Non essere cattivo – Il cinema italiano racconta spaccati di vita

Marco Pezzella

Gennaio 25, 2018

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Luca Marinelli e Alessandro Borghi in una scena del film

Non essere cattivo – Il cinema italiano racconta spaccati di vita

Penso a Non essere cattivo, a Claudio Caligari, Valerio Mastandrea, Luca Marinelli e Alessandro Borghi, ai frames del film. Penso a tutto questo mentre ascolto Bon Iver.

Il ricordo della trama, dei rapporti fra i personaggi e delle vicende, ascolta pure lui Bