Alceste à bicyclette (Molière in bicicletta)

Redazione Settima Arte

Ottobre 22, 2016

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Alceste à bicyclette (Molière in bicicletta)

Molière
Fabrice Luchini in “Molière in bicicletta”

Premessa alla lettura dell’articolo:

Per comprendere questo film è necessaria una conoscenza, seppur minima, della trama e dei personaggi de Le Misanthrope di Moliére.

Le Misanthrope è da considerarsi un lavoro metodico, puntuale e preciso. Dietro c’è probabilmente uno studio talmente approfondito da poter lasciare spazio all’immaginazione, nonostante si tratti di una trasposizione di uno dei testi teatrali più sacri.

È inspiegabilmente la connessione che questo film crea con l’opera teatrale. I dialoghi al di fuori delle prove, le prove, naturalmente, e la conclusione. Tutto si collega, tutto si impregna di Molière e della sua più celebre commedia.

Tutto sembra trovare, come in un puzzle, la sua giusta e imprescindibile collocazione.

Alle volte, mentre lo si guarda, verrebbe da dire: «Geniale!».

Un film che ci porta, nei giorni nostri, a riflettere su una tematica che, magari con meno immediatezza del mezzo cinematografico, è ovviamente presente ne Le Misanthrope: come vivere.

Nella mente dello spettatore scorrono imperterrite migliaia di domande sui due personaggi del film, sul loro modo di vivere; non si sa se si voglia risaltare il modo di vivere onesto, puro e idealista di Alceste o, al contrario, quello venale, furbo e opportunista di Filinte.

Non ci sono paragoni né similitudini, semplicemente e con leggerezza si può solo dire che Molière in bicicletta, se chi lo guarda ha presente i due personaggi del testo teatrale, è una trasposizione cinematografica ideale.

E come nella commedia dell’arte, dalla quale proveniva lo stesso Molière, sono i personaggi a dare forza alla trama, ai dialoghi, alle liti sulla resa del più piccolo dettaglio durante le prove. Non a caso, Michel Piccoli e Lambert Wilson.

Il primo, nello specifico, in questo film è magnifico, regale.

Molière in bicicletta non è un film facile, non è un film immediato ed è complesso interpretarlo a fondo solo con la prima visione come, d’altronde, tutte le cose belle della vita.

Prima di concludere l’articolo, vi lascio con un mio personale consiglio: vedete il film in lingua originale!.

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