5 tra i personaggi più intriganti delle serie tv

Andrea Vailati

Ottobre 5, 2016

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Cosa ci piace delle serie tv? Sicuramente ci lasciamo trasportare dalla trama, siamo dipendenti dai colpi di scena, ma più di tutto penso ci conquistino i personaggi.

Ecco qui cinque dei personaggi che, a mio avviso, ci hanno maggiormente intrigato: le loro storie, le loro inquietudini, i loro ideali, hanno causato dei veri e proprio fanatismi, hanno conquistato le nostre menti e i nostri cuori.

Senza questi personaggi le serie tv non sarebbero quello che sono, senza questi personaggi l’attesa per un nuovo episodio mancherebbe di palpitazioni.
Ecco il dinamismo, ecco il punto di svolta nella caratterizzazione sceneggiaturale di serie che oggi minano il territorio del grande schermo.

Ecco che vi presento cinque tra i personaggi più intriganti delle serie tv.

True Detective – Rust Cohle

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Matthew McConaughey in “True Detective

Rust: «Siamo delle cose che si affannano nell’illusione di avere una coscienza. Questo incremento della reattività e delle esperienze sensoriali è programmato per darci l’assicurazione che ognuno di noi è importante, quando invece siamo tutti insignificanti».

Rust Cohle di Dallas, in Texas, è un detective profondamente consapevole del fallimento strutturale della società.

In perenne contrasto tra una cinica lucidità e un caotico malessere esistenziale e psicologico, la cui causa si riconduce si alla suddetta consapevolezza, ma per certo anche all’abuso di sostanze psicotrope, è un uomo con una storia triste dominante nel suo passato. Egli è un essere arrancante nel mondo, incapace di morire, ma con uno strano senso di giustizia, un po’ perché alla fine il detective è l’unica cosa che gli riesce davvero (e gli riesce davvero bene), un po’ perché in fondo è alla ricerca di una salvezza.

Il punto è lì, la salvezza nella lotta perpetua, la lotta tra luce e oscurità, tra il realismo pessimista e una sorta di ricerca speranzosa di un ideale.

Rust Cohle è l’apatia che cerca di ritrovare una base su cui costruire emozioni umane, il caso su cui indaga è il punto di apice nell’oscuro dell’essere umano, lui in qualche modo comprende che deve essere la luce.

Rust: «Credo che ti sbagli…sul cielo stellato».
Marty: «In che senso?».
Rust: «Una volta c’era solo l’oscurità. Se me lo chiedessi, ti direi che la luce sta vincendo».

Game of Thrones – Tyrion Lannister

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Peter Dinklage in “Game of Thrones”

Tyrion: «È il mio mestiere: bevo e so le cose».

Tyrion Lannister, il figlio maledetto della famiglia più ricca di Westeros, maledetto perché causa della morte della madre durante il parto, maledetto perché un nano.

Ecco presentarsi la potenza di tale personaggio, un piccolo nano capace di comprendere tutti i segreti di un grande mondo, capace di un’astuzia ineguagliabile, sempre conscio delle dinamiche pronte a mostrarsi, sempre una mossa in anticipo rispetto a tutti gli altri.

Ma questo non è tutto, il nostro personaggio è inoltre dotato di un’innata moralità, nonostante i compromessi necessari, egli è un buono, uno di quelli che dinnanzi a un destino avverso persegue i propri ideali e ci conquista a suon di vino, prostitute, massime sull’esistenza, e ancora vino. Lui muove pedine nel grande gioco dei troni, lui è l’uomo che tutti vorremo come re dei sette regni.

Tyrion Lannister [a Jon Snow]: «Ti do un consiglio bastardo. Rammenta sempre chi sei. Gli altri lo faranno. Fanne la tua armatura e non potrà essere usata contro di te».

The Knick – John Thackery

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Clive Owen in “The Knick”

John Thackery: «Da quelle umili scaturigini è cresciuto l’incredibile mondo moderno in cui viviamo. Non possiamo conquistare le montagne, ma le nostre ferrovie le attraversano. Non possiamo fermare il fiume, ma possiamo cambiare il suo corso a nostro piacimento e arginarlo per i nostri scopi. Viviamo in un’epoca di possibilità illimitate».

New York, 1900, l’uomo è sempre più voglioso di controllare il mondo.

