Game Of Thrones 7×02 – Stormborn

Andrea Martelli

Luglio 25, 2017

Resta Aggiornato

Pioggia, tuoni e fulmini. È così che viene accolta Daenerys sul continente occidentale, nella sua prima notte a Roccia del Drago, così come avvenne la notte della sua nascita, dalla quale porta con sé il nome di Stormborn, “nata dalla tempesta“. Ma si può pensare che Stormborn sia dovuto anche alla nascita di un Targaryen, che è un evento traumatico, perché può ridurre in fin di vita o addirittura uccidere la madre che ha partorito.

stormborn

Non c’è sfondo migliore per la prima riunione della Sala del Tavolo Dipinto, dove viene pianificato il piano di attacco per la conquista del Trono di Spade. Questa è la prima scena importante della seconda puntata: al tavolo sono riunite alcune delle menti più sottili dell’intero continente, ovvero Varys, Tyrion e Lady Olenna.

Daenerys Stormborn, la regina delle ceneri?

Prima di ogni strategia Daenerys Stormborn affronta l’eunuco, reo di aver tradito suo padre e aver servito, negli anni seguenti, l’usurpatore Robert Baratheon. Minacciato di venire bruciato vivo, Lord Varys offre una spiegazione flebile e poco convincente, dovuta al fatto che doveva compiacere il nuovo sovrano, ma Daenerys si convince a risparmiargli la vita, e perdona il re dei sussurri.

Tirato un sospiro di sollievo per l’amico, il Primo Cavaliere Tyrion illustra il piano d’attacco da lui ideato per spodestare dal trono la cara sorella: saranno le truppe di Dorne e dell’Altopiano ad assediare la capitale, mentre gli Immacolati e i Dothraki, abituati ad altri tipi di battaglie, attaccheranno i Lannister dove meno se l’aspettano, ovvero a Castel Granito, proprio la fortezza che Lord Tywin aveva negato al figlio nano. Tyrion dà prova di conoscere molto bene le strategie di guerra, e si rivelerà un ottimo alleato per Daenerys: è astuto, intelligente e ha già dei trascorsi in grandi guerre (Acque Nere su tutte).

Con tre draghi dalla propria parte, Lady Olenna si chiede come mai Dany non attacchi direttamente il nemico spazzandolo via con la forza.

Ma l’obiettivo della Khaleesi è regnare su un popolo che la ama e non che la teme, e, soprattutto, non vuol diventare la regina delle ceneri, causate da una guerra senza esclusione di colpi. Di contro, la regina Margaery era amata moltissimo dal suo popolo, e tutto ciò che adesso ne rimane è proprio cenere.

Questo potrebbe essere un tema fondamentale della stagione, perché se da una parte è giusto non coinvolgere il popolo innocente e trascinarlo in una guerra a cui non vuole partecipare, è anche vero che, come sostiene la vecchia Tyrell, la paura del proprio sovrano è un sentimento molto più forte dell’amore. Un regno fondato su di un popolo che ha terrore di ribellarsi contro la corona è molto più malleabile e più facilmente controllabile.

Daenerys Stormborn ha provato sulla sua pelle a Mereen cosa vuol dire amministrare un regno, e solo nel futuro prossimo vedremo se ha imparato qualcosa dai suoi errori. Come le dice Lady Olenna: «You are a Dragon, BE a Dragon!».

Il principe che venne promesso… o la principessa?

Un altro importante spunto che ci dà questa puntata è la rivelazione che Lady Melisandre porta in dote alla Madre dei Draghi. Nelle fiamme del Dio Rosso R’hllor deve essere comparsa anche Daenerys, e la Sacerdotessa viene a rimarcare la sua importanza nella guerra per l’alba.

Missandei, rivelando che in Alto Valyriano la parola principe è di carattere neutro, riporta in primo piano un grande quesito: il principe che fu promesso, paladino dell’umanità nella guerra contro gli Estranei, sarà uomo o donna? Non è mai stato chiaro fin dall’inizio chi possa incarnare questo ruolo, ma l’importanza che la serie dà ad alcuni personaggi fin dall’inizio è palese.

«Quando la rossa stella sanguinerà e le tenebre s’addenseranno, Azor Ahai rinascerà tra il fumo e il sale per risvegliare i draghi dalla pietra».

(George R. R. Martin)

Jon Snow ha subito la morte per mano dei suoi compagni Guardiani della Notte ed è risorto tra il fumo (le sue ferite fumavano) e il sale (le lacrime dei compagni). Inoltre, i suoi genitori sono Raeghar Targaryen (fuoco) e Lyanna Stark (ghiaccio) e, dunque, chi meglio di lui può rappresentare la canzone del ghiaccio e del fuoco della profezia.

Ma anche Daenerys Stormborn ha avuto una simile sorte: è rinata dal fumo (dalla pira in cui brucia viva la Maegi, nella prima serie) e dal sale (lacrime per la morte di Khal Drogo), e ha veramente risvegliato i draghi dalle uova di pietra.

Curioso che appaiano entrambi nelle visioni di Melisandre, e che proprio Jon Snow sia diretto a Roccia del Drago per incontrare la Stormborn. Magari la profezia non si riferisce a un solo principe (o principessa), ma a una unione delle loro forze.

