Riprendiamo la scalata tra i candidati al miglior cavaliere d’oro con due dei personaggi più amati di Saint Seiya, a prescindere dalla generazione.
Chiunque si affacci alla saga classica di Saint Seiya, conosce il Sagittario sin dalle prime puntate. È d’obbligo infatti, tra gli aspiranti cavalieri, partecipare a un torneo per vincere l’armatura in palio. Nel torneo in cui si incontrano per la prima volta i cavalieri di bronzo protagonisti, l’armatura in questione è proprio quella del Sagittario (e questo vuol dire che non ha un proprietario).
Saint Seiya: i fratelli dorati

Aiolia di Leo e Aiolos di Sagitter.
Immediatamente ci si chiede perché un’armatura d’oro, il grado più alto raggiungibile da un cavaliere, sia libera. La storia che ruota attorno al suo defunto possessore, infatti, è l’antefatto scatenante di tutte le avventure della saga di Saint Seiya. Il cavaliere del Sagittario, un giovane di appena diciotto anni noto con il nome di Aiolos (Micene nel doppiaggio storico) è colui che ha salvato Atena dalla congiura indotta da Arles. Spesso viene nominato, nei discorsi riguardanti la burocrazia, con l’epiteto di ‘traditore’. All’epoca del salvataggio della bambina, infatti, tutti ancora lo credevano nemico del Grande Templio e assassino della Dea.
Nonostante Aiolos non sia “fisicamente” presente nelle puntate, viene costantemente ricordato, tanto che lo si può considerare un personaggio ricorrente. Più o meno tutti i cavalieri residenti alle dodici case sono legati al Sagittario in qualche modo: era uno dei cavalieri più anziani e, insieme a Saga, concorreva a diventare nuovo Gran Sacerdote. Il suo destino è saldamente intrecciato a quello di chi sarà poi il suo carnefice (Shura di Capricorn), ma ha un legame anche con Saga di Gemini e con il fratello minore Aiolia, cavaliere del Leone.
Ciecamente fedele al Grande Tempio, Aiolia rispetta tutti gli ordini che gli vengano impartiti e prova in tutti i modi a espiare le colpe del fratello. Più volte lo spirito di Arles si approfitterà della situazione per soggiogare Aiolia e sfruttare i suoi poteri, considerati quelli con più forza distruttiva dell’intero Templio. Ma la saga classica dell’anime non è incentrata sui cavalieri d’oro, ragion per cui, tranne in alcuni casi, non vedremo mai i loro poteri al massimo livello.
Per avere a che fare con il Leone più potente bisognerà fare un piccolo passo indietro. Ma prima di introdurre il suo antenato, Regulus di Leo, è strettamente necessario parlare dello zio, Sisifo di Sagitter.
Saint Seiya Lost Canvas: zio e nipote, l’ombra di Ilias

Ilias di Leo e il figlio Regulus di Leo
È così. In qualsiasi epoca ci si trovi, Leone e Sagittario sono parenti. Se Aiolos e Aiolia sono fratelli, Sisifo e Regulus sono zio e nipote. Regulus ha solo quindici anni quando diventa cavaliere d’oro alla morte del padre, che era il precedente cavaliere del Leone, nonché fratello di Sisifo, il sommo Ilias.
Figura costante nella vita dei due, Ilias è il Leone più forte mai esistito (fino ad ora). Saggio, riflessivo e potente, racchiude la sua forza in un solo colpo. È in simbiosi con la natura, sfrutta il vento per amplificare la potenza delle sue tecniche. I suoi sensi respirano con la terra e essa con lui. Eppure il troppo sforzo per accrescere la sua forza grava sul suo fisico e lo porta a una prematura morte per tubercolosi.
Ma Ilias è un padre e un fratello premuroso e possessivo, come solo un leone sa fare con i suoi cuccioli. Il rapporto tra i tre è complesso e viene introdotto nella saga classica del Lost Canvas e approfondito negli extra dedicati ai due.

Sisifo di Sagitter
Sisifo è diventato cavaliere d’oro da poco e vive alla costante ombra dell’irraggiungibile fratello. Insieme ai suoi compagni di addestramento, Aspros di Gemini e Hasgard del Toro, il giovane si allena in piccole missioni all’apparenza poco impegnative, agendo sempre di stomaco e quasi mai di testa. Sulle sue spalle grava il peso del confronto con il fratello maggiore che gli riserva solo sguardi di commiserazione.
Ma Ilias, consapevole della sua condizione, non vuole lasciare il fratello impreparato e decide di consultare l’oracolo delle Pizie sulla sorte del Sagittario, dopo aver percepito vibrazioni negative rivelatisi in sogno. Sisifo, informato della missione del fratello, decide di seguirlo per verificare lui stesso il destino a cui va incontro. Trovate le pizie, l’oracolo conferma le preoccupazioni di Ilias e fa a Sisifo una tremenda rivelazione: «Alzerai il tuo arco contro Atena. Sarai causa di sciagura durante la Guerra Santa».
L’oracolo delle Pizie: l’arco e la corda

