10 (+1) Migliori primi episodi delle Serie TV
The Sopranos– I Soprano

Un boss della mafia del New Jersey va dalla psicoanalista dopo essere stato colpito da un attacco di panico. Già con questa breve frase, possiamo cogliere la genialità della serie ideata da David Chase. I Soprano è il primo show in assoluto (si oserà ancor di più poi con Dexter) ad avere come protagonista assoluto un criminale, un “cattivo”. Tony Soprano (un grande James Gandolfini) è unanimamente considerato l’antieroe televisivo per antonomasia. Un boss della mafia, non solo ricco di quelle sfumature caratteriali che tanto apprezziamo noi spettatori del nuovo millennio, ma che affronta come tutti noi i piccoli problemi della vita quotidiana. I litigi con la moglie Carmela (Edie Falco), a sua volta in conflitto con la figlia adolescente Meadow, i problemi con la petulante madre (Nancy Machard) e suo nipote Christopher (Michael Imperioli). Inoltre, il suo lavoro non dona le stesse soddisfazioni di un tempo: si sente depresso e avvilito, non più il più invincibile e temibile boss del New Jersey. Una delle poche gioie che riempiono le sue giornate è la presenza di una famiglia di anatre nella sua piscina. Sarà proprio la loro partenza la causa del suo primo attacco di panico. Ed eccolo quindi seduto su una sedia di una psicoanalista, la dottoressa Jennifer Melfi (Lorraine Bracco), a raccontare i suoi problemi e le sue paure. Il pilot de I Soprano è un brillante incipit, in grado di farci immediatamente provare empatia per un criminale violento come Tony. Un folgorante inizio per uno show che ha saputo rompere le regole della narrazione televisiva: non c’è più una netta distinzione tra bene e male, giusto e sbagliato. Un boss mafioso entra in analisi a causa dello stress e noi dobbiamo accettarlo.




