Bonifacio Angius al Torino Underground – Perfidia, Ovunque Proteggimi, I Giganti

Tommaso Paris

Ottobre 3, 2024

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Confiteor – Come scoprii che non avrei fatto la rivoluzione: titolo del prossimo film di Bonifacio Angius (1982) in uscita nel 2025, e dichiarazione d’intenti di un autore che, da sempre, ha tentato di divenire ciò che è, seguendo la strada tracciata dal proprio pensiero e dalla propria ricerca, non curante delle logiche produttive e distributive del sistema industrial-cinematografico italiano.

«Io ho deciso di seguire la mia strada, di fare i film come piacciono a me, partendo da quello che mi circonda e mi influenza»

(Bonifacio Angius)

Eppure, chissà quando scoprì che non avrebbe fatto la rivoluzione.

Se già da bambino – l’inizio della sua storia d’amore con il cinema – quando i film divennero luoghi di rifugio infantile, protettivi, magici e rivelatori. Oppure da ragazzo, a Firenze, quando tra un corso e l’altro di psicologia, girava le prime immagini con una videocamera da turista insieme a un amico.

Possiamo presumere che, per certi versi, non avrebbe fatto la rivoluzione quando venne scartato più volte al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Tuttavia, possiamo presumere, che ebbe la speranza della rivoluzione quando i suoi due cortometraggi di successo, scartati al CSC, vincevano diversi premi a festival importanti superando i cortometraggi di diploma dello stesso CSC.

«Come diceva Welles, mi sento un povero disgraziato che prova a fare del cinema»

(Bonifacio Angius)

Bonifacio Angius

L’immagine della rivoluzione, tuttavia, si fece leggermente più visibile quando a Firenze scoprì Federico Fellini attraverso una retrospettiva a lui dedicata in ordine cronologico. Con il maestro di Rimini, Bonifacio scoprì il cinema come urgenza, come atto d’amore rivelatosi questione di vita e di morte. Così come quando ebbe il primo feedback da un produttore importante, un certo Renzo Rossellini, che vide il suo primo lungometraggio: SaGràscia (2011), e ne rimase folgorato, tanto da ritenerlo «un film meraviglioso», che «mio padre avrebbe amato tantissimo».

Scrisse così la sceneggiatura di Perfidia in due settimane per farla vedere a Rossellini, ma la cosa non si concretizzò. Bonifacio decise comunque di realizzare il film, ambientato a Sassari in inverno, con protagonista Stefano Deffenu, suo compagno delle elementari.

Perfidia (2014) di Bonifacio Angius

«Io quando scrivo vedo già quasi tutto»

(Bonifacio Angius)

Il film uscì nel 2014 e venne presentato in concorso al Festival del Cinema di Locarno, vincendo il Premio Giuria Giovani, conferendo a un trentaduenne Bonifacio Angius una grandissima fonte di riconoscimento e le caratteristiche perfette per essere intercettato da una grossa produzione.
Ecco Groenlandia Film, ecco Ovunque Proteggimi (2018), presentato al Torino Film Festival. Inizia dove finisce Perfidia: nelle trame di una slot machine all’interno della superficie profonda di un bar di paese affogato dall’alcol e dalla disperazione. Qui iniziano i primi problemi produttivi e distributivi, ma Bonifacio non lascia sconti, il suo sangue è stato versato, l’amore per il cinema è stato dato e donato.

Ovunque Proteggimi (2018) di Bonifacio Angius

Nel 2017 Confiteor Come scoprii che non avrei fatto la rivoluzione è scritto, nel 2018 è pronto per essere girato, ma per una serie di motivazioni il progetto viene messo da parte.
Nel 2020, invece, dopo la prima ondata di Covid, fare cinema sembrava essere più complesso, ma chiusi in una stanza con quattro attori e una minuscola troupe, Bonifacio Angius, curando sceneggiatura, regia, fotografia, montaggio, produzione e recitando, realizza I Giganti (2021): «un’opera filosofica scritta da un cialtrone» dirà nelle presentazioni del film in giro per il mondo, ma prima di tutte ancora in concorso a Locarno.