Verso Nord

Intanto, Arya incontra il suo vecchio amico Frittella, che le rivela il ritorno di Grande Inverno sotto i vessilli degli Stark. La voglia di riabbracciare quello che è rimasto della sua famiglia la spinge a tornare sui suoi passi e dirigersi a nord, dove arriva anche l’atteso incontro con la sua vecchia Metalupa. Nymeria però, ormai si è fatta un branco e non ha intenzione di tornare con lei a Grande Inverno, dove adesso comanda Sansa dopo la partenza di Jon.

Nord è anche dove vuole tornare Samwell Tarly dopo aver imparato le arti alla Cittadella, dove si incarica di curare il Morbo Grigio a Jorah Mormont. Giunto a un livello talmente avanzato della malattia da prospettargli solo la morte, riuscirà a guarire e tornare a combattere per la sua Khaleesi?

Approdo del Re

Nella capitale Jaime Lannister riesce, con abilità diplomatica e con la promessa di un posto di spicco al termine della guerra, a convincere Randyll Tarly a schierarsi dalla parte della Corona.

A Cersei intanto vengono mostrati i progressi di Qyburn, riguardo la strategia su come affrontare i draghi di Dany in combattimento. Nei sotterranei vediamo lo scheletro di Balerion il Terrore Nero, il drago cavalcato da Aegon il Conquistatore durante la battaglia per il Regno, il più grande mai posseduto dalla famiglia Targaryen. Qyburn ha costruito una balestra, così potente da scagliare una freccia che penetra all’interno del cranio dello scheletro.

Che sia un’arma potente nelle mani di Cersei non lo mettiamo in dubbio, anche se ci poniamo qualche domanda su come possa riuscire a colpire un drago in volo; tuttavia questo rappresenta un altro elemento che serve a bilanciare maggiormente le forze in campo.

I doni di Euron

Altra variabile impazzita, che cambia le carte in tavola, è rappresentata da quell’Euron Greyjoy che aveva promesso un dono alla Regina Cersei.

Negli spettacolari ultimi minuti della puntata, con un montaggio frenetico e una fotografia cruenta, le navi di Yara dirette verso l’assedio di Approdo del Re, vengono attaccate dalla flotta di Euron.

Con armi inusuali come le asce, e senza la minima pietà, prende il possesso delle navi nemiche, uccide due delle Serpi della Sabbia, e prende in ostaggio la propria nipote Yara Greyjoy, Ellaria e la figlia Tyene.

Durante lo scontro, Theon riporta alla mente tutte le violenze subite con Ramsey Bolton e torna a essere di nuovo Reek. Non trova le forze per accorrere in aiuto della sorella e decide di tuffarsi in acqua per sfuggire alla morte per mano del proprio zio: non si sa bene quali siano le sue intenzioni, sfuggire dai traumi che ha subito è una cosa difficile, forse impossibile. Speriamo riesca a sconfiggere i propri demoni interiori, e riesca trovare un modo per salvare gli ostaggi in un secondo momento.

La furia omicida di Euron e della sua ciurma rende gli ultimi minuti elettrizzanti, e ci porta nuovi dubbi sulle reali forze in campo.

Il piano di Tyrion subisce già una battuta d’arresto ancor prima di iniziare, e perde delle pedine fondamentali come Ellaria e la flotta dei Greyjoy. Adesso non sappiamo se abbia più un senso l’assedio ad Approdo del Re portato dalle sole truppe Tyrell, non ne conosciamo il numero, ma non sarà sufficiente per arginare Cersei. Chissà se il Folletto riuscirà a elaborare un’altra strategia vincente, o se punterà ugualmente verso Castel Granito, deciso ad assestare un colpo ai gemelli Lannister.

Riguardo a Euron, da questa puntata abbiamo capito che si tratta di un temibile avversario in battaglia, e di un prezioso alleato per la Corona. La sua flotta è imponente e supera di gran lunga tutte le flotte del Regno. Inoltre ha anche grande esperienza, assimilata lungo i suoi viaggi intorno al mondo.

La cattura degli ostaggi farà sicuramente piacere a Cersei, visto che era stata proprio Ellaria ad avvelenare la figlia Myrcella di ritorno da Dorne. Catturando anche la figlia Tyene, farà provare a Ellaria lo stesso dolore che ha provato lei quando ha visto la vita abbandonare il corpo di sua figlia. E poi magari lascerà la stessa Ellaria nelle mani di Robert Strong (alias la Montagna), per vendicarsi delle sofferenze che gli ha causato Oberyn Martell e il suo veleno.

Conclusioni

Anche questa è stata una puntata, titolata appunto Stormborn, parecchio riflessiva, con scene di azione concentrate negli ultimi minuti.

La morte di molti personaggi minori mira a ridurre le trame secondarie, e i vari incontri tra i personaggi portano verso un intreccio unico delle storie. Siamo sempre alla fase iniziale, e non è chiaro se la prima guerra sarà quella a sud per il Trono o quella a Nord per la sopravvivenza.

Ma una cosa è certa, nessuno verrà risparmiato. Perché come dice Lady Olenna: «How do you mean to take the Iron Throne? By asking nicely?»

Leggi anche: Game Of Thrones 7×01 – Dragonstone

Autore

Correlati
Share This