Tutti i camei di Tarantino nei suoi film.
Oggigiorno si parla tanto di Tarantino.
Nonostante l’ultimo film abbia subito non poche critiche, il cinema tarantiniano è in un pieno momento di “cultizzazione”, un vero e proprio fenomeno di massa verso il ritorno ai classici del regista pulp.
A tratti sembra quasi un fenomeno mercificante, quasi Tarantino sia divenuto un brand, quasi vada di moda diffondere immagini di Kill Bill, video di Pulp Fiction e cosi via.
Questo non cambia, però, un’ineluttabile verità: Tarantino è un grande regista, chi lo definisce genio, chi grande emulatore, chi mainstream, ma, a mio avviso, Tarantino è uno dei più interessanti registi di sempre, un vero maestro del Cinema.
Questa rubrica proverà a ricordarne il motivo.
Tarantino si approccia al cinema prima di tutto come grande amante. Il meraviglioso connubio tra passione e il divertissement artistico fa sì che egli in primis si ritagli piccole parti nelle sue opere. Oggi parleremo dei suoi migliori camei nei film.
Jimmie Dimmick – Pulp Fiction
Jimmie Dimmick: «Non c’è bisogno che tu mi venga a dire che il mio caffè è buono, intesi? Sono io che lo compro e so quanto è buono. Quando è Bonnie a fare la spesa compra delle cagate. Io compro sempre roba costosa, perché quando la bevo voglio gustarla. Ma lo sai che cosa ho in testa in questo momento? Non è il mio caffè nella mia cucina, ma è il vostro negretto disintegrato nel mio garage».
In Pulp Fiction a Vincent parte accidentalmente un colpo di pistola e la testa dell’ostaggio esplode in mille pezzi. La macchina è vistosamente piena di sangue. Jules perde la calma: bisogna trovare una soluzione.
Non ci sono amici nei paraggi, né alleati della banda, ma Jules si ricorda di una sua vecchia amicizia, Jimmie Dimmick. Tarantino qui si ritaglia un ruolo che è forse il più noto tra i suoi camei, divenendo un vero e proprio personaggio secondario in stile Quentin.
Jimmie è un nevrotico esaltato, d’altronde come dargli torto con due gangster, un morto in casa e la moglie che sta tornando dal turno di notte. Indimenticabile la scena del caffè, dove Tarantino sembra aver interpretato un personaggio costruito su misura per lui, sia nei modi che nei toni.
Mr. Brown – Le Iene
Mr. Brown: «… Finché un bel giorno incontra un tipo cazzuto alla John Holmes e allora vai alla grande! Cioè, uno che con l’attrezzo ci scava i tunnel, come Charles Bronson ne La grande fuga. Lei ci da dentro come una maiala, finché sente una roba che non sentiva da un secolo: dolore… Dolore. Le fa male! Le fa male… Non dovrebbe, perché la strada e bell’e che asfaltata ormai, ma quando il tipo la pompa, le fa male. Lo stesso dolore che sentì la prima volta, capite? Il dolore fa ricordare alla scopatrice folle le sensazioni di quando era ancora vergine… E quindi, Like a Virgin!».
Le Iene è il primo lungometraggio e divertissement di Quentin Tarantino. Durante la scena iniziale la telecamera gira intorno a un tavolo, sempre in movimento, senza mai interrompersi: ecco Mr. Brown. Il suo vero nome lo scopriremo solo dopo l’origine, nel pieno di un’analisi su Like a Virgin, totalmente sui generis, il primo grande divertissement di Tarantino. Mr. Brown non farà una bella fine, avrà un ruolo piuttosto limitato, ma da quel momento resterà nella leggenda come primo momento cult del cinema di Quentin, fatto da egli stesso.
Uno dei minatori australiani di LeQuint Dickey Mining Co – Django Unchained
In Django Unchained Tarantino si immerge nel suo amato genere, il Western, come sempre colorandolo con la sua arte cinematografica, dandogli quel tocco assolutamente imprevedibile. Anche qui il regista non poteva esimersi da comparire; con un bel capello da mandriano e un po’ ingrassato, interpreta un ruolo davvero brevissimo, uno degli scagnozzi della società a cui è stato venduto Django. Quest’ultimo, con abile retorica, imbroglierà i suoi proprietari, uccidendoli e andando a prendersi la sua vendetta.
Ma a Tarantino non bastava essere ucciso, bensì doveva uscire di scena in maniera esplosiva, nel vero senso della parola. Ebbene sì, pochi attimi di film, eppure il suo personaggio ci lascia con un’esplosione, meravigliosamente buffa.
Segreteria telefonica – Jackie Brown
Non sempre Tarantino è stato visibile nei suoi film, tanto da non rendere facile captare la sua presenza, soprattutto quando si tratta di film doppiati. Il primo esempio è nel caso di Jackie Brown, film tarantiniano molto discusso. Qui il regista non appare, ma nella sua follia artistica decide di ritagliarsi il ruolo di voce della segreteria telefonica della Protagonista.
Uno degli ottantotto folli – Kill Bill Vol. 1

Kill Bill, il film dove Tarantino ha superato qualunque limite, a mio avviso il suo più grande capolavoro. Qui la sua è una scelta davvero hitchcockiana, egli infatti compare come uno dei cadaveri degli ottantotto folli per mano della Sposa, probabilmente quello che vedete per terra, in mezzo alle gambe di Uma Thurman.
Warren – Death Proof (Grindhouse- A prova di morte)
Pam: «Hey, Warren! Chi è questo qua?».
Warren: «Stuntman Mike».
Pam: «E chi cazzo è Stuntman Mike?».
Warren: «Uno stuntman».
Tarantino e Rodriguez creano due film tra loro connessi. Si tratta di uno dei film più discussi in cui Tarantino ha un ruolo davvero ridotto, ma come sempre piacevole, perché la sua voce connota il contesto, dando tono ironico a scenari che, di base, non lo sarebbero.
Narratore dei capitoli quattro e cinque – The Hateful Eight

The Hateful Eight è, a mio avviso, il peggiore dei film di Tarantino, nonostante riservi sempre inaspettati momenti artistici, nonostante la meravigliosa colonna sonora di Morricone. Tarantino qui non compare, ma nuovamente si fa sentire: egli è il narratore che commenta i capitoli quattro e cinque del film. Colui che ci avverte che Domergue ha un segreto.
Un nazista scalpato e la voce del soldato americano – Bastardi senza gloria
Tarantino appare anche in Bastardi senza gloria, nonostante nessuno se lo sarebbe aspettato. Compare senza realmente apparire, come un nazista scalpato dalla squadra di Brad Pitt. In più decide anche di prestare la voce al soldato americano del surreale video di propaganda, il quale verrà proiettato nel fatidico cinema.
Chester Rush – Four Rooms
Chester Rush: «Ok Ted, presta attenzione, io farò due mucchietti qui sul bancone, un mucchietto è già tuo, e l’altro mucchietto potrebbe diventare tuo. Devi capire che noi la scommessa la faremo in ogni caso, che tu ci stia oppure no. Vuoi che sia tu a tenere l’accetta o… una cameriera messicana, o… un barbone che prendiamo dalla strada? Potrà comprare molta zuppa con quel mucchietto… Shh… È una corsa contro il tempo, Ecco… ora ho… ho… Ho perso il conto, quanto è quel mucchietto? 600. Ok. Ted sai quanto ci mette un americano medio a contare fino a 600? Attento può essere una fregatura. No signore. Circa un minuto meno che contare fino a… 700. Vedi Ted, la vita è piena di un miliardo di piccole esperienze, alcune non servono a niente, sono da dimenticare per sempre e quindi tu le dimentichi, altre esperienze invece puoi ricordarle per il resto dei tuoi giorni… 800. Ora, dal momento che ciò che ti proponiamo è così… Inusuale… Così fuori dalla norma… Ci puoi scommettere che quella di questa sera sarà una di quelle esperienze che restano. Allora Ted, visto che sarai costretto a ricordartela per tutta la vita devi solo decidere quale sarà il ricordo che avrai. Dunque, vuoi ricordarti per i prossimi quarant’anni, decennio più decennio meno, che oggi hai rifiutato mille dollari per un secondo di lavoro, oppure che oggi hai guadagnato mille dollari per un solo secondo di lavoro?».
Four Rooms: quattro stanze, quattro storie, quattro registi. L’episodio più noto è diretto proprio da Tarantino che, insieme a Bruce Willis, si fa protagonista di una scenetta alquanto grottesca.
Tre uomini facoltosi e decisamente ubriachi chiedono a Ted (Tim Roth), il fattorino protagonista del film, un grosso favore: agire da boia nella loro scommessa, dunque tagliare il dito mignolo a Norman (Paul Calderon), se egli non riuscirà ad accendere per dieci volte consecutive il suo fido accendino. Se invece ci riuscirà, Chester dovrà regalargli una sua costosa automobile.