I Giganti (2021) di Bonifacio Angius

Il cinema di Bonifacio Angius, scritto in Sardegna, recitato in Sardegna, prodotto e realizzato in Sardegna, tuttavia, potrebbe essere ambientato in qualsiasi altro luogo. Per Bonifacio, «sarebbe impensabile non caratterizzare un racconto con un luogo, però questo non vuol dire che si possa raccontare solo in quel luogo. I miei film sono ambientati in Sardegna, ma potrebbero essere ambientati in qualsiasi altro luogo. Conosco bene la Sardegna, sono nato in Sardegna, e mi viene meglio organizzare e girare le mie storie in Sardegna».

La poetica di Angius tende a un cinema universale, che mostra corpi e ferite, stati d’animo e sofferenze, in direzione ostinata e contraria, attraverso grande consapevolezza e accessibilità cinematografica, verso un pubblico che è chiunque noi. Mostrando senza filtri l’umanità più segreta che l’autore conosce, in un contrasto tra l’intimo e il claustrofobico, tra dolcezza e miseria, il cinema di Bonifacio si rivela potente, sincero e coraggioso. «Bonifacio Angius per noi rappresenta la possibilità concreta di fare un cinema libero e passionale» sostiene Alessandro Amato, direttore artistico del Torino Underground.

Ma com’è possibile immaginare un cinema fortemente situato che abbia pretese e tendenze universali?

«Il cinema ha a che fare con la verità, non con la realtà», ci sussurra Bonifacio Angius. Ed è la verità ad essere universale, mentre la realtà non esiste. Ma è il cinema, illusione sincera perché consapevole della sua natura illusoria, che è in grado di fare i conti con ciò che è più vero. O meglio, un certo cinema, un cinema autentico.

«Quello che faccio è cercare di essere spontaneo, di mostrare un’umanità viscerale, onesta, sincera, rispettosa dei personaggi che inscena. E questo più che metodo, direi che è istinto. È quella dimensione ludica del cinema che ti permettere di essere te stesso, libero di non omologarti al mercato audiovisivo, ma di cercare una sorta di autenticità. Ma la mia autenticità non è diversa da altre»

(Bonifacio Angius)

Di difficile reperibilità, il cinema di Bonifacio Angius è ormai su tutte le piattaforme streaming, da Perfidia a I Giganti, mentre Ovunque Proteggimi è su Rai Play. Ora, invece, grazie al Premio Sooner vinto al Torino Underground Cinefest, i suoi film saranno si potranno vedere in Germania, Regno Unito e Paesi Scandinavi.

La rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani?

Eppure, a parare di chi scrive, qualcosa di sinceramente rivoluzionario già si percepisce, e sembra essersi da sempre percepito.

Bonifacio Angius al Torino Underground Cinefest 2024

«Sono stati davvero dei bellissimi attimi di gioia quelli vissuti al Torino Underground Cinefest. L’immancabile calore del pubblico a tutte e tre le serate, dove l’incontro col pubblico (masterclass) è nato già dal marciapiede fuori dal cinema appena sono arrivato. Ero già felice che mi venisse dedicata una retrospettiva, in un modo tanto spontaneo e sincero. Però vivere il calore di un pubblico di questo livello, con tutta questa passione verso chi fa cinema e i film, è sempre più una rarità, nella vita di chi fa il mio mestiere.
I miei film continuano a vivere! E vedere che è ancora possibile, mi fa pensare che dobbiamo avere ancora fiducia nel futuro»

(Bonifacio Angius)

Leggi anche: Manifesto del realismo allegorico italiano

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  • Tommaso Paris

    «Dio è morto, Marx è morto, e nemmeno io mi sento molto bene»

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