Clint Eastwood: 5 curiosità sulla sua carriera da attore e regista

Alessandro Cataldi

Maggio 30, 2020

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Il 31 maggio del 1930 nasceva a San Francisco Clint Eastwood, indubbiamente una delle figure più celebri e rappresentative della cinematografia mondale. Noto al cinema italiano degli anni ’60 per l’interpretazione dell’Uomo senza nome, il personaggio principale della trilogia del dollaro di Sergio Leone, Eastwood raggiunse il successo in patria con la figura dell’Ispettore Callaghan.

Parallelamente alla carriera da attore, nel 1971 si inizia a dedicare alla regia ma è solo nel 1992 che grazie al film Gli Spietati, riesci a imporsi come regista internazionale. Un successo che è proseguito con gli anni duemila, con numerose pellicole premiate come Mystic River, Million Dollar Baby e Gran Torino. Per omaggiare la sua figura ed augurargli Buon Compleanno abbiamo deciso di pubblicare quest’articolo per rivelare qualche retroscena e curiosità della sua carriera da attore e da regista.

1) L’incontro con Sergio Leone e Per un Pugno di Dollari

Clint Eastwood

Nel 1964 Clint Eastwood, mentre recitava in alcuni episodi de Gli uomini della prateria, ricevette la proposta di interpretare un western in Europa, intitolato The Magnificent Stranger. Successivamente Sergio Leone cambierà il titolo in Per un pugno di dollari.

Eastwood però era convinto che nessun europeo fosse in grado di girare un western realistico, ma si incuriosì leggendo la sceneggiatura, ispirata al film giapponese, La sfida del samurai di Akira Kurosawa. Questo particolare lo colpì, perché sapeva che, proprio da un altro lavoro di Kurosawa, alcuni anni prima era stato tratto I magnifici sette, film di enorme successo commerciale che aveva determinato l’affermazione di nuovi talenti come Charles Bronson, Steve McQueen e James Coburn.

La trilogia del dollaro, regalò a Eastwood un’enorme popolarità e il successo internazionale.

Clint Eastwood

Eastwood si guadagnò la fama di grande attore western: la sua espressione indecifrabile, il suo sorriso sottinteso, la sua comunicazione verbale ridotta al minimo, esaltati dalla regia di Sergio Leone, lo avevano reso un’icona.

In un’intervista del 1987 alla rivista Rolling Stone disse a proposito del suo personaggio all’interno della trilogia del dollaro:

«Ho voluto interpretare un’economia di parole e ho voluto creare questa sensazione attraverso l’atteggiamento e il movimento. Era proprio il tipo di personaggio che avevo in mente da molto tempo, rispettare il mistero che allude a tutto ciò che è accaduto in passato. Questa sensazione è nata dopo il pensiero di fare “Gli uomini della prateria” per così tanto tempo. Ho sentito il ruolo minore che ha detto che è diventato il più forte ed è cresciuto nella fantasia del pubblico».

Prima della “riabilitazione” del western all’italiana, la stampa di tutto il mondo all’epoca demolì i film di Leone. Clint Eastwood fu bollato come legnoso, monocorde, inespressivo e poco carismatico.

In verità il personaggio dell’Uomo senza nome presentava anche alcuni aspetti caricaturali, come il ghigno costantemente ornato da un mezzo sigaro.

Famosa è la risposta che Sergio Leone dava a chi gli chiedeva perché gli piacesse Eastwood come attore:

«Mi piace Clint Eastwood perché è un attore che ha solo due espressioni: una con il cappello e una senza cappello».

Autore

  • Alessandro Cataldi

    Mi chiamo Alessandro Cataldi, ho 22 anni, vivo a Petritoli, un piccolo paesino nella provincia di Fermo, nelle Marche. Frequento il secondo anno della facoltà di Fisioterapia presso l'Università Politecnica delle Marche di Ancona. Musica, Cinema e Letteratura sono tre mie grandi passioni di straordinaria importanza senza le quali sarei perso.

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