Moon Knight – Una nuova via illuminata dalla luna

Stefano Romitò

Maggio 16, 2022

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C’è poco equilibrio e molto caos in Moon Knight. Disponibile su Disney+ e ambientata nell’MCU, la nuova serie Marvel Studios si vuole differenziare dalle precedenti già con il suo protagonista. Se Wandavision, Loki, Falcon And The Winter Soldier e Hawkeye ci hanno fatto conoscere meglio personaggi che avevamo già incontrato nei lungometraggi Marvel, questa serie, invece, ci presenta un nuovo eroe: Moon Knight.

Complice il fatto che si tratta della prima apparizione del personaggio e la quasi totale assenza di riferimenti al resto dell’MCU, si ha la sensazione di assistere a una storia dal sapore nuovo che può permettersi qualche libertà in più delle serie che l’hanno preceduta.

L’atmosfera è cupa e nevrotica, la luna e la notte dominano la scena. Diverse voci si sovrappongono nella testa del protagonista. Dai musei egizi alle piramidi de Il Cairo le ambientazioni ci immergono in un universo affascinante. La mitologia egizia pervade ogni puntata e si percepisce una particolare attenzione per quanto riguarda i rituali, l’oggettistica e l’iconografia delle divinità e dei culti religiosi con cui il nostro eroe entra in contatto. Non a caso la Marvel ha affidato la regia di gran parte di episodi della serie al regista egiziano Mohamed Diab. La storia sembra procedere senza troppe fasi di stanca. Si, ci sono alcuni problemi di narrazione, qualche personaggio non troppo ispirato, una CGI altalenante e qualche scivolone con l’ultimo episodio. La serie, eppure, riesce comunque a intrattenere e a risultare interessante per diversi aspetti.

Moon Knight
Khonshu e Moon Knight.

Marc Spector è un mercenario che per sfuggire alla morte stringe un patto con la divinità egizia della luna Khonshu. Il dio lo fa quindi diventare il suo avatar sulla terra donandogli poteri sovrannaturali. Ciò che rende il personaggio di Spector ulteriormente interessante è il suo disturbo dissociativo della personalità. A causa di questa condizione Marc crea la personalità di Steven Grant. È proprio tramite gli occhi di Steve che veniamo catapultati nel mondo di Moon Knight. La presa di consapevolezza e l’accettazione della sua natura sarà un percorso che occuperà l’intera stagione.

È proprio nel rapporto tra Marc e Steve che la serie riesce a dare il meglio di sé, e la motivazione è semplice: Oscar Isaac.

Oscar Isaac
Oscar Isaac nei panni di Marc Spector/Steven Grant.

Mattatore indiscusso di Moon Knight l’attore ci dona un’interpretazione (doppia) che ha davvero pochi eguali tra i prodotti del Marvel Cinematic Universe. Riuscendo a differenziare in maniera precisa, anche se a tratti macchiettistica, le due personalità di Marc, Isaac riesce a far percepire perfettamente tutto il caos che regna sovrano nella testa del protagonista. Il rapporto tra le due personalità subisce continui mutamenti passando da un’iniziale diffidenza e chiusura reciproca a una collaborazione animata. I due personaggi rappresentano uno l’opposto dell’altro e proprio per questo si completano a vicenda.

La differenza tra i due si palesa anche nelle rispettive trasformazioni. Se Marc, richiamando il potere di Khonshu, si trasforma in Moon Knight, Steve prende le sembianze di Mr. Knight. Due costumi diversi, da guerriero il primo e più elegante il secondo, ai quali corrispondono due diverse funzionalità. In questo senso è un peccato che Mr. Knight abbia poco spazio in scena e che l’alter-ego di Marc lo metta costantemente in secondo piano.

È nella quinta puntata, una delle più belle della stagione, che, dopo la morte di Marc e sullo sfondo di un ospedale psichiatrico e un traghetto diretto verso i Campi Iaru (il paradiso egizio), tutti i nodi tra i due vengono al pettine. Steve scoprirà le sue origini e riuscirà finalmente ad accettare la sua natura permettendo a Marc di far pace con il proprio passato. I due torneranno insieme dall’aldilà più uniti che mai.

Moon Knight
Marc Spector e Steven Grant nel manicomio.

Se la figura di Marc/Steven viene molto approfondita è anche vero che gli altri personaggi che lo circondano risultano in parte poco convincenti.

