Men in Black 3 è il terzo capitolo di una serie cinematografica fantastica. Film avvincente, esilarante e pieno di sorprese, sempre con la regia di Barry Sonnenfeld.
In questo capitolo il mondo è ancora una volta in grave pericolo: è evaso un potente criminale, chiamato Boris l’animale, che tenterà di distruggere l’umanità, tornando nel passato per poter influenzare il futuro. Toccherà agli agenti J e K riportare pace ed equilibrio sul pianeta Terra.
Nessuna delle tre produzioni riesce a deludere gli spettatori perché ognuna riesce a combinare in maniera esilarante elementi fantastici e situazioni reali.
In Men in Black 3, ancora una volta, sono i dettagli che rendono il film speciale. Tutte quelle brevi scene, l’abbigliamento, la musica, le conversazioni e le immagini rimangono impresse nella mente dello spettatore una volta concluso il film.
La scena
Questa scena rappresenta un punto critico di Men in Black 3. Gli agenti J e K non riescono a rintracciare Griffin, un alieno Arcaniano che non solo prevede il futuro, ma conserva anche una tecnologia chiamata ArcNet, la chiave per la salvezza del pianeta.
K: «Ci vuole una torta».
J: «Che cosa?»
K: «Mio nonno diceva: «Se hai un problema che non riesci a risolvere, smettere di pensarci aiuta». Una torta è buona».
J: «Sai che ti dico? Abbiamo fatto delle cose molto furbe, abbiamo seguito indizi, fatto un vero lavoro poliziesco. Sarebbe arrivato il momento di fare qualcosa di stupido. Sai che ti dico? Ora io voglio andare a mangiare una fetta di torta, andiamo a mangiare una cazzo di torta».
L’analisi
Il non pensare aiuta a pensare
L’agente K, anche in una circostanza disastrosa, riesce a mantenere la calma e a riflettere sul da farsi per risolvere una situazione che sembra ormai senza soluzione.
Forse è proprio per questo che il personaggio decide di utilizzare un vecchio insegnamento del nonno rompendo gli schemi. Questo ragionamento non è del tutto illogico, anzi molte volte l’impeto di dove risolvere un problema inibisce le possibili prospettive da prendere in considerazione.
Decidere quindi di abbandonare la sfera presente per dedicarsi a qualcosa di totalmente diverso aiuta non solo ad abbandonare il coinvolgimento emotivo, ma anche supporta il cervello a elaborare la circostanza e ricaricarsi per poter ricominciare da zero.
Il valore della torta
La scena successiva è molto importante, poiché determina il valore della torta chiarendo la sua funzione.
L’agente J non crede al ragionamento dell’agente K; continua a lamentarsi della gravità della situazione e di quanto sia inutile perdere tempo in questo modo. L’agente K cerca di cambiare argomento affermando che «la torta non funziona se non glielo permetti» . I due iniziano a conversare di altro, fino a quando due fan di baseball entrano lamentandosi della stagione dei New York Mets. In quel momento l’agente J riesce a collegare il miracolo della vincita del campionato da parte dei Mets con le parole del suo amico Griffin: la torta, seppur non direttamente coinvolta, ha funzionato.
È facile chiedersi come la torta abbia voce in capitolo in Men in Black 3 quando è l’entrata dei fans a essere decisiva. La risposta è semplice, ma nascosta nella logica della conversazione.
All’inizio del discorso l’agente J si rifiuta di abbandonare il discorso, focalizzandosi sul problema. Una volta iniziato a mangiare, distoglie l’attenzione, lasciando inconsciamente da parte tutta la tensione e la paura di non trovare una soluzione. Questo essenziale rilassamento porta la mente a riprendere una funzionalità non percossa dalla preoccupazione di non poter trovare soluzione. Così la soluzione giunge.

La torta ha semplicemente un valore simbolico, considerando che il vero fine è quello di fare qualcosa di diverso e dimenticarsi della situazione attuale. Funziona semplicemente perché l’agente K riesce molto bene a spingere l’agente J fuori dalla bolla del problema e a parlare di qualcosa di diverso, come la sua relazione con l’agente O. Il dolce quindi funziona non per ciò che è, ma per ciò che rappresenta: il cosmos nel caos.
Non è un caso che il film si chiuda con i due agenti che mangiano una torta.
Il cambiamento in positivo e la risoluzione del problema della trama sono entrambi sanciti dalla mangiata di torta dei due personaggi principali di Men in Black 3.
Da paradosso, questa soluzione del mangiare una torta quanto tutto va storto diventa pura logica strategica. Nel caso non funzioni, almeno si può dire di aver gustato un pezzo di torta.




