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Marvel Studios: il ritorno ai fumetti

A poco più di dieci anni dalla nascita dei Marvel Studios, chiunque veda il logo bianco e rosso apparire sul maxi schermo sa esattamente a cosa va incontro. Un film sui supereroi con un bell’attore o attrice protagonista, più qualche effetto speciale degno di nota.

In questi anni però l’MCU è cresciuto e se questa poteva essere la corrente dei primi lungometraggi, ora la musica è cambiata e i fumetti sono diventati i veri protagonisti.

Da Marvel Comics a Marvel Studios

A inizi anni 2000, la Marvel Comics aveva appena sfiorato il fallimento. Nel 1996 la casa editrice era stata obbligata a cancellare ben sedici testate. I tempi stavano cambiando e gli eroi classici non erano più tanto di moda. Come fare allora per riavvicinare queste storie al grande pubblico?

Alcuni tentativi erano già stati compiuti negli anni settanta, ma è con il 2002 che si sono affermati i supereroi al cinema. Sam Raimi produce il primo Spider-Man, apripista della famosa trilogia.

Marvel Studios
Peter Parker (Tobey Maguire) nel primo Spider-Man

I film della Columbia Pictures sono un grosso rischio: testate come Capitan America o X-Men sono già parte della cultura americana e i lettori dei fumetti conoscono bene la Marvel Comics. Gli appassionati sanno che sfogliando le pagine non leggeranno solo del classico supereroe che sconfigge il cattivo, ma avranno a che fare con storie di razzismo, emarginazione e riscatto sociale, mai scontate e tremendamente contemporanee.

Contro ogni previsione Spider-Man di Raimi è un successo e accontenta sia i titubanti che i pretenziosi lettori, trattando la vita del normale fotografo Peter Parker alle prese con problemi di cuore e ragnatele. La genesi del personaggio convince ed è spider-mania in tutto il mondo. Tobey Maguire e i protagonisti del film sono delle star, veri e propri supereroi viventi.

Universo Marvel

La strada da seguire per raggiungere il successo completo è però ancora lunga. Bisogna raggiungere e convincere tutti coloro che i fumetti non li hanno mai letti e non sanno cosa trattino i Marvel Studios. Attingendo al quasi infinito catalogo di storie Marvel Comics i produttori iniziano a selezionare quei personaggi ritenuti più adatti al maxischermo. Ecco allora che nascono adattamenti come Iron Man o Capitan America: il primo vendicatore o Thor in quella che è considerata la Fase 1 del Marvel Cinematic Universe.

Una fase di storie basate sempre sui fumetti, ma più arrivabili ai meno navigati del genere. Opere più leggere e semplici, narrativamente parlando, promosse grazie a un sistema intricato di accordi commerciali. L’occhio vuole la sua parte e gli attori chiamati per interpretare i primi vendicatori sono alti e bellissimi, ben lontani dallo scapestrato Parker di Maguire e dai canoni fumettistici.

È più facile farsi piacere un eroe se è anche canonicamente bello. Nomi come Chris Evans, Chris Hemsworth, Robert Downey Junior, Scarlett Johansson trovano una rinnovata fama nei panni degli Avengers, attirano spettatori al cinema e fanno la fortuna dell’MCU.

La fidelizzazione dei non-lettori di fumetti dura per ben dieci anni, attraverso tentativi e remake. L’introduzione di nuovi universi narrativi come in Guardiani della galassia, di nuovi eroi vigilanti più vicini alla variante oscura della concorrente DC, quali Daredevil o Luke Cage, piace al pubblico del grande e del piccolo schermo. Senza dimenticare il successo clamoroso e meritato di Black Panther, che fa conquistare ai Marvel Studios persino una candidatura agli Oscar.

Una nuova era dei Marvel Studios

Conclusasi la Saga dell’Infinito con il possente Avengers: Endgame, i Marvel Studios ricominciano da capo. C’è una nuova saga da costruire, nuovi personaggi e soprattutto una nuova minaccia da sconfiggere. Ma prima bisogna riunire i pezzi.

Seguono spoiler

La morte di Tony Stark e la dipartita di Steve Rogers segnano la fine dell’MCU come lo conoscevamo prima. Ovviamente la perdita dei due capisaldi dell’hero system crea tragiche conseguenze nel mondo Marvel e non solo. I primi film usciti dopo Endgame sono la testimonianza del vuoto lasciato dai due, ma anche l’occasione per rinascere. I tempi son cambiati. Ora non c’è più bisogno di semplificare le storie dei fumetti per conquistare i più scettici: l’impero Marvel ha guadagnato la totale fiducia del pubblico.

Ecco allora che i personaggi che dieci anni fa nessuno avrebbe considerato sono la chiave per la nuova fase dell’MCU. Soggetti che non sono totalmente buoni, ma neanche del tutto cattivi, che abitano quella fascia grigia indefinita. Nelle serie tv di Disney+ vediamo i primi modelli. Falcon and the Winter Soldier è l’esempio perfetto.

marvel studios
Bucky Barnes/soldato d’inverno e Sam Wilson/falcon in una scena della serie

Lasciato lo scudo a Sam Wilson, Steve Rogers esce di scena. Il Capitan America che si lancia sulla granata per proteggere i compagni non esiste più: è ora fuori tempo e irrealistico. I problemi quotidiani di Sam alle prese con l’affitto e di Bucky Barnes, il soldato d’inverno, nel tentativo di espiare le sue colpe come assassino dell’Hydra, rendono la serie per alcuni noiosa.

Nessuno vorrebbe vedere una puntata con Sam in banca a chiedere un finanziamento. Invece è così, nei fumetti è sempre stato così. Ci sono centinaia di tavole che ospitano eroi grandi e grossi alle prese con gli stessi problemi di tutte le persone comuni.

Dieci anni fa, nessuno avrebbe mai visto una storia del genere. Grazie alla fama raggiunta con narrazioni semplificate, i Marvel Studios hanno scolpito uno zoccolo duro di appassionati che, da ora in poi, vedrà qualsiasi produzione, credendo che un domani, magari a distanza di altri dieci anni, tutto si incastri alla perfezione regalandoci l’ennesimo successo mondiale.

Leggi anche: Marvel Cinematic Universe – Fase 1: la nascita dei vendicatori

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