Normal People – L’amore come motore mobile

Alessandro La Mura

Agosto 2, 2021

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Basta un frame. Una singola scena di un film o di una qualsivoglia serie TV. Basta una sola, unica e chiara immagine o clip per far sì che un’opera possa entrare negli occhi e nel cuore dello spettatore. E così ricordarla ad imperitura memoriam, specie se l’opera in questione è riuscita a trasmettere un determinato sentimento che in un preciso momento della nostra vita non avvertivamo da tempo, così, quindi, da risvegliare in noi quelle piacevoli sensazioni che credevamo di aver perduto.

Dicasi anche il contrario, ovvero lo stato emotivo in cui chissà, in un momento parallelo alla situazione descritta, la nostra vita, al contrario, era pervasa da uno specifico sentimento che abbiamo visto esternare da parte del protagonista o dei protagonisti, così da stringere, quasi involontariamente, una solida empatia con esso o con essi. Perché questa è l’essenza stessa dell’immagine: saper creare un rapporto diretto che rimbalza dapprima in noi stessi e, in seguito, nell’altro.

All’interno della cerchia dei prodotti seriali ne rientra uno in particolare che svolge questa duplice funzione. Un’opera, la quale è entrata quasi in punta di piede nell’universo di serie TV più interessanti degli ultimi periodi. E se il palcoscenico ha mostrato prodotti con protagonisti detective, professori che divengono criminali, gangster che vivono durante gli anni ’20 e ’30, questa volta sono due ragazzi a presentarsi sullo schermo, la cui caratteristica fondamentale è quella di essere profondamente e intimamente innamorati.

Parliamo di Normale People, la serie TV BBC Three e Hulu, prodotta da Element Pictures. Essa è tratta dall’omonimo romanzo della scrittrice irlandese Sally Ronney, grazie al quale ha ottenuto un ampio riconoscimento e il premio come miglior romanzo ai Costa Book Awards.

Analisi dell'ultima puntata di Normal People, celebre serie targata BBC e Hulu, che racconta l'amore tra due giovani ragazzi.

Marianne e Connell

Normal People, in sintesi, segue le vicende di due ragazzi: Marianne Sheridan, interpretata da Daisy Edgar Jones, e Connel Waldron, interpretato dall’attore irlandese Paul Mescal, vincitore del premio BAFTA come miglior attore televisivo proprio per il ruolo in Normal People.

Benché Marianne e Connell siano, a conti fatti, i personaggi principali, il punto focale della serie è il loro amore e la costante ricerca di loro stessi per mezzo di questo sentimento. Seguiamo, infatti, le varie fasi del loro rapporto dai tempi del liceo fino ad approdare al college, passando, quindi, dalla minuscola cittadina di Sligo, alla grande capitale Dublino. Un amore del tutto eterogeneo che oscilla tra momenti idilliaci e fortemente passionali e momenti nei quali entrambi appaiono ai rispettivi occhi come insicuri, incerti e scontati.

Eppure la forza del rispettivo amore tende a unirli per tutti i dodici episodi della serie, contrapponendosi all’illusione di quei rapporti non ricambiati o al baratro di avventure definibili come sbagliate, malate, tossiche. Marianne e Connell fanno esperienze sui corpi e sulle emozioni di altri, non riuscendo, però, a (ri)trovare la rispettiva integrità che, invece, c’è solo quando entrambi si ricongiungono. Un evento estremamente raro che può nascere tra due individui.

La serie riesce a trasmettere il messaggio che il sentimento dell’amore è in grado di abbattere qualunque barriera e convenzione sociale, sicché Marianne e Connell, di estrazione sociale opposta, non si limitano a guardarsi nella mera forma, bensì cercano di andare al fondo di loro stessi, amando e desiderando di amare il rispettivo contenuto.

In Normal People le fasi di ricerca della propria essenza nell’altro comincia proprio con il primo sguardo scambiato tra gli armadietti di scuola, dove scoprono una strana potenza che li fa sentire vivi.

Analisi dell'ultima puntata di Normal People, celebre serie targata BBC e Hulu, che racconta l'amore tra due giovani ragazzi.

Connell e Marianne in un viaggio in Italia

«Amor in gentil cor prende rivera/per suo consimel loco», recitava Guido Guinizzelli nella celebre canzone Al cor gentil rempaira sempre amore. E la gentilezza, cuore pulsante del sentimento, li denuda non solo dei propri vestiti.

Quando la gentilezza viene a mancare i loro sguardi si fanno più spenti, divengono assenti, svuotati di ogni emozione. Tutto ciò si evince sia nei rapporti che entrambi hanno con altre persone, strutturati con sentimenti per nulla sinceri e del tutto fittizi; sia in una specifica scena, ovvero quella in cui Marianne, durante un rapporto sessuale con Connell, gli chiede di darle uno schiaffo, complice una relazione nella quale lei ha provato pratiche BDSM.

Connell si ferma perché non è sua intenzione farle alcun male. E se avesse acconsentito, i protagonisti avrebbero ottenuto un artificio di quel momento, non più, quindi, una situazione nel quale essere in tutto per tutto loro stessi. Non è un caso, infatti, che la scena si conclude con Connell che esplicita di non voler continuare e con Marianne che fugge da casa imbarazzata e in lacrime.

