Johnny Depp), che si fa carico della casa e della famiglia, ponendo gli altri davanti a sé e mettendo i propri sogni in lista d’attesa.
L’arrivo della primavera dopo il lungo letargo dell’anima

Joy da piccola: «17 anni, pensaci, siamo rimaste nascoste per 17 anni, 17 anni. Inventavamo tante cose 17 anni fa, poi tutto è finito, che è successo? Quando ti nascondi sei al sicuro, perché le persone non ti vedono, ma la cosa buffa del nascondersi è che sei nascosto anche a te stesso».
Joy è una cicala in letargo, in attesa del risveglio primaverile. Arrivata la bella stagione, finalmente apre gli occhi e decide di prendere la vita nelle proprie mani, per diventare una matriarca di successo. Il cambio di prospettiva porta al modificarsi consequenziale della realtà intorno a lei e anche la madre si desta dal torpore, imparando a conoscere il gusto della vita.
Tutto cambia, mentre la protagonista fa i conti con le difficoltà che la quotidianità le pone davanti, ostacoli con volto familiare, ma cuore avverso. La vicenda rispecchia la realtà, non è una favola che si snoda senza incertezze, ma è la storia di una donna che combatte contro un nemico più grande di lei, riuscendo a vincere la partita. Joy è un’imprenditrice, che fa passare le sue idee dalla mente alle mani, trasformandole in concretezza e creando oggetti di valore commerciale.
Con la nonna, l’amica Jackie e l’ex marito Tony dalla sua parte, Joy riesce a fare scacco matto anche al padre. «Ho sbagliato io a farti credere di essere più di quel che sei», queste parole feriscono, ma sono il deus ex machina che snoda l’azione e porta la protagonista a credere maggiormente in se stessa e a concludere la partita.
Un film ispirato alla storia vera di una donna audace

La pellicola di Russell è un frutto nato dall’albero della storia dell’emancipazione femminile. Joy Mangano è un’inventrice e imprenditrice italoamericana, la mente che ha prodotto il mocio auto-strizzante Miracle Mop. L’autobiografia della donna, Inventing Joy (pubblicata nel 2015 dalla casa editrice Simon & Schuster), ha ispirato il regista che ha dato voce alla sua vicenda, rimanendo il più fedele possibile all’originale.
Novanta metri di cotone assorbente, così tutto ha avuto inizio. Grazie al sostegno dell’emittente televisiva QVC, Joy ha trasformato la sua idea in prodotto commerciale, riuscendo a vendere 18.000 pezzi e ideando un nuovo format di vendita. Una donna che parla alle donne, che ancora è legata a preconcetti sessisti di suddivisione dei compiti nella società, ma che prova comunque a strappare il velo del maschilismo industriale, diventando leader di un’azienda. Nulla è impossibile se c’è la determinazione giusta per tentare di trasformare un’idea in concreta realtà, basta provare.




