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Maid – I vari volti della violenza

Maid. Questo è il titolo di una delle nuove serie tv targata Netflix. “Maid” è una parola inglese che in italiano si traduce in donna delle pulizie. La protagonista della miniserie è infatti una giovane colf, interpretata dalla bellissima Margaret Qualley che siamo felici di rivedere dopo C’era una volta ad Hollywood

La Qualley interpreta una giovane ragazza madre che vive una situazione complicata con il suo compagno Sean, un ragazzo alle prese con il problema dell’alcolismo e che spesso riversa la sua rabbia sulla partner e sulla figlia di tre anni. Dopo l’ennesimo litigio in cui Sean, preso dalla rabbia, scaraventa oggetti contro il muro, Alex, la protagonista, prende la sua bimba nel cuore della notte e scappa via. Perfino non avere un tetto sulla testa è meglio che raccogliere pezzi di vetro dai capelli di sua figlia

Maid - I vari volti della violenza
Alex (Margaret Qualley) mentre fa le pulizie

Tanti tipi di violenza

Maid ci mostra varie sfaccettature della violenza domestica.

Quando parliamo di violenza domestica facciamo infatti riferimento a una serie di abusi di varia natura, che non riguardano semplicemente l’aspetto fisico o sessuale. Quello che la serie insegna è che l’abuso può essere anche di natura psicologica ed emotiva. Queste due tipologie di abuso, spesso accompagnate da atteggiamenti violenti, sono le più subdole perché i segni non sono visibili sulla pelle e possono portare le persone vicine alla vittima a minimizzare il problema o a sottovalutarlo.

Alex, vittima di questo tipo di abuso, subisce infatti l’indifferenza e l’incomprensione delle persone intorno a lei, a partire dalla sua migliora amica fino ai sui stessi genitori.

Alex subisce ben tre tipi di abusi. Seppure non sia vittima di violenza fisica, subisce violenza emotiva, psicologica ed economica.

Per violenza emotiva si intendono una serie di atteggiamenti, dagli insulti, alle umiliazioni, alle critiche, che spesso danneggiano la percezione del valore che la persona ha di sé. La violenza psicologica si manifesta con le minacce e i comportamenti che incutono paura. Alcuni esempi di abuso psicologico sono evitare che la vittima parli con altre persone, se non sotto il permesso dell’abusante, oppure non consentire alla vittima di lasciare l’appartamento.

La ragazza subisce anche violenza di tipo economico poiché Sean le vieta l’impegno lavorativo, quello della formazione e la possibilità di gestire le finanze della famiglia.

Riconoscere l’abuso

Sin dai primi momenti noi spettatori siamo ben consapevoli, attraverso ripetuti e sfuggenti flashback, della violenza di cui Sean è capace. Lo vediamo mentre insulta la sua compagna, mentre lancia oggetti sui muri, mentre Alex non è ancora consapevole della situazione che sta vivendo. Come se non bastasse, realizziamo che la ragazza è completamente controllata dal suo compagno poiché non ha modo di gestire nulla della sua vita, dall’istruzione al lavoro, venendo relegata al ruolo di casalinga, lontana da tutti e da tutto.

Maid - I vari volti della violenza
Alex e Maddy mentre parlano con l’assistente sociale

 Assistente sociale: «Ha sporto denuncia?».

Alex: «No».

Assistente sociale: «Vuole chiamare la polizia, è ancora in tempo».

Alex: «Per dire cosa? Che non mi ha picchiata?».


Assistente sociale: «Ci sono centri per il maltrattamento e la violenza domestica, ma lei dovrebbe ufficializzare il maltrattamento».

Alex: «Non mi maltratta».

Fuggita da casa, Alex si rivolge a un’assistente sociale nel tentativo di avere un posto in cui rifugiarsi. Come si evince dal breve dialogo, la protagonista inizialmente  non ha consapevolezza della gravità del comportamento del compagno, ritenendo che solo un abuso fisico sia degno di essere denunciato. L’epifania di Alex avviene qualche tempo dopo, grazie alla stessa assistente sociale che la convince finalmente a recarsi presso un centro antiviolenza. 

