«Homo homini lupus»
(Plauto – Asinaria)
«L’uomo è lupo per l’altro uomo». Il proverbio pessimistico di Plauto è ripreso dal filosofo Thomas Hobbes in De cive (1642) per descrivere come a determinare le azioni degli uomini, che sono soggiogati dall’egoismo, sarebbero l’istinto di sopravvivenza e di sopraffazione. Ma cosa accadrebbe se il lupo fosse il buono? È quello che succede in Beastars. L’anime è sbarcato su Netflix il 13 marzo. Protagonista è il lupo grigio adolescente Legoshi. La serie trae ispirazione dal manga shōnen disegnato da Paru Itagaki, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Manga Taishō nel 2018.
Sulla scia di Bojack Horseman e Zootropolis, il mondo di Beastars è popolato da animali antropomorfi civilizzati, divisi in due fazioni: carnivori ed erbivori, i quali tentano di convivere pacificamente.
Mangiare carne, infatti, è illegale e i carnivori la sostituiscono con alimenti vegetariani sostitutivi, quali uova, formaggio e simili. Legoshi frequenta l’istituto Cherrytown e fa anche parte del club di teatro.
Il protagonista è anomalo rispetto alla sua razza di canide, poiché è introverso, timido, gentile e riflessivo. Incarna l’eroe moderno, in lotta perenne tra ragione e istinto, turbato dalla natura imprescindibile di predatore e costantemente terrorizzato di perdere il controllo.
La goccia che fa traboccare il vaso è il terribile omicidio avvenuto nel liceo: l’alpaca Tem, amico di Legoshi e collega del club di teatro, è stato violentemente ucciso. Dopo l’accaduto, il grande lupo grigio buono sente i propri istinti risvegliarsi. Soprattutto verso la coniglietta nana Haru, anche se scoprirà presto che il concetto auspicato di preda può rivelare aspetti passionali.

Legoshi e Haru
Legoshi (soprav)vive in un modo complesso i cui abitanti si nascondono, si trattengono e lottano quotidianamente.
Beastars è un Bildungsroman, in cui il protagonista adolescente scopre e riscopre se stesso, muovendosi sul filo di un rasoio in una società ipocrita che si regge su un equilibrio apparente, di inganni e menzogne.
Ovviamente, il “e vissero tutti felici e contenti“ di Zootropolis non è neanche una comparsa, lo sviluppo richiama piuttosto Bojack Horseman. Un cartone per adulti, giovani e meno giovani, che fa emergere i lati più animaleschi della società, giapponese e non: bullismo, pregiudizio, razzismo, criminalità, droga e i tabù del sesso. È un slice of life/thriller adatto a stomaci allenati.
Ma cos’è esattamente un Beastar? È l’eroe che si fa carico di mantenere unita la scuola, andando oltre la discriminazione e la paura del mondo. Sarà il malinconico Legoshi a ottenere tale privilegio, superando gli ostacoli tenebrosi del mondo e sconfiggendo l’ombra da carnivoro affamato che gli viene dal profondo del cuore?
Avversario (in amore e non solo) del canide è il cervo rosso Louis. Star del club di teatro, fiumi di ragazze alle calcagna, l’erbivoro enigmatico e magnetico nasconde un passato travagliato.

Louis e Legoshi
«Tutto il mondo è un palcoscenico» recitava il grande William Shakespeare.
Non è un caso, se l’intera vicenda inizia dal mondo del teatro: ogni animale antropomorfo recita una parte, sul palcoscenico e nella vita reale. Legoshi, con i suoi contrasti interiori, sembra essere uno dei pochi a lottare per la verità e la giustizia assoluta, alla ricerca di pace interiore. A dimostrazione del fatto che la forza non è solo fisica, ma un gioco di equilibri, mentali e sentimentali.
La prima stagione è composta da dodici episodi di una ventina di minuti circa, avvolti da quella patina suggestiva tipica degli anime giapponesi, scandita da monologhi interiori dei personaggi; ed è in arrivo anche la seconda stagione.
Siamo tutti impotenti in questo mondo secondo il cervo Louis: ma se la vera potenza fosse nella fragilità di un lupo extra-ordinario? Di sicuro, urlare “al lupo” in Beastars, non fa così paura, abbattendo gli stereotipi della società, senza perbenismo, ma con animalesca umanità.





