L & C studio: le nuove frontiere dell’animazione per bambini

Francesco Botticelli

Novembre 11, 2025

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Come i cartoni animati per bambini si stanno adattando alla contemporaneità e ai nuovi linguaggi.

Durante il festival del cinema di Roma si è tenuto un incontro aperto al pubblico con la casa di produzione Light e Color. Nata nel 1996 e con alle spalle numerose collaborazioni con figure di spicco del mondo dell’animazione, come Eleanor Coleman, produttrice de La mia vita da zucchina candidato al premio Oscar come miglior film d’animazione, si trova di fronte a un cambiamento radicale del mercato.

Durante l’incontro è uscita una tematica fondamentale: il cambiamento nella fruizione dei cartoni animati. Se l’animazione ha avuto la capacità negli anni di allargarsi anche a un pubblico più adulto, evolvendosi con quelli che una volta erano i bambini loro target, espandendo la propria tela di storie e di tematiche, quella esclusivamente per bambini si è dovuta reinventare in maniera completamente diversa. Con l’avvento che tutti conosciamo dello zapping l’evoluzione tecnologica successiva è riuscita sempre di più ad assottigliare la soglia dell’attenzione degli individui, adulti e bambini.

Il potere della comunicazione

«Per noi l’importanza di stare al fianco dei bambini è proprio dovuta al fatto che essi sono sì i primi a godere dei media, ma contemporaneamente sono coloro che ne ridefiniscono le modalità di azione e interpretazione»

Eleanor Coleman

Questo ascolto ha portato a rielaborare completamente l’ideazione dei cartoni animati. I tempi si sono ristretti maggiormente, arrivando a storie che ormai devono essere circoscritte nell’arco di 3 o 4 minuti. Il sistema di divulgazione è diverso, sono finiti i tempi di Nickelodeon o Cartoon Network e sono cominciati quelli di YouTube e delle dirette streaming. I cartoni animati per bambini si sono adattati sempre di più al mondo contemporaneo per continuare a sopravvivere. Un circolo vizioso che aiuta il crollo della soglia dell’attenzione già dall’infanzia.

La forma dei media stessa è cambiata dal momento della nascita delle piattaforme, è impensabile l’idea di tornare da scuola e mettersi davanti alla tv per l’appuntamento fisso con il cartone preferito. Ogni richiesta è sempre a portata di mano, sempre più velocemente reperibile e sempre più breve nella durata.

I figli dei dati

Grazie ai riscontri immediati ottenuti su queste piattaforme, ben più precise dello share televisivo, gli studi sono capaci di leggere gli interessi del pubblico in maniera diretta. Le piattaforme forniscono miriadi di dati che permettono ad autori e produttori di cucire il prodotto sull’attenzione inconscia del pubblico. Ogni pausa, ogni momento di stasi, viene interiorizzato dalla piattaforma e trasformato in dato. Le case di produzione sono così capaci di cambiare il proprio prodotto in base alle richieste dirette del mercato.

Inoltre, grazie ai commenti lasciati dai genitori riescono ad avere un riscontro diretto con la parte conscia e critica, nonché quella decisionale trattandosi di un pubblico di così tenera età. Unendo tutti questi puntini sono capaci di creare un prodotto che sia perfetto per le esigenze, sia da un punto di vista morale educativo, sia da un punto di vista di mero intrattenimento.

La creatività esiste ancora?

«Il primo esempio per me sono i miei figli, che ho sempre a portata di mano. Successivamente mi baso e mi dedico molto all’interazione che abbiamo sui social con i genitori dei nostri fan; generalmente il nostro pubblico va dai 2 ai 5 anni quindi un riscontro diretto è molto complicato.»

Vladimir Nabatov

Le parole di Vladimir Nabatov, creatore di Leo the truck, uno dei cartoni animati con maggior riscontro nel panorama europeo, sono lo specchio di questo cambiamento, non più legato alla famiglia e all’osservazione personale del mondo, ma ben più allargato, come se i cartoni fossero figli di una mente collettiva. La domanda che sorge spontanea è: dove e come questa nuova corrente di cartoni animati per bambini mantiene una propria voce? E se la risposta non è di facile lettura quando si parla di cartoni animati per bambini, ormai così fortemente legati all’opinione popolare, probabilmente va ricercata nelle convinzioni degli autori stessi.

Durante l’incontro è uscito un forte e radicato bisogno di raccontare delle storie che non si limitino alla superficie e alle domande retoriche, ma che allarghino il discorso all’educazione stessa dei bambini. Assume così un ruolo di grande rilievo quello dell’autore per l’infanzia in un mercato sempre più connesso e schiavo dei social e delle piattaforme. Un mercato all’interno del quale l’autore deve fare da mediatore fra le richieste dirette e una propria convinzione profonda.

La rivalsa degli autori

«Non si può essere mai sicuri di quello che un bambino impara guardando la televisione. E non si deve mai sottovalutare la sua capacità di reagire creativamente al visibile.»

Gianni Rodari

L’autore sembra così trovarsi schiacciato dalla censura della moralità e dall’opinione pubblica. Come un condannato a morte si appresta a dover eseguire ogni richiesta per sopravvivere un giorno in più alla ghigliottina produttiva. Eppure, come spesso succede, questa comunicazione è un’arma a doppio taglio. Le nuove forme di distribuzione danno la possibilità ai vari studi indipendenti di mantenere più libertà creativa rispetto a scelte, narrative e non, spesso imposte.

Un riscontro positivo e diretto con il pubblico regala all’autore un potere decisionale di rara portata, anche senza l’esigenza di un nome importante alle spalle. Le case di produzione si devono così piegare alla libertà autoriale, forte dell’approvazione del pubblico, mettendo da parte le censure. Questo nuovo panorama, per quanto spaventoso perché mai visto, dà la possibilità a molti autori di emergere e far arrivare il proprio nome a un pubblico vasto. Celebre sicuramente il caso di “Hazbin Hotel”, creato da Vivienne Medrano, che grazie al grande seguito su YouTube è arrivata a una piattaforma come Prime Video.

Quindi sì, il mercato sta cambiando e si sta evolvendo, ma come questo cambiamento si evolverà dipende solo ed esclusivamente dalla capacità degli autori e degli studi di restare fedeli a sé stesso. Questa forma di libertà comunicativa e ricettiva è un unicum senza precedenti. I cambiamenti che sono sotto gli occhi di tutti sono solo una delle possibili versione di come si evolveranno le cose, senza considerare l’avvento dell’AI che sbaraglierà ancora una volta le carte in tavola.

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