Assistente sociale: «C’è un posto al centro antiviolenza, ma hai detto di non essere stata maltrattata».

Alex: «Sì, non vorrei mai togliere posto a chi è stato maltrattato per davvero».

Assistente sociale: «Davvero maltrattato? E cosa significa?».

Alex: «Essere feriti».

Assistente sociale: «E quindi falso abuso cosa significa? Intimidazioni? Minacce? Controllo?».

Questo è il primo passo verso un cammino di consapevolezza rispetto ciò che Alex ha vissuto, il primo di molti. Pian piano Alex inizia a lavorare come colf ,ad avere i suoi soldi e a gestire la sua vita. La ragazza comprende così quanto della sua libertà le era stato negato e inizia in questo modo a riprendersela. Inizia a comprendere il significato di violenza e di abuso, non circoscrivendolo soltanto alla sfera fisica. Si rende conto di esser stata vittima di un lungo processo manipolativo che l’aveva portata a essere dipendente da Sean, sotto ogni punto di vista.

Come Danielle 

Walker Leonore, psicoterapeuta americana, pubblicò nel 1979 una ricerca sul funzionamento delle relazioni di coppia nelle quali le donne sono vittime di abuso. La studiosa teorizzò la presenza di un “ciclo di violenza”, solitamente suddiviso in tre fasi. La prima fase si chiama “costruzione della tensione”, ovvero un accumulo di tensione da parte dell’aggressore che porta alla seconda fase, “l’esplosione della violenza”; nel caso di Sean si manifesta tramite gli oggetti che scaraventa sul muro, in prossimità delle vittime.

Dopo la seconda fase arriva la luna di miele. Il partner tenta di rimediare a ciò che ha fatto, nel tentativo di non perdere la propria compagna. Così facendo chiede scusa e in seguito, riempie d’amore la sua vittima, così che lei possa perdonarlo; una volta avvenuto il perdono, il ciclo comincia nuovamente.

Maid - I vari volti della violenza
Alex (Margaret Qualley), Maddy e Sean (Nick Robinson) in una scena della serie

Danielle, una ragazza che Alex incontra al rifugio, è l’esempio perfetto di questo meccanismo. Danielle scompare dal rifugio da un giorno all’altro. Alex la incontra qualche tempo dopo e realizza che la sua amica frequenta di nuovo quell’uomo che aveva cercato di ucciderla. Alex allora si domanda come sia possibile per una donna, vittima di abusi, tornare da chi le ha inferto tanto male, ma comprende con il tempo di essere in grado di commettere gli stessi errori. 

In Maid, Sean, ogni volta che incontra Alex, le dice che sta smettendo di bere, che ha intenzione di migliorare per la sua famiglia, arrivando a farle credere che sia davvero possibile un cambiamento.

In un momento di debolezza Alex torna da Sean. Sembra che tutto sia cambiato. Tuttavia, appena Sean scopre che la ragazza si sta iscrivendo di nuovo al college fa di tutto per impedirglielo, spaventato dall’idea di perdere il controllo su di lei.  

Sean torna allora sui suoi passi, torna a bere e torna a essere il manipolatore di sempre, togliendo alla partner ogni possibilità di essere indipendente. Le toglie la macchina, affinché lei non possa più andare a lavoro (violenza economica), le impedisce di usare il telefono e di comunicare con qualsiasi altra persona al di fuori di lui (violenza psicologica). La ragazza cade di nuovo nel baratro, un baratro che viene mostrato metaforicamente attraverso una potentissima scena. Alex scivola lentamente nel divano e si ritrova in un pozzo scuro, metafora di uno stato d’animo che rasenta la depressione. 

Alex depressa, dopo esser tornata da Sean

La seconda fuga

Maid non è semplicemente una storia di abuso e di violenza. Maid è anche una storia di consapevolezza.

