Bungo Stray Dogs – Cani randagi sciolti tra i versi

Eleonora Poli

Aprile 21, 2022

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Le strade di Yokohama sono solitarie. Buie e piene di vicoli. Solo la luna illumina l’asfalto, con la sua presenza ingombrante. Nume per i viaggiatori e i lupi solitari, la luna di Yokohama è protettrice di tutti quei cani che la notte non hanno rifugio: di quegli artisti che vagano in cerca di ispirazione e di un modo per consolare la propria solitudine. Solo la luna conosce, per nome, tutti quei Bungo (in giapponese maestri di letteratura) Stray Dogs.

La luna sopra il ponte di Yokohama e Osamu Dazai.

La penna di Kafka Asagiri, nel 2012, decide di dare vita a tutti i maestri della letteratura mai esistiti. In Bungo Stray Dogs dà vita a un universo narrativo in cui le più grandi menti letterarie della storia internazionale interagiscono tra loro. Se questi autori sono tali è per merito di un’opera che li ha resi immortali. Ecco quindi che i personaggi di Bungo Stray Dogs incontrano il fantasy e i titoli dei loro scritti più celebri si trasformano in poteri soprannaturali.

La lotta tra bene e male è il centro della narrazione, senza mai definire bianco e nero, Asagiri resta in quelle sfumature di grigio che affascinano da sempre la natura umana.

Bungo Stray Dogs: La bestia al chiaro di luna e lo squalificato

Nakajima Atsushi ha 16 anni, è affamato e da solo sul lungofiume. Cacciato dall’orfanotrofio in cui è cresciuto, ora progetta di derubare il primo passante per mettere qualcosa sotto i denti. Ma una voce, dall’acqua ingiallita dal tramonto dietro di lui, attira la sua attenzione. Ora bagnato, Atsushi riprende fiato accanto a quell’uomo che sembra quasi deluso di essere ancora vivo.

Osamu Dazai apre le braccia sopra quel ponte e guarda il suo riflesso nel fiume che scorre sotto di lui. Un battito di ciglia e si lascia cadere. Il suicidio è l’unico modo in cui accetta di morire. Sente l’acqua dolce che riempie i suoi polmoni eppure, poco dopo, è sulla riva accanto a una figura pallida.

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Nakajima Atsushi

Dazai e il suo collega, Doppo Kunikida, stanno cercando una tigre bianca mangia uomini. Atsushi l’ha vista, un paio di giorni prima gli è sembrato lo stesse seguendo. Forse attratta, anche lei, dalla luna.

È allora che Dazai gli propone di fare da esca. Ora in una rimessa al porto, Atsushi osserva quella grande luna che entra, con la sua luce prepotente, dalla finestra. Sotto quei raggi lunari si sente diverso, quasi una bestia. Nel riflesso dei vetri infranti, Atsushi ora vede una tigre non più il suo volto umano. Ma basta una carezza di Dazai per far sparire ogni traccia dell’animale, per squalificarlo.

Forse il destino (o forse quella mente ormai troppo traumatizzata di Dazai) ha organizzato l’incontro che cambierà le sorti di Yokohama.

Nakajima Atsushi e Osamu Dazai sono solo un paio degli autori mossi da Asagiri. La bestia al chiaro di luna così come lo squalificato sono i titoli delle opere di maggior successo dei due scrittori del primo Novecento. Nel corso delle loro avventure saranno raggiunti da altri maestri come Tanizaki Jun’ichirō, Ranpo Edogawa e Akiko Yosano colleghi all’Agenzia dei Detective Armati.

Rashōmon e per il dolore corrotto

Ma la luna di Yokohama non sempre riscalda con la sua luce blu; quando è bagnata di sangue, colora di rosso tutte quelle pagine ancora non scritte. Non esiste bene senza male come non esiste legge senza crimine. Le strade sono territorio di tutti quelli che agiscono nell’ombra, quando tutta la città riposa.

la luna rossa e Osamu Dazai

Akutagawa Ryūnosuke passeggia tra i vicoli stretti del quartiere portuale, il fazzoletto sporco di sangue in tasca. Non ha incarichi per quella sera. Accanto a lui, anzi, attorno a lui, Rashōmon lo accompagna e lo protegge. Cammina per ore e spera di imbattersi in un giovane uomo, rivale ma al tempo stesso amico. Però non sa che, quella sera, Osamu Dazai ha altri impegni.

Chūya Nakahara siede sul tetto del grattacielo più alto. Il vento gli smuove il mantello nero e i capelli rossi. Assiste alla scena sul lungofiume, vede Dazai, suo ex-partner, farsi beffe di un ragazzino. Fermo a assaporare quella sigaretta, Chūya segue, con lo sguardo, il cappotto nero di Akutagawa tra i vicoli, sapendo che, per la delusione del mancato incontro, sarà l’ennesima notte di sangue.

Akutagawa Ryūnosuke con rashōmon e Chūya Nakahara con per il dolore corrotto sono membri della Port Mafia comandata da Ōgai Mori (Vita Sexualis). Con poteri violenti come il controllo della gravità di Chuya o la sopraffina tecnica assassina di Akutagawa, i mantelli neri della Mafia coprono Yokohama.

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Akutagawa Ryūnosuke

Disperati, assetati e incontenibili, ma anche soli, abbandonati e violenti, i componenti dell’associazione criminale, si colorano delle personalità più ambigue a partire da Dazai stesso, ex membro del gruppo criminale. Sakaguchi Ango, Kyōka Izumi e Sakunosuke Oda sono solo alcuni dei letterati che rendono Bungo Stray Dogs l’affascinante opera che è oggi.

Bungo Stray Dogs: cani randagi

L’opera, trasposta in anime da Studio Bones, composta da tre stagioni più un lungometraggio, vede protagonisti tutti gli autori di fama mondiale, che trovano una casa. Tutte quelle penne che vagano la notte e scrivono storie sonnambule si incontrano tra i vicoli di Yokohama. Da Fyodor Dostoyevsky (Delitto e castigo), pilastro della letteratura russa, a Frey Fitzgerald (Il grande Gatsby), direttamente dall’America, Bungo Stray Dogs accoglie tutti quei cani randagi che ululano alla luna.

A tutti quegli artisti che non dormono, che vagano in cerca di ispirazione, che soffrono, Bungo Stray Dogs parla a voce alta. Alza un calice di whisky in onore di quei sentimenti che fanno bruciare l’animo dell’uomo e urla con orgoglio…

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agli Stray Dogs

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