L’Amica Geniale 3 – La stagione dei conflitti

Linda El Asmar

Marzo 1, 2022

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La terza stagione de L’Amica Geniale non è stata solo la storia di chi è fuggito e chi è restato. Le vicende che Lenù ci ha raccontato in questa stagione sono intrinsecamente piene di conflitti. Contrasti, non solo relazionali, sempre esistiti nella storia de L’Amica Geniale, ma anche scontri politici, di classe, di genere. Queste nuove otto puntate sono racchiuse in un periodo storico preciso, quegli anni di terrore che hanno segnato la storia italiana, in cui i conflitti erano talmente aspri da non far capire più quale fosse il giusto e lo sbagliato.

SEGUONO SPOILER

Una storia di conflitti

Il periodo storico raccontato da questa stagione de L’Amica Geniale è quello degli anni di piombo. Alcuni decenni della storia italiana caratterizzati dai movimenti del ’68, dal fermento universitario, le rivolte operaie. Anni in cui i rapporti, se così si possono definire, tra comunisti e fascisti si inaspriscono in maniera estrema, raggiungendo livelli di violenza altissima. Anni in cui la parola terrorismo era una costante e che si conclusero con il sequestro di Aldo Moro e la strage di Bologna.

Questa nuova stagione ci racconta questi anni tramite la vita quotidiana di Lenù e Lila. Portandoci nelle fabbriche a vedere le ingiustizie e i soprusi. Accompagnandoci nelle piazze e nelle università durante le assemblee e le manifestazioni. Rendendoci spettatori di omicidi e violenze tra fascisti e comunisti, rimanendo con il fiato sospeso per personaggi a cui ci siamo affezionati come Pasquale e Franco.

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Lila (Gaia Girace), L’Amica Geniale – Storia di chi fugge e di chi resta.

Nelle prime puntate incontriamo una Lila stremata dal lavoro in fabbrica, soggetta a violenze e al massimo della sua debolezza fisica e psicologica. Una Lila che quasi inconsapevolmente si mette a capo di un intero movimento operaio, denunciando le condizioni in cui lei e i suoi colleghi lavorano. Dando, per caso, un supporto a quella violenza che sta crescendo fra lavoratori e padroni, tra compagni e fascisti.

Vediamo un Pasquale sempre più politicizzato ed estremista, che sfrutta le testimonianze di Lila per portare avanti la sua lotta. Un rione che si rende sempre più pericoloso, non più segnato solo da scontri di potere serpeggianti fra le sue strade da sempre, ma palcoscenico di nuovi conflitti tra persone che si sono viste crescere reciprocamente e che iniziano ad uccidersi per degli ideali politici.

Dall’altra parte, verso Nord, vediamo una Lenù ispirata e coinvolta dalle proteste studentesche e femministe. Proteste grazie alle quali inizia a rafforzare il proprio carattere e il proprio pensiero, esternandolo e non restando più pacatamente sottomessa a regole imposte dalla società. Una Lenù politicizzata a cui viene permesso, grazie all’istruzione, alle amicizie e al matrimonio che possiede, di vivere quasi da spettatrice, agendo solo quando ne sente la necessità. Una Lenù, che a differenza di Lila, non è immersa nella melma delle ingiustizie, ma che le riceve comunque di rimbalzo, decidendo però coscientemente di reagire.

Questa stagione de L’Amica Geniale si è mostrata una stagione politica, così come lo era il periodo storico raccontato. Una stagione in cui abbiamo assistito a contrasti non solo fra ideali, ma di genere, di ceto sociale. Tipologie di scontri che si ripercuotono anche nelle relazioni di Lenù con Lila, con Petro, in generale con ci la circonda e con se stessa.

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Lenù (Margherita Mazzucco), L’Amica Geniale – Storia di chi fugge e di chi resta.