Ad ogni modo, c’è un istante fondamentale della serie dove lo spettatore avverte finalmente l’importanza del loro percorso amoroso. Perché se c’è un elemento che traspare in Normal People, seppur nascosto, è il continuo domandarsi cosa voglia effettivamente comunicare la loro storia d’amore, oltre a volersi legare a tutte quelle tematiche che fanno da affresco ai disagi insiti nella generazione millennial.

In Normal People la chiarezza giunge proprio sul finale di stagione, nell’ultima puntata, in quegli ultimi cinque minuti strazianti e commoventi che annientano lo spettatore che guarda inerme.

Analisi dell'ultima puntata di Normal People, celebre serie targata BBC e Hulu, che racconta l'amore tra due giovani ragazzi.

Normal People: l’importanza dell’amore

Per comprenderci al meglio, l’ultimo episodio comincia con Marianne e Connell in auto. Dopo un trascorso altalenante, che lo spettatore osserva per tutti gli undici episodi, decidono di stare insieme e di ufficializzarsi come coppia. La festa di compleanno della ragazza fa presagire, finalmente, un momento di pace e stabilità in entrambi. Così come la scena immediatamente successiva, dove i ragazzi sono ripresi mentre si lavano i denti nel bagno.

Una scena banale, forse insignificante, ma molto importante per l’economia della serie. Connell, infatti, in una precedente puntata, aveva dichiarato al suo coinquilino di non voler convivere con Marianne per motivi che neanche lui sapeva spiegarsi. Ora, in quell’istante, si ritrova in una situazione diametralmente opposta.

In più è sempre lui, in una scena successiva, a chiedere alla ragazza di trascorrere le festività di Natale con la propria famiglia. Marianne, dal canto suo, accetta. È felice e le sembra inutile rifiutare questa felicità.

Ma alle spalle di Marianne e Connell vi è uno spettro. Non una persona o un qualunque evento del loro passato che riemerge dal nulla, bensì una citta: New York.

Connell è selezionato per un programma di scrittura creativa presso un’università della Grande Mela. Solo che lui, in un dialogo con Marianne, dichiara di non voler andarci, sia perché non si sente pronto per questo enorme passo, sia perché tutto ciò lo porterebbe a stare lontano da Marianne. E lei da lui.

Natale trascorre. Marianne assapora, per la prima volta in vita sua, il piacere del focolare domestico. Lei che ha sempre vissuto all’interno di un ambiente familiare distaccato e freddo, con Connell si trova a vivere un vero Natale. Allo stesso tempo, sempre insieme trascorrono la festa di Capodanno. Si presentano mano nella mano davanti ai loro amici appena entrano in un pub. Si baciano appena scoccata la mezzanotte e si rinnovano il “ti amo”, come augurio per il nuovo anno. Questa volta più sincero, più vero del solito.

Normal People: l’essenza dell’altro

Lo scrittore americano David Foster Wallace, in una delle tante pagine del suo celebre romanzo Il re pallido, scrive: «ogni storia d’amore è una storia di fantasmi», citazione diventata il titolo di una celebre biografia scritta da D.T. Max a cinque anni di distanza dalla sua scomparsa.

Negli ultimi cinque minuti, Marianne e Connell si trovano seduti all’interno della casa di lei. La ragazza ha completato da poco il trasloco e Connell l’ha aiutata. Tuttavia quando la vede col viso crucciato, che guarda il vuoto come assorta da mille interrogativi, le domanda cosa mai avesse, al che Marianne risponde: «Ho pensato a New York».

Quel fantasma, per niente scacciato, riappare sulle loro teste. Nonostante il rifiuto, si rifà vivo in entrambi, tanto che persino Connell stesso afferma di averci più volte pensato. Il ragazzo è spaventato all’idea di andare in una città molto più grande di Sligo e Dublino e teme di essere inghiottito, di non farcela. Però Marianne lo tranquillizza, facendogli capire che queste sono situazioni che difficilmente si ripetono nella vita.

Sicché, emerge la paura più grande: perdersi. E Connell prova a giocarsi una penultima carta: « Ci verresti con me? Potremmo essere lì insieme e potresti studiare o lavorare…». Marianne gli accenna dolcemente di no con la testa. Lei vorrebbe restare lì, vorrebbe «vivere la vita che sto vivendo. È una cosa abbastanza speciale».

In lei non vi è egoismo, ma solo una pura affermazione della rispettiva identità, che è riuscita finalmente a trovare grazie proprio all’amore verso Connell. Quest’ultimo comincia a sgorgare lacrime dai suoi occhi verdi e decide di scoprire l’ultima carta: «È solo un anno, e poi tornerò».

Analisi dell'ultima puntata di Normal People, celebre serie targata BBC e Hulu, che racconta l'amore tra due giovani ragazzi.

