RNFF: Les Garçons Sauvages – L’affascinante e bizzarro cambiamento del corpo

Giacomo Zanon

15.11.2019

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Cinque adolescenti provenienti da famiglie ricche compiono una violenza atroce e imperdonabile contro la loro professoressa di letteratura. Vengono assolti, ma sono costretti a intraprendere un viaggio in barca verso un’isola singolare, sotto la guida di un capitano severo. Questo è Les Garçons sauvages, opera prima del regista francese Bertrand Mandico, già autore di molti cortometraggi.

Fin dal prologo è subito chiaro di trovarsi di fronte a un’opera fuori dal comune. Il regista non è minimamente intenzionato a scendere a compromessi, ma è solamente interessato a mettere in scena una storia con uno stile originale e personale, per realizzare un film brillante e inusuale, trasmettendo dei messaggi e delle sensazioni.

Les Garçons Sauvages

Mandico non si uniforma alla massa e alla maggior parte delle produzioni odierne, ma corre il rischio di non piacere al grande pubblico pur di creare il suo universo, il suo mondo fantastico. Non gira in digitale, ma in Super-16, e crea un film estemporaneo e alieno, una creatura mistica e mitica che avvolge i sensi e stupisce inquadratura dopo inquadratura.

Mandico dirige un film dall’impatto visivo fortissimo e potentissimo, che passa da un bianco e nero elegante e meraviglioso al colore saturo e sgargiante.

Ogni scelta di montaggio è affine alla costruzione di un’opera eccezionale, caratterizzata da una regia vitale e d’impatto, che ha il pregio enorme di costruire dei quadri espressionisti, sensuali e visivamente ricchi.

L’autore francese affida il ruolo dei cinque protagonisti a cinque donne, eliminando ogni convenzione di genere e sottolineando la libertà espressiva di un film selvaggio. Anche le scenografie sono funzionali a esprimere un determinato linguaggio e a veicolare il messaggio che vuole dare l’opera, la quale tratta di sessualità, moralità, giustizia, libertà, identità e giovinezza in maniera sorprendente e travolgente.

Creando un pastiche di riferimenti, da Vigo a Kubrick fino a Anger, Mandico non risulta mai forzato né cede al mero citazionismo.

Perché Les Garçons Sauvages è come un film d’avventura estremamente visionario, decisamente onirico. Sembra quasi di vivere un’allucinazione, ma una particolarmente suggestiva e incantevole, quasi eccentrica, ma mai irritante o fastidiosa.

Les Garçons Sauvages

Le soggettive, i ralenti, le dissolvenze, le riprese sbollate e decentrate: l’autore francese si diverte, si sbizzarrisce, sperimenta. Con la sua espressiva eleganza e inventiva da vita a un film unico, e da vita ai suoi personaggi, interessanti e ambigui, trasformati dall’isola sulla quale giungono nella seconda metà del film, guidati da una forza sconosciuta, simbolo della pansessualità e del corpo, della mutazione inevitabile.

Un film enigmatico, magnetico e difficilmente definibile, Les Garçons Sauvages è un esordio che promette molto bene e spinge Mandico nell’albo degli Autori da tenere d’occhio, dal futuro (speriamo) promettente e radioso.

Leggi ancora: RNFF: Ira – La necessità di raccontare il vero

 

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