The Hateful Eight

Andrea Vailati

Febbraio 21, 2016

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Regista:Quentin Tarantino.
Durata:187 minuti
Data uscita: 2015
Titolo originale: The Hateful Eight

“Non un avvertimento, non una domanda. Una pallottola!”

Penso a “Pulp Fiction”. Penso a “Kill Bill”. Penso a “Le Iene”. Penso a Tarantino come un modo di fare cinema, unico, totalmente al di fuori di una qualunque canonizzazione, totalmente extra-ordinario.

Penso alla caratterizzazione dei personaggi, capaci di immortalarsi in 10 minuti di film, penso ai dialoghi, grotteschi, geniali, improbabili, a tratti privi di senso logico o contenutistico eppure indelebili nella storia del cinema. The Hateful Eight mi è sembrato un po’ un ombra di tutto ciò.

Prima parte alquanto passiva, meravigliosa la musica, Morricone d’altronde non può smentirsi, ma debole nella struttura, deboli i dialoghi, deboli i personaggi. Il film poi si evolve, si delinea un contesto perfettamente Tarantiniano, giochi di ruolo, cambi di sequenza, piccole (e purtroppo molto piccole) perle registiche, ma senza che questo poi esploda realmente, alcuni personaggi restano anonimi, Samuel L. Jackson salva la situazione insieme a pochi altri ma tutto ciò non sembra essere sufficiente; la trama si mostra più lineare del previsto, l’inaspettato non ha una forza trascendente, il finale geniale ma non all’altezza.

I colossi passati da affrontare, i grandi capolavori del regista, lo sormontano con facilità. E’ pur sempre Tarantino, ma non quello che mi ha fatto innamorare del suo cinema, quello che mi ha fatto imparare ogni parte a memoria, quello di “royal con fromage”, quello di Pai Mei.

Sinusoidale. 7–/10

Autore

  • Andrea Vailati

    "Un giorno troverò le parole, e saranno semplici." J. Kerouac

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