Il suo rapporto con Layla, archeologa moglie di Marc e sua compagna di avventure, sembra a malapena abbozzato. Pur regalandoci dei momenti di comicità e tenerezza nel suo complicato rapportarsi contemporaneamente a Marc e Steve, sembra però che il personaggio di Layla venga relegato troppo rapidamente al ruolo di spalla dell’eroe e utilizzato in maniera funzionale alla storia. Resta quindi il dubbio che gli spunti forniti dal passato e dal possibile futuro di Layla avrebbero potuto dar vita a un personaggio più rilevante e interessante.

Discorso diverso, invece, per Arthur Harrow. Interpretato da Ethan Hawke, il villain della serie sembra un nemico riuscito solo in parte. Leader religioso di un culto che venera la dea Ammit, il suo intento è quello di risvegliare la divinità per poterne diventare avatar. Nel frattempo, Harrow si eleva a giuria e boia dei suoi fedeli. Se la loro bilancia interiore è equilibrata la loro vita può essere salva, ma se non c’è equilibrio la morte è l’unica via d’uscita.

Moon Knight
Ethan Hawke nei panni di Harrow.

Khonshu è il dio che giudica coloro che compiono azioni malvagie mentre Ammit è quella che punisce persone che in futuro si potrebbero macchiare di tali misfatti.

Questo è sicuramente un nucleo tematico fondamentale in tutta la serie. Harrow, in questo senso, funziona molto bene come villain proprio per la sua visione della giustizia che cozza con quella di Marc.

È giusto uccidere qualcuno che in futuro compirà dei misfatti o tutti vanno considerati innocenti finché si comportano bene?

Lo scontro tra Marc/Khonshu e Harrow/Ammit a livello ideologico e morale è forte e fornisce degli interessanti spunti di riflessione. Quando questo scontro, però, si fa più pratico e fisico la situazione sembra peggiorare. Non che i combattimenti non siano ben gestiti. Al di là di qualche problema di CGI gli scontri in generale sono intrattenenti e spingono anche sul pedale della violenza. Il problema è che, nonostante Harrow si dimostri convinto dei propri mezzi e riesca anche a uccidere (temporaneamente) Marc, non si ha mai la percezione che possa davvero avere la meglio in un confronto contro Moon Knight.  

Moon Knight
Moon Knight pronto a combattere.

È nell’ultima puntata che lo scontro fisico diventa dominante. Marc e Steve contro Harrow. Khonshu contro un’appena rinata Ammit. A porre fine alla battaglia è l’intervento di un ulteriore personalità di Marc: Jake Lockley. La sua figura entra in scena già negli episodi precedenti ma, come in questo caso, è sempre celata. Nei momenti in cui un combattimento sembra ormai perso sia Marc che Steve vivono dei blackout. Al loro risveglio si ritrovano puntualmente ricoperti del sangue dei nemici che stavano per avere la meglio. Lockley si mostrerà davvero solo nella scena post-credit dell’ultimo episodio ed è un vero peccato.

Pur comprendendo che una nuova personalità così violenta e misteriosa possa suscitare l’interesse per un’ipotetica seconda stagione, non è chiaro come sia stato possibile ignorare una figura che ha un ruolo comunque importante in tutta la serie.

I blackout di Marc e Steve quando Jake prende il controllo sono evidenti. I due non sanno spiegarsi tale fenomeno ma sembra che dopo pochi istanti non gli interessi più. Nell’ospedale psichiatrico in cui Marc e Steve si confrontano e prima di tornare in vita vedono un altro sarcofago come quello da cui si erano risvegliati, ma anche in questo caso decidono di ignorare la situazione. Sembra che il sarcofago di Jake sia stato inserito solo per far comprendere qualcosa allo spettatore ma non per avere ripercussioni sulla storia e su Marc. Si ha la sensazione che Lockley, in questa prima stagione, venga usato come deus ex machina e che le sue apparizioni servano solamente come anticipazione di ciò che c’è ancora da scoprire e vedere.

Moon Knight è il nuovo tassello che va a inserirsi nel mosaico del Marvel Cinematic Universe, una creatura strana dal fascino crepuscolare. Sembra che la nuova serie contenga in sé gli spunti produttivi e la volontà per creare una sorta di alternativa ai prodotti Marvel più classici. Se questi spunti verranno raccolti, e visto il record di streaming della serie è probabile, avremo più racconti non strettamente legati agli altri avvenimenti dell’MCU e più liberi di costruire una storia originale con atmosfere particolari. Ora gli occhi sono puntati sulla serie dedicata a Ms. Marvel in uscita a giugno su Disney+. Ma non scordiamoci che Marc e Steve sono ancora lì. Jake Lockley è ancora in contatto Khonshu. Moon Knight potrebbe avere ancora qualcosa da dirci.

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