Ecco presentarsi John Thackery, primario di chirurgia al Knickerbocker Hospital (The Knick), ecco presentarsi l’uomo che vuole diventare Dio. Brillante, geniale, un pioniere della medicina, una mente necessaria in un’epoca in cui la scienza compie balzi da gigante, il nostro personaggio sfocia nella follia onnipotente.

Se da un lato è profondamente ammirabile nella sua ricerca, nel suo essere sempre all’avanguardia, nella sua arroganza intellettiva giustificabile, dall’altro egli si perde nella sua stessa grandezza. Cocainomane incallito, diviene succube della stessa ombra gigante che si è auto costruito, succube di un’idea di se stesso non più come grande uomo, ma vero e proprio essere divino. Profondamente intrigante.

Cleary: «Sognare è per chi non è bravo a ottenere quello che vuole».

Narcos – Pablo Emilio Escobar Gaviria

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Wagner Moura in “Narcos”

Pablo: «Gentlemen, I’m going to tell you who I am. I am Pablo Emilio Escobar Gaviria. My eyes are everywhere. That means you guys can’t move a finger in all of Antioquia without me knowing about it. Do you understand? Not a finger. One day, I’m going to be President of the Republic of Colombia. So look, I make deals for a living. Now, you can stay calm and accept my deal or accept the consequences. Silver or lead. You decide».

Pablo Emilio Escobar Gaviria è un personaggio realmente esistito, il più grande narcotrafficante della storia.

Pablo Emilio Escobar Gaviria è un cattivo, dunque perché ne siamo tutti affascinati?. Questo è il potere oscuro di Narcos, ci mostra il personaggio quale realmente è, certo non mancano dei tocchi romanzati, ma comunque ne vediamo tutto il cinismo, la lucida follia, l’implacabile sete di potere racchiusa in una spaventosa quiete caratteriale, eppure ne siamo estasiati.

Non ho dubbi sul fatto che nessuno stimi il vero Pablo Escobar, ma quando si tratta di finzione tutto è concesso. Il nostro personaggio è il migliore nel suo mondo, un uomo che quando si prefigge un obiettivo non è placabile, egli è un vincente, e questo soddisfa l’appetito di qualunque essere umano. Perché diciamocelo, tutti speravamo che divenisse presidente della Colombia!

Pablo: «I just realized something. The president didn’t just betray me, he also betrayed you. He knew if you came here…look at me, there would be three options. One: I leave with you, peacefully. Two: I take you hostage. Three: I shoot you, and then, he really would have a good excuse to kill me. Right? Either way, he wins. Right? Maybe the president is betraying us both». 

How I Met Your Mother – Ted Mosby

Josh Radnor in “How I Met Your Mother

Ted Mosby: «Forse credete che si possa solo reprimere la propria rabbia, o gettarla in faccia a qualcun altro, ma c’è una terza possibilità… Potete mettervi l’animo in pace, e solo allora sarete davvero liberi di voltare pagina… ».

Lo so, l’ultima scelta è opinabile, ma vi assicuro che c’è un motivo.

Giustamente potreste dire che è Barney Stinson il personaggio più intrigante, tuttavia secondo me non è così. Viviamo in un’epoca in cui il fascino lo accostiamo a complessità, oscurità, personalità indefinite, cupe e cosi via.

Sicuramente è una grande realtà che anche io condivido a pieno, esempio ne sono i quattro personaggi precedentemente citati, ma perché dimenticarci del semplice romantico sognatore?

Ted Mosby è ingenuo nella sua totale bontà, di una trasparenza fanciullesca e di un’inarrestabile tendenza a sognare. Ted Mosby è la purezza del semplice, colui che non smette mai di crederci, che ama l’idea di amare, che ama la vita e trova felicità anche nelle sue grandi tristezze.

Egli è un eroe romantico del ventunesimo secolo, un mondo in cui non c’è niente di più raro del semplice.

Ted Mosby: «Se l’amore muore, all’umanità non resta nient’altro che sparire».

Ora starete pensando che manchino personaggi di titoli quali Breaking Bad, Mr. Robot, House of Cards e tanti altri, ma ho voluto scegliere questi cinque perché li trovo molto emblematici, su questi titoli torneremo molto presto.

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