Sisifo di Sagitter
Avendo letto la saga principale di Saint Seiya Lost Canvas, si sa come queste parole si rivelino poi vere. Nell’estremo tentativo di sconfiggere Ade, Sisifo punta l’arco contro di lui, ma il colpo si rivela inutile e viene rispedito al mittente. L’anima del giovane viene imprigionata così in un incubo senza fine mentre, lentamente, la sua armatura diventa nera. Saranno El Cid di Capricorn e la stessa Atena a salvarlo dalla trappola.
Svelato il futuro del giovane, Ilias è deciso a farlo allontanare dal Grande Tempio per evitare che la profezia si avveri. Chiunque legga la saga sa che uno scontro tra due cavalieri d’oro può durare fino a cento anni, ma non è questo il caso: uno dei due è decisamente in vantaggio. Ilias è infatti ormai sopraffatto dalla sua malattia.
Ilias non vuole lasciare solo Sisifo prima che sia veramente pronto. Dopo dialoghi strazianti, specchio della solitudine provata dai due, Sisifo sconfigge il fratello.
Nelle ultime pagine, però, la promessa fatta dal fratello di rincontrarsi si avvera. Durante una normale giornata di allenamento, Sisifo sente improvvisamente risuonare la sua armatura. Come un leggero sussurro, l’armatura del Leone chiama quella del Sagittario, a testimonianza che il figlio di Ilias è sopravvissuto ed è pronto a prendere il posto del padre.

Regulus di Leo e Sisifo di Sagitter
Il cavaliere più giovane di Saint Seiya
I protagonisti delle storie raccontate nei manga giapponesi prediligono un’età intorno ai quattordici anni. I motivi sono molteplici: per avvicinare il pubblico ai fatti che accadono ai personaggi, per avviare un percorso di crescita, o semplicemente perché sono più carini. Nonostante sia un dato superficiale nella maggior parte dei casi, ci sono tavole in cui è estremamente importante. Basti pensare al divario d’età tra i personaggi di DragonBall, i sayan invecchiano a una velocità diversa rispetto agli umani, è questo il motivo per cui i figli di Goku hanno praticamente subito sedici anni nel giro di una stagione. Questo accanto al fatto che è animazione e non deve per forza seguire le regole della natura.
In Saint Seiya non ha mai fatto troppa differenza, almeno fino ad ora. I protagonisti sono tutti giovani uomini, ma che abbiano diciassette o venticinque anni è irrilevante. Nella saga classica l’unico personaggio che si considera “piccolo” è Kiki, l’apprendista di Mur dell’Ariete, che ha otto anni.
Nel Lost Canvas, però, uno dei personaggi più giovani è proprio un cavaliere d’oro, che riceve l’armatura a soli quattordici anni e l’immaturità propria di un bambino è evidente. Non solo: chi ha letto tutta la saga sa come non ci si debba troppo affezionare a un personaggio per la facilità con cui Kuramada gioca con le loro vite.
L’erede del leone: Regulus

Regulus di Leo
Figlio di Ilias, Regulus viene al mondo affianco all’armatura vuota del padre. Tratto distintivo del giovane è un innato talento naturale nel combattimento. Addestrato da Sisifo, in due anni riesce a ottenere l’armatura. Ma questa indole naturale non basta a renderlo un cavaliere, più volte viene sottolineato come la sua debolezza più grande sia la sua giovane età. «È un’anima pura che non conosce ancora il mondo» dice Sisifo del ragazzo.
Negli extra dedicati ai cavalieri d’oro si sono viste molte missioni ma, mai come in questa, il Grande Tempio ha trattenuto il respiro. È la prima volta che Regulus si allontana dal Santuario ed è la sua prima missione ufficiale.
Il suo compito è quello di proteggere Conaire, una bambina della stessa età del Leone. Colui che desidera la morte della ragazzina è Cruach, sottoposto del padre di Conaire, che vuole incrementare i suoi poteri malvagi con il sangue della ragazza.
Regulus capisce subito di avere molto in comune con la ragazza ma, come sottolineato da Sisifo, il suo cuore è ancora immaturo. Non capisce infatti i rapporti che legano Conaire alla sua tutrice Failinis o la disperazione che prova la ragazza nel vedere il corpo trucidato del padre. Come lei, anche Regulus ha perduto suo padre senza però mai capire a fondo il significato di questa perdita. Dopotutto è cresciuto all’ombra di questa imponente figura che tutt’ora lo opprime.
Caratteristica, infatti, del potere del Leone è la luce e contemporaneamente il vuoto che circonda l’oscurità.
Regulus è troppo giovane per capire gli equilibri delicati che si nascondono dietro al cosmo: ciò che sa e che gli hanno sempre detto è che suo padre vedeva. Vedeva il vento attraversare la terra, le catene della vita che scorrono attraverso ognuno; vedeva ciò che non si vede. E, per un breve momento (come se Ilias gli avesse sussurrato cosa fare) anche lui riesce a vedere il punto debole di Cruach e a sconfiggerlo nell’ultimo scontro.
La prima missione del giovane leone l’ha visto vincitore. Tornato al Santuario si precipita a quella che sarà la sua casa, incrociando Asmita di Virgo sul suo cammino, che, senza neanche riconoscerlo, capisce di aver a che fare con il figlio di Ilias, nonché il Leone più forte.




