Visioni Fantastiche 2020: contro l’analfabetismo iconico

Eleonora Poli

Novembre 12, 2020

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Nato per avvicinare e educare i ragazzi a una corretta fruizione dell’audiovisivo, Visioni Fantastiche arriva alla sua seconda edizione in forma ibrida.

Le prime parole della conferenza stampa, tenutasi mercoledì 14 ottobre, rigorosamente su Zoom, riguardano infatti la scelta di mantenere buona parte del festival e delle “Visioni Fantastiche” in presenza.

visioni fantastiche

Elsa Signorino, assessore alla cultura, difende a spada tratta l’importanza dei festival in presenza: «Ravenna è stata una delle prime città italiane a supportare l’importanza della cultura promuovendo eventi e progetti sotto l’hashtag #laculturanonsiferma, ragion per cui riuscire a creare un evento in presenza, totalmente in sicurezza, per i ragazzi e le scuole, ancora al centro delle discussioni odierne, è stato un punto fermo nella lista delle cose da fare».

A maggior ragione Visioni Fantastiche, «per l’importanza formativa che ha nell’educazione data ai ragazzi» sottolinea l’assessore della pubblica istruzione e infanzia Ouidad Bakkali«questa esperienza di valore sollecita le scuole, le famiglie, gli insegnanti a non fermarsi dopo la prima edizione e a continuare nel progetto di rieducazione alla visione».

Le nuove restrizioni hanno imposto nuove norme comportamentali in primo luogo alle scuole. I ragazzi, chiamati visionari, giudicheranno da casa, tramite la piattaforma MyMovies i lungometraggi e i cortometraggi in concorso. Divisi in cinque categorie a seconda dell’età (6+, 9+, 12+, 16+, 18+), i ragazzi valuteranno i prodotti in concorso assegnando alla fine due riconoscimenti. La giuria composta da 6+, 9+, 12+ e 16+, con le loro votazioni, deciderà il vincitore del premio Miglior Cortometraggio. Ai 18+, invece, spetterà il compito di assegnare Miglior Lungometraggio. I film selezionati differenziano tra loro a seconda del pubblico di riferimento. Nell’arco di una giornata si possono vedere cortometraggi brevi, molto colorati e con poche battute, come anche lungometraggi più seri. Come se la programmazione seguisse la crescita dello spettatore.

La sezione 18+ si può ritenere quella più interessante, non tanto per la qualità dei prodotti scelti, quanto per gli argomenti trattati dai registi. Uno sguardo da differenti punti di vista su macro temi come la depressione adolescenziale, la tossico dipendenza, l’integrazione. Il tutto con il realismo e la maturità capace di raggiungere i giovani visionari  che andranno a giudicare i lungometraggi.

Sono presenti titoli come Seder Masochism di Nina Paley (USA, 2020) che racconta, sotto forma di musical e in chiave femminista, il libro dell’Esodo; Meteorites di Romain Laguna (Francia, 2018) sui primi amori di un’estate francese. Non mancano poi storie ambientate durante una pandemia come Virus tropical di Santiago Caicedo (Colombia, 2018) e Tito and the Birds di Gabriel Bitar, André Catoto, Gustavo Steinberg (Brasile, 2018).

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Fuori concorso invece ci sono titoli come White Snake di Amp Wong e Zhao Ji (Cina/Usa) e Il viaggio del Principe di Jean-François Laguionie e Xavier Picard (Francia/Lussemburgo), proiettato il 14 novembre.

Altro evento speciale, la partecipazione virtuale del fumettista Bruno Bozzetto insieme alla proiezione del suo lungometraggio VIP mio fratello superuomo (di Bruno Bozzetto, Italia, 1968), esempio dello stile del maestro sempre alla ricerca di chiarezza e di linee pulite.

I ragazzi potranno anche sperimentare la magia del cinema con laboratori, eseguiti in forma ibrida, e masterclass immersive nel mondo della produzione, queste ultime solamente online. «I laboratori servono per trasmettere un’esperienza pratica sul mondo audiovisivo» spiega Valentina Ascentoni, responsabile dei vari incontri. I laboratori per le varie classi e fasce d’età riguarderanno la produzione tecnica, ma anche l’animazione e l’intrattenimento. Il tutto rigorosamente gratuito come l’intero festival.

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