Se mi lasci ti cancello – Quando una brutta traduzione rende ignota una meraviglia

Andrea Vailati

Aprile 8, 2016

Resta Aggiornato

Se mi lasci ti cancello – Quando una brutta traduzione rende ignota una meraviglia

«Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale!
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
Infinita letizia della mente candida!
Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio».

(Alexander Pope)

Eternal Sunshine of a spotless mind (Infinita letizia della mente candida) è il titolo di un film (nel quale la suddetta poesia viene citata) che un’improbabile traduzione ha radicalmente indebolito rispetto al momento poetico cinematografico che, in verità, rappresenta: Se mi lasci ti cancello.

A sua volta è paradossalmente letterale ciò che questo titolo ci dice della trama. Parla proprio di questo, ma in un modo meravigliosamente surreale.

Kaufman scrive una storia d’amore partendo dalla fine per arrivare a un inizio che, in realtà, è la stessa fine del film.

Se mi lasci ti cancello
Jim Carrey in “Se mi lasci ti cancello”

Un uomo scopre che la sua amata, dopo essersi lasciati, ha scelto di cancellarlo dalla sua mente, nel senso propriamente chirurgico del termine. Jim Carrey, il protagonista, riesce a risalire a una clinica che permette, senza danni cerebrali rilevanti, di cancellare una gamma di ricordi, scelti a tavolino, dalla propria mente. Egli, devastato da questa scoperta sulla sua amata, consapevole di essere divenuto uno sconosciuto come altri, attua la medesima scelta.

Qui inizia il suo viaggio, il nostro viaggio, un intero viaggio nella mente di un uomo, nei suoi ricordi, in una serie di ricordi posti come sogni, essendo il suddetto dormiente in una stanza con dottori che gli bruciano qualche parete cerebrale.

Immagini sconnesse, poetiche, assolutamente prive di cronologia, che iniziano con la fine proseguendo verso l’inizio, addentrandosi in una meravigliosa storia d’amore.

Se mi lasci ti cancello è un’odissea onirica perpetuante tra frammenti poetici e specchi che si rompono, senza rinunciare ai loro segreti.

Se mi lasci ti cancello
La coscienza dell’essere incosciente

Egli comprende l’amore, si pente durante questo inconsapevole percorso diventando coscio nell’inconscio sognante, protagonista di sogni che lentamente si cancellano, cercando un modo per salvare i palazzi crollanti della sua vita.

Jim Carrey naviga nell’Odissea delle sue emozioni, rivedendo ogni volto di se stesso, accompagnato da un Virgilio che è la sua riproduzione mentale di Clementine, la donna da cui tutto ha avuto inizio.

Non può fermare nulla, ma può riscoprire tutto.

Se mi lasci ti cancello è un viaggio che va vissuto, come solo con il cinema si può fare, dando una logica all’illogico, immaginando e poetizzando il surreale, innamorandosi di una storia sui generis con protagonista un vero e proprio eroe romantico.

Se mi lasci ti cancello nasce come un verso di una poesia, ed è questa la sua essenza: delicatamente, ma senza mezze misure, contempla gli uomini nel turbine dei loro fallimenti sentimentali, ricostruendone l’origine, colorandone l’umanità portante, trovando risposte nella nostra eterna precarietà.

Accettiamo i grigi, salviamoci insieme.
Abbiamo paura, amiamo proprio per questo.

Leggi anche: In the mood for love – Un’eterna poesia d’amore sospesa

Correlati
Share This