Marianne, tuttavia, guardandolo negli occhi, gli dice di non fare promesse. Ha sempre creduto nelle potenzialità di Connell e vi è la possibilità che quell’anno possa durare di più: “Non lo sai…dove ciascuno di noi sarà. O cosa accadrà». E sulle note di Sometimes del pianista Goldmund si preparano a separarsi. Arriva, dunque, l’ennesima rottura, questa volta più dolorosa.

Connell: «Non sarei qui se non fosse per te».

Marianne: «No. Questo è vero. Voglio dire, saresti completamente da qualche altra parte. Saresti una persona diversa. E anch’io. Ma ci siamo fatti molto bene a vicenda».

Il celebre poeta italiano Eugenio Montale, in una delle poesie più belle, intitolata Incontro, presente nella prima raccolta Ossi di seppia, scrive: «A lei tendo la mano, e farsi mia/un’altra vita sento». In Normal People è Marianne ad allungare la mano a Connell, toccandogli dolcemente la guancia. Entrambi sono vivi, soli nella propria essenza.

Si ripetono il “ti amo”, come se bastasse una semplice frase per esprimere ciò che realmente hanno all’interno. E si sa come a volte le parole non bastano per comunicare realmente tutto quello che si prova, specie se di mezzo vi è il sentimento. Persino Dante Alighieri, che di parole se ne intendeva, ha dovuto creare un neologismo per esprimere le sue sensazioni alla vista e al pensiero di Beatrice. Infatti, nel XXVIII Paradiso scrive: «quella che ‘mparadisa la mia mente», ossia colei che innalza la sua mente alla gioia paradisiaca.

Connell, con il cuore straziato, dice a Marianne di voler andare a New York. E Marianne, da parte sua, lo rassicura, dicendogli che resterà qui e tutto andrà bene. Quelle parole, «e io resterò qui», fungono da sollievo per Connell.

Analisi dell'ultima puntata di Normal People, celebre serie targata BBC e Hulu, che racconta l'amore tra due giovani ragazzi.

In loro vi è un lasciarsi non lasciarsi. Un addio non mai addio. Un partire per le rispettive vie con la sicurezza e la speranza di poter tornare insieme.

Normal People termina così, con un «e andrà tutto bene», quasi a rassicurare loro stessi e lo spettatore che li osserva. L’amore tra Marianne e Connell trascende in una dimensione oltre lo spazio e il tempo, non tangibile al pure piano fenomenico.

Per tale motivo la serie non prosegue e non viene mostrato alcun seguito di quella conversazione, avvenuta in una camera completamente priva di mobili, con loro due vicini, mentre si parlano e si toccano. E seguono solamente i titoli di coda sulle note di quella melodia.

Non ci è dato sapere cosa accadrà, dal momento che l’innalzamento del sentimento su un piano non fisico avrebbe inevitabilmente costretto un ripiegamento in quest’ultimo ai fini di una comprensione dell’intelletto umano. Ed essendo limitato, l’amore di Connell e Marianne sarebbe stato ancora una volta circoscritto in questa limitatezza, quando è palese che esso possiede una forza astrale.

Il loro lasciarsi non è frutto di una rottura causata da terzi o da specifiche circostanze, quali, ad esempio, l’ipotetica lontananza. La loro separazione (e ripetiamo, una delle tante) è la maniera più crudele per mantenere in vita l’Amore. È un paradosso, ma non è un caso che in entrambi non viene mai esplicitato un addio, bensì il restare qui e l’andrà tutto bene.

Analisi dell'ultima puntata di Normal People, celebre serie targata BBC e Hulu, che racconta l'amore tra due giovani ragazzi.

Ciò che resta, però, è l’aver compreso il reale significato del percorso compiuto.

Marianne e Connell sono figli di una generazione che si vede persa e incapace di trovare un senso alla propria esistenza. Il sentimento dell’amore colma questo vuoto. È il collante che mette ordine alla frammentarietà identitaria. È il mezzo più sicuro per dare senso alla rispettiva vita.

Amando-si, i protagonisti di Normal People trovano se stessi. Hanno bisogno, per parafrasare Jean-Paul Sartre in Essere e nulla, l’uno dell’altro per cogliere appieno tutte le strutture del loro essere, dal momento che «il per sé [la realtà umana] rimanda al per-altri».

Dopotutto, nella realtà che cosa c’è di più reale se non l’altro? Marianne e Connell sono rispettivamente l’altro per capir-si. Si scoprono come esseri viventi in quanto esseri sentimentali.

Non sono solamente corpo, bensì anche anima. Ed è quest’ultima che li unisce e che li unirà per il resto della loro vita. I loro corpi potranno pure incastrarsi con altri corpi, ma le rispettive anime saranno per sempre fuse tra di loro. Un’ideale di amore che la liquidità contemporanea sembra aver perduto, interessata più che altro a fornire gli ingredienti necessari per gli amori da collezione.

Il finale di Normal People è la rappresentazione che cerca il significato più profondo e nascosto dell’amore. Un sentimento che solo quando è autentico congiunge due persone e le tiene legate. Oltre lo spazio. Oltre il tempo. Fino alla fine dei tempi.

Leggi anche: Interstellar – Il significato metafisico dell’amore

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