The Last Duel – La storia è verità

Alessandro La Mura

Novembre 6, 2021

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The Last Duel- La storia è verità

Il filosofo e storico italiano Giambattista Vico, nel De antiquissima italorum sapientia argomenta ciò che ben presto diventerà un suo celebre aforisma, nonché essenza del proprio lavoro esposto nella Scienza Nuova:«verum est ipsum factum».

Per Vico, il vero corrisponde al fatto; è ciò che avviene necessariamente. Sicché l’intento che emerge è quello di fondare una nuova scienza essenzialmente storica, la quale è in grado di comprendere le cause, andando, allo stesso tempo, al di là della semplice descrizione dei fatti.

Alla base di tale principio, il regista Ridley Scott realizza il suo ultimo film, The Last Duel. Tratto dall’omonimo romanzo storico, scritto dal critico letterario Eric Jager, la pellicola ripercorre le vicende dell’ultimo duello di Dio, che ha avuto luogo in Francia nel 1386.

Scott realizza un prodotto che ha il merito di indagare un fatto realmente accaduto, in un momento particolare della storia, il cui avvenimento ha dei risvolti prettamente contemporanei. Sfrutta, infatti, tale espediente per affrontare tematiche del tutto coerenti con la realtà dei nostri tempi. Una scelta piuttosto interessante, che ci porta anche a riflettere sullo straordinario utilizzo del cinema come medium artistico.

The Last Duel, è stato presentato fuori concorso alla 78esima Mostra internazionale d’arte del cinema di Venezia. Alla corte di Scott abbiamo un cast d’eccezione: Adam Driver, Ben Affleck, Matt Damon e Jodie Comer.

In una Francia medievale, due uomini si scontrano

The Last Duel
Matt Demon interpreta Jean de Carrouges e Adam Driver veste i panni di Jacques Le Gris

The Last Duel si apre con un campo largo che riprende un’arena. Attorno c’è neve e freddo. Una voce di fondo annuncia una serie di regole in vista di un imminente scontro.

Si fanno avanti due cavalieri che giurano di combattere per il proprio re e per Dio. Entrambi si posizionano agli antipodi dell’arena e vengono armati con la solita lancia da giostra. Spronano i rispettivi cavalli e partono, preparandosi allo scontro. Ciò avviene e questo genera un’esplosione di schegge che li colpisce.

Jean de Carrouges è un valorosissimo soldato, famoso per la sua tempra e ferocia in battaglia. Combatte quasi sempre al fianco del suo fiero amico, Jacques Le Gris, famoso per essere un vanesio, amante delle donne e del divertimento. Entrambi sono scudieri del conte Pierre d’Alençon, anche se il secondo gode di maggior amicizia rispetto al primo. Infatti Jacques svolge determinati compiti per il suo superiore, come esattore delle tasse feudali. Persino Jean è costretto a pagare i tributi, anche se la sua posizione è delicata per via delle ristrettezze economiche.

Jean, per far fronte a ciò, decide di sposare la bella Marguerite de Thibouville, figlia di Sir Robert de Thibouville, un vecchio traditore della Francia, schieratosi con gli inglesi durante la guerra dei Cento Anni e poi perdonato. Tuttavia, dopo il matrimonio, Jean scopre che una terra promessa in sua dote, particolarmente desiderata, è stata acquistata dal conte e donata a Jacques per i suoi servigi. Jean quindi denuncia il conte, senza alcun successo. In seguito a un simile affronto, de Carrouges cade in disgrazia, dopo che Pierre d’Alençon concede il capitanato a Le Gris.

Trascorrono gli anni, e i tre non si vedono. Jean viene invitato a una cerimonia nella quale trova proprio Jacques. I due si avvicinano e dichiarano cessate le ostilità. Per via di un conflitto in Scozia, de Carrouges è costretto a partire, ritornando sconfitto, ma onorato con il cavalierato. Una volta a casa, viene a conoscenza di un terribile avvenimento: sua moglie Marguerite è stata aggredita da Le Gris.

