Truffaut e L’ultimo metrò – Quando il cinema incontra il teatro

Redazione Settima Arte

Ottobre 4, 2016

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Truffaut e L’ultimo metrò – Quando il cinema incontra il teatro

Scritto da Matteo Viesti

Truffaut
Gérard Depardieu e Catherine Deneuve in “Le Dernier Métro”

«Oui, l’amour fait mal: comme les grands oiseaux rapaces, il plane au-dessus de nous, il s’immobilise et nous menace».

(Si, l’amore fa male: come in grandi uccelli predatori, si eleva sopra di noi, si immobilizza e ci minaccia)

(Le Dernier Métro)

Facciamo un salto in avanti rispetto agli anni della Nouvelle Vague: il film scelto per questo terzo capitolo della rubrica dedicata a François Truffaut è infatti girato negli anni ’80. La scelta di un film così lontano nel tempo dai fasti dei primi anni ’60 viene dalla volontà di analizzare due aspetti tematici della maturazione del regista.

Il primo aspetto da considerare è la scelta, tanto accattivante quanto complicata, di fare collidere il teatro e il cinema, in una sorta di film nel film; il secondo aspetto si basa sul porre l’attenzione sulla grande linea rossa che congiunge gran parte delle opere di Truffaut: l’amore e la femme fatale.

Ambientato in tempi di guerra, sotto l’occupazione tedesca, analizza differenti aspetti della vita parigina di quegli anni, tant’è che il titolo altro non è che una dura regola, diventata consuetudine, ovvero il coprifuoco un’ora prima della mezzanotte.

Ma il punto su cui va focalizzata l’attenzione è il magnifico intreccio delle due arti facenti parte del mondo dello spettacolo: alla recitazione del film si addiziona quella del palcoscenico.

Nelle movenze degli attori ritroviamo una sorta di tensione fusa con un’atmosfera di relax che evidenzia come in presenza di pure evidenti caratterizzazioni dei personaggi, proprie dei film di Truffaut, l’occhio si lasci ingannare da quelle ancora più accentuate dell’attore teatrale, in qualche modo rendendo naturali le prime.

Imbastito con grande consapevolezza, si impone di diritto come uno dei più bei film del regista che appena quattro anni prima di morire realizza il suo ultimo capolavoro.

Con un Gérard Depardieu giovanissimo e una splendida, venerea Catherine Deneuve, il film vinse dieci premi César, una nomination come miglior film straniero agli Oscar e un enorme successo di pubblico e critica.

Geniale, intenso, maschera.

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