Alex scappa di nuovo, questa volta a piedi, senza vestiti né per lei né per la bimba, ma con maggiore consapevolezza rispetto alla prima volta. La serie tv racconta del viaggio vissuto dalla protagonista, mentre scava nel suo passato e nel suo presente. Alex, alla fine della serie, ha finalmente capito il processo del quale è stata vittima e quali sono state le conseguenze della violenza subita, come dice lei stessa a Sean:

Alex: «Ora le cose sono diverse. Ho un avvocato che sarebbe felice di impedirti di stare entro i tre metri di distanza da me e Maddy. Soprattutto, so cos’hai fatto e che questo mi ha provocato il DPTS (disturbo post traumatico da stress). So che non mi controllerai mai e mai più, okay?».

Attraverso una forte capacità introspettiva, Alex analizza il suo presente nel tentativo di poter costruire un futuro che sia degno delle sue capacità e che, allo stesso tempo, permetta a sua figlia di conoscere una vita priva di sofferenze. Questo futuro non prevede nessun altro se non se stessa e la sua bambina. Alex assume un avvocato, combatte per la totale custodia di sua figlia e si iscrive all’università.

Alex: «Ho appena chiuso una lunga relazione con Sean, forse non voglio dipendere subito da un altro, forse voglio andare al college». 

Gli errori dei miei genitori

Alex (Margaret Qualley) e sua madre Paula (Andie MacDowell)

In Maid parte essenziale della trama è costituita dalle figure genitoriali di Alex.

Paula, la madre, è una bipolare non diagnosticata, mentre il padre, Hank, si è ricostruito una famiglia. Alex, nel corso della serie, rimane scioccata dal ricordare che l’allontanamento dei suoi genitori era stato causato dalla violenza di Hank su Paola e di come la madre, esattamente come lei, è dovuta scappare per portare sua figlia in salvo.

Le due generazioni hanno molto in comune. Risulta importante sottolineare che, a differenza dei suoi genitori, Alex compie un viaggio di consapevolezza riguardò ciò che le è successo, mentre Paula, dopo anni, continua a evitare di ricordare la violenza, finendo per continuare a vivere una serie di altre relazioni abusive con numerosi altri uomini. Allo stesso modo Hank non ammette di aver fatto violenza e tanto meno è disposto a denunciare la violenza di Sean nei confronti di Alex, seppure ne sia stato testimone.

In Maid, in questo viaggio di crescita, fortunatamente, Alex non è sola.

La prima volta che Sean smette di bere, lo fa per Alex. Lo fa perché spera che lei possa tornare a casa. Nell’ultimo episodio, Alex e Sean sono in disputa legale per chi dovrebbe avere la custodia di Maddy. Sean, tuttavia, rinuncia a battersi per la custodia quando realizza che i suoi problemi con l’alcol gli rendono impossibile badare a una bimba. 

Sean: «Non bevo da 24 ore, volevo essere pulito per Maddy, ma sono irritabile. La pelle si accappona, il sole mi dà fastidio, ho i nervi a fior di pelle. […] La stavo spingendo sull’altalena e lei diceva “più in alto, papà, più in alto”, era bello, ma anche allora pensavo al mio prossimo bicchiere e cercavo  di trovare un qualche rilievo. Sapevo che se Paula non ci fosse stata, avrei portato Maddy con me a bere, come mia madre faceva con me. Non posso farle questo. Ti lascio la custodia completa».

Per la prima volta, Sean realizza che non vuole smettere di bere per compiacere gli altri, ma per essere migliore, per stare senza problemi accanto a sua figlia. 

I due si allontano. Le due strade si dividono. A differenza dei loro genitori, entrambi abbracciano un percorso di autoconsapevolezza di sé e ricercano, così, la versione migliore di loro stessi.

Leggi anche: Sei sfumature di donna nel cinema

Lory Coletti
Ciao sono Lory! Ho 22 anni e studio al DAMS di Lecce. Amo il cinema e la musica!

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