Jean de Carrouges è deciso a vendicarsi. Si reca dal re in persona e chiede di sfidare Le Gris al singolar tenzone, con l’intento di salvare sia il suo onore sia quello della moglie. Durante l’udienza davanti al Parlamento francese, de Carrouges lancia il guanto di sfida che viene raccolto da Le Gris dopo aver declamato la sua difesa. Il duello di Dio si farà.

Tre persone, una sola verità

The Last Duel
Ben Affleck interpreta Pierre d’Alençon

Caratteristica fondamentale di The Last Duel è la capacità di raccontare lo stesso avvenimento sotto tre punti di vista differenti. La pellicola, infatti, al seguito dell’introduzione, si apre con il capitolo uno che racconta la versione dei fatti dal punto di vista di de Carrouges. Seguita, a sua volta, da un secondo capitolo, il quale espone la narrazione come vissuta da Le Gris. Fino ad arrivare al momento finale, ovvero la verità, raccontata tramite Marguerite.

Per quanto possa sembrare un espediente già visto, rivisto e adottato altrove, è molto importante per l’economia e il fine pratico di The Last Duel. Ridley Scott, infatti, riesce a catturare lo spettatore e a condurlo gradualmente verso la verità. Se mai all’occhio fosse sfuggito qualcosa, ha così la prontezza di recuperare quel determinato dettaglio e avere un quadro conciso di un’intera vicenda senza che essa sia minimizzata.

Il regista non vuole lasciare nulla al caso. Non vuole che una vicenda realmente accaduta si limiti a un semplice compendio dalla durata di due ore e mezza. Alla base del suo prodotto vi è un’accurata ricerca storica che passa anche attraverso un attento esame degli abiti, delle ambientazioni e dei costumi dell’epoca. In The Last Duel si può respirare l’aria del Medioevo storico, privo di elementi fantastici e magici di cui è, di solito, impregnato.

Storia antica, tematiche contemporanee

The Last Duel
Il fatidico momento del duello

Ma vi è di più. L’essenza del prodotto di Ridley Scott è quello di affrontare una tematica molto attuale, sfruttando proprio un avvenimento accaduto secoli fa. Parliamo della violenza subita da una donna, da Marguerite, e di come tale atto sia ricostruito e rimaneggiato da un mondo intriso di maschilismo, per il semplice scopo di salvare il rispettivo onore.

Viene presentata quindi una triplice prospettiva del medesimo avvenimento. E benché solo il punto di vista finale corrisponda alla verità, lo scopo del regista rimane quello di far notare l’incredibile freddezza maschile dinanzi a una tragedia. De Carrouges finge di essere preoccupato per Marguerite, dal momento che il suo reale scopo è quello di proteggere il suo nome e onore. Combatte per questo, non per vendicare la moglie.

Jacques Le Gris, invece, cerca di difendere a tutti i costi la sua posizione. Per quanto il suo reato sia palese, difende anche al costo della vita la sua integrità, convincendosi e cercando di convincere della sua innocenza e della falsità delle accuse. Dichiara altresì che Marguerite era consapevole e consenziente, giacché la donna ha provato piacere.

Accanto a tali ragionamenti cinici, si colloca Marguerite, la quale prova a difendersi sebbene sia conscia dell’immensa difficoltà. La donna è lasciata improvvisamente sola, persino da una sua amica, ed è accusata da quest’ultima per averle confessato nel passato apprezzamenti nei confronti di Le Gris. Secondo questa logica perversa, una donna non può sentirsi violentata se ha provato interesse per un uomo.

The Last Duel ci ricorda che, purtroppo, è cambiato poco. Dietro una violenza carnale, la donna è lasciata quasi sempre isolata col suo dolore. E rialzarsi è molto difficile, richiede uno sforzo enorme.

Marguerite è consapevole di rischiare la morte, se il marito perderà il duello. Eppure decide di andare fino in fondo. Non si limita ad abbassare la testa e ad arrendersi. Non vuole restare in silenzio, come è accaduto a tante donne del passato.

Dinanzi alle avversità quotidiane, Ridley Scott vuole aiutarci a prendere coscienza di un dato ancora attuale e oggetto di cronaca. The Last Duel diviene la voce di una resistenza femminile che, all’interno di un mondo maschilista e patriarcale, lotta per la propria individualità.

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