Un’anima si aggira per la Romagna: è l’anima di Tonino Guerra.
Tutte le potenze del nuovo mondo: la fretta e il consumo, l’ansia e lo spettacolo, l’accelerazione e la cecità, si sono alleate in una crociata e in una caccia contro la bellezza.
«Non c’è più poesia. C’è solo comodità, denaro. È un inferno.»
(Tonino Guerra)

Quella bellezza che, insieme ai suoi fedeli compagni di gioco e di naufragi infantili – come Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Francesco Rosi, Elio Petri, Vittorio De Sica, Vittorio De Seta, Mario Monicelli, I fratelli Taviani, Andrej Tarkovskij, Theo Angelopoulos e Sergej Paradžanov (unico amico con il quale non ha collaborato lavorativamente) -, Tonino aveva espresso con una sacra resistenza poetica.
«Io voglio la bellezza della piccola Italia.
Abbiamo tolto l’idea di infinito,
abbiamo tolto il gioco d’ombre sul mare.
E la bellezza non sappiamo che cos’è.
Io mi batto per la bellezza.»
(Tonino Guerra)
Quella bellezza che richiama «l’odore infantile del mondo», «visioni larghe, che arrivano alle orecchie, come diceva Tarkovskij», che si riconosce nelle «cose meno frequentate, più isolate, più selvagge», perché «spesso l’orizzonte è alle nostre spalle».
Ecco quella bellezza che, dal 9 al 15 dicembre 2024, trova spazio nel triangolo poetico-romagnolo di Santarcangelo-Pennabilli-Rimini per la 5a edizione di Luoghi dell’Anima – Italian Film Festival. Nato da un’idea Andrea Guerra – compositore e figlio di Tonino -, con la direzione artistica di Steve Della Casa e Paola Poli, e con la collaborazione di Laura Delli Colli, promosso dall’Associazione Tonino Guerra; il festival inaugurato in occasione del centenario della nascita del poeta, pone al centro i temi al cuore della sua poetica, ricercando opere in cui l’ambientazione è protagonista, in un’osmosi immaginativa di territorio, memoria e fantasia.

«Facciamo delle cose che ci rendano un po’ primitivi. Se si è primitivi, si è anche futuri.
Adesso siamo dei mendicanti, vittime di desideri falsi.»
(Tonino Guerra)
L’identità del festival celebra l’armonia tra spirito e materia nei luoghi dell’anima: spazi naturali e urbanistici, riguardano la restituzione, la rappresentazione e la visione, non solo l’identità fisica dei luoghi stessi. L’anima, dunque, si rivela nella percezione autentica del luogo. Dedicato a opere audiovisive che narrano storie di territori e persone, i Luoghi dell’Anima – Italian Film Festival esplora nuovi linguaggi e riflette su temi di resilienza ambientale e umana, promuovendo una prospettiva culturale, artistica e sociale.
«Spesso quando arrivo in uno svolto del fiume non frequentato, ho questa sensazione di essere in un posto dove ho l’odore dell’infanzia del mondo.
È un momento in cui ho una paura magica.»
(Tonino Guerra)

Si inizia con l’omaggio ad Andrea Purgatori – a cui questa edizione è dedicata – nella serata speciale che il 9 dicembre lo ricorderà tra cinema e giornalismo d’inchiesta al Cinema Fulgor di Rimini, in attività dal 1914. L’inaugurazione ufficiale, invece, si terrà al C’entro Supercinema di Santarcangelo di Romagna, con la presenza di Matteo Garrone per un evento speciale e di Marco Tullio Giordana con il suo La vita accanto (2024). Santarcangelo sarà palcoscenico di presenza e proiezione nei giorni a seguire di Francesca Comencini e Il tempo che ci vuole, Michele Riondino e Palazzina Laf, Giovanni Veronesi e La valanga azzurra, Riccardo Milani e Un mondo a parte.
«Questa città [Santarcangelo] avrà un viaggio bellissimo.
Come luogo dove si può fare tenerezza con l’arte.»
(Tonino Guerra)
Mentre al cinema Fulgor di Rimini ci sarà il concorso di opere prime e seconde, con la presenza di Francesco Frangipane e Dall’alto di una fredda torre, Margherita Ferri e Il ragazzo dai pantaloni rosa, Francesco Costabile e Familia, mentre fuori concorso ci sarà Vermiglio di Maura Delpero.

Pennabilli, invece – piccolo paesino in campagna che fu dimora degli ultimi anni di vita di Tonino Guerra, ed è tutt’ora casa viva della compagna di una vita Lora Guerra, oltre che sede dell’Associazione e del Museo Tonino Guerra, – sarà luogo della rassegna dei cortometraggi in concorso, in collaborazione con il Ferrara Film Corto Festival e lo Short Film on Tour.
«Pennabilli era l’Himalaya della mia infanzia. Più che un luogo era un mito. Quand’ero bambino, i miei genitori si spostavano qui per vendere la frutta. Ci portavano anche me, perché qui l’aria è buona.»
(Tonino Guerra)

Pennabilli fu luogo originario, dalla visione larga e dall’odore infantile, dove Tonino si rifugiò per creare e donare bellezza, nella dolce calma di un pensiero rivolto al mare. A Pennabilli, Tonino Guerra donò l’Orto dei Frutti Dimenticati: giardino-museo dedicato a piante e alberi da frutto ormai poco conosciuti e installazioni artistiche come la Cappella dedicata ad Andrej Tarkovskij, la Fontana La Voce della Foglia e l’Arco delle Favole per l’Infanzia. Oppure altri luoghi dell’anima come La Strada delle Meridiane, con orologi solari unici, tra cui la Meridiana dell’Incontro, dedicata a Federico Fellini e Giulietta Masina o l’Angelo coi Baffi.
«Per quale motivo ci sono tornato? Perché è una specie di paradiso perduto e poi ritrovato. Avevo settant’anni, avevo voglia di riflettere sulle mie cose, la pittura, la natura, la poesia, e ho pensato di trasferirmi a Pennabilli. Per cominciare e per ricominciare.»
(Tonino Guerra)

Luoghi dell’Anima – Italian Film Festival è un viaggio che, tentando di incarnare lo spirito di Tonino Guerra, invita a riscoprire il lavoro del “vivere lento”, in una visione larga che, osservando l’antico, si rivolge al futuro.
Se ci si concentra e si chiude gli occhi, è possibile «togliere dalla vostra mente tutti gli oggetti del consumismo e ritrovare le cose polverose dell’infanzia».
Un’anima si aggira tra Rimini, Santarcangelo e Pennabilli. È l’anima di Tonino Guerra, e ci sente meglio.
«Quando mi hai portato per la prima volta
a vedere il Bolschoj
sembrava che tutti i palchi
fossero una montagna d’oro
che mi cadeva addosso.
E io stavo con la schiena piegata;
ma tu mi hai detto:
“Stai dritto che la bellezza non pesa”.»
(Tonino Guerra, La belèzza)





