Guardiani della Galassia Vol.2 – Io sono Groot

Enrico Sciacovelli

Maggio 4, 2017

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Guardiani della Galassia Vol. 2

Guardiani della Galassia
Guardiani della Galassia

«Io sono Groot. Io sono Groot, io sono Groot, io sono, Groot?
Io sono Groot! Io sono Groot: io, sono, Groot, io, sono Groot? Noi siamo Groot? Noi siamo Groot!»

Per coloro che non parlano la lingua che ho appena usato, tradurrò.

Sono passati quasi dieci anni dai titoli di coda dell’ultimo Iron Man. Da allora, il Marvel Cinematica Universe, si è sollevato come un titano sull’intera industria cinematografica, stabilendo gli standard narrativi ed estetici del moderno Blockbuster.

Parlare del suo impatto è ormai superfluo, ma, nel corso della sua breve storia, il primo Guardiani della Galassia rappresentò uno spartiacque: laddove i primi supereroi su cui basare pellicole erano già (relativamente) conosciuti, la banda di Star Lord era nota per lo più solo ai fan più accaniti. La domanda che circondava il film al suo annuncio era: Può Marvel fare un buon film anche da una proprietà di minore interesse per il pubblico generale?

La risposta fu un sonoro sì, grazie al carisma, il senso dell’umorismo e il cuore della pellicola. Inoltre, il grande successo del film, aprì le porte a idee più bizzarre, quali Doctor Strange o Infinity War. Siamo ora giunti a parlare di Guardiani della Galassia Vol.2, sul quale le aspettative non erano basse tanto quanto quelle del primo volume.

Guardiani della Galassia Vol. 2 fa ciò che ogni buon seguito dovrebbe fare: espandere le relazioni tra i personaggi, sviluppando una trama che amplia i confini narrativi e pone nuovi ostacoli sulla strada dei nostri eroi.


Tutto ciò che poteva essere lodato nel primo film è presente anche nel secondo: certo, la regia è creativa e stimolante, ma l’irriverenza e la sincerità delle emozioni nella sceneggiatura, elevano una trama che solo dopo una buona metà di film svela dove era nascosto il suo intrigo.

Laddove metà della tensione narrativa del primo era seguire lo scontro di personalità e lo sviluppo di uno sgangherato nucleo familiare, il focus si sposta, stavolta, su quanto importanza dovrebbero avere questi rapporti, di fronte a forze più grandi dei singoli personaggi, i quali, va riaffermato, sono ancora in grado di rimbalzare tra di loro in modo credibile e dannatamente divertente, andando anche a raschiare il soffitto del rating PG-13 americano in alcune battute spinte al punto dello shock per gli standard Marvel.

L’unica cosa che impedisce di superare il primo volume è la sua natura di seguito. Come già detto, il film del 2014 è giunto come un fulmine a ciel sereno, di conseguenza un seguito non avrebbe mai potuto portare con sé la stessa carica di novità e freschezza.


Pur non essendo una fredda e sterile operazione di gestione del franchise, quest’elemento più pragmatico è inevitabile per ogni film Marvel e, questo seguito, ne risente, poiché incapace di superare le aspettative del pubblico.
Tuttavia, si tratta di un capriccio che non può negare i pregi di questo film e dell’MCU in generale. L’umorismo e i sentimenti che permeano la pellicola, sono genuini e non possono essere ignorati.
Un’altra medaglia d’oro da aggiungere alla collezione.
E con questo, Io sono Groot (Io vi saluto).

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