L’Amica Geniale: Elena contro tutti

Abbiamo a che fare con un’Elena che, nel procedere delle puntate, acquista sicurezza. Non si trattiene, non osserva solamente. Un’Elena che si scontra con tutti, dentro e fuori dal rione. Ha conflitti con sua madre, sua sorella, suo marito, sua figlia. Si scontra con Lila, con Pasquale, con Nino. Ha difficoltà ad accettare le regole imposte dalla società.

Non le sta più bene essere una mamma e una moglie, seppur acculturata e con la possibilità di lavorare ogni tanto. Lei è scappata dal rione proprio perché non voleva questa vita e le lotte femministe le danno la spinta per iniziare a comportarsi diversamente. Ma, seppur abbia deciso di non cadere negli errori fatti da sua madre, sua sorella, pure da Lila, a fine stagione la vediamo inciampare inconsciamente allo stesso modo.

L’aria intrisa di lotta di genere che le entra in casa da finestre sempre aperte, e anche tramite vecchie conoscenze, la spinge verso la sua nuova ricerca e il suo nuovo scritto. Si interroga sulla figura della donna, sulla sua visione e interpretazione generata da uomini. Su come questi abbiano forgiato un’idea che si è poi instillata nei corpi di donne reali, rendendole dipendenti dal parere e dalle scelte maschili. Lenù usa il suo scritto per ribellarsi a ciò che il rione e la società le avevano insegnato, ciò che suo marito le chiede, ciò che lei si è sempre autoimposta.

Nino (Francesco Serpico) e Pietro (Matteo Cecchi), L’Amica Geniale – Storia di chi fugge e di chi resta.

Seppur mettendosi contro tutti per affermare se stessa, a fine di stagione Lenù scivola sullo stesso inchiostro che ha versato. Abbandona tutto e cade in un probabile errore che ha tutta l’aria di un ritorno al passato, al rione e alla perdita di quell’autoaffermazione su cui ha lavorato negli anni.

Alla fine di questa stagione de L’Amica Geniale vediamo un’Elena che cede agli stessi errori che aveva fatto Lila nella stagione precedente. Ed è proprio l’amica-nemica che l’accompagna da tutta la vita, in uno dei loro momenti più distanti, a cercare di farle capire che errore stia compiendo.

Mai come in questa stagione abbiamo visto Lila e Lenù così distanti. Distanti per esperienze di vita, distanti per scelta, distanti geograficamente. Sembra quasi che stia avvenendo una sorta di scambio di ruoli, di sbagli, di uomini rispetto alla stagione precedente. Non è più Lenù a fare da coscienza a Lila, ma quest’ultima a rendersi la parte razionale di Elena. Quella parte che sembra essersi persa nel procedere delle puntate.

Lenù (Alba Rohrwacher), L’Amica Geniale – Storia di chi fugge e di chi resta.

Ultimo sguardo verso la fine

Questa stagione si conclude compiendo una sorta di giro su se stessa. Se la storia di Lila e Lenù era iniziata con l’assassinio di Don Achille, questa si conclude con l’uccisione violenta di colei che si è sempre creduta la mandante dell’omicidio. Un evento che impone un cambio di rotta e un’impennata per quella violenza che è ribollita e maturata nel rione e in questa terza stagione.

L’Amica Geniale – Storia di chi fugge e di chi resta si conclude con Lenù che, nel bagno dell’aereo con cui sta scappando dalle sue responsabilità, si specchia. Ma in quello specchio non vediamo più la Elena a cui ci siamo abituati (Margherita Mazzucco), ma la sua versione più adulta (Alba Rohrwacher). Versione che ci fa presagire il nostro avvicinarsi alla conclusione del racconto, tornando a quel punto iniziale in cui una Lenù, ultrasessantenne, riceve una telefonata notturna. Lila è sparita ed Elena, rivedendo la sua amica da bambina, mossa da quelli che però sembrano sentimenti rabbiosi, decide di scrivere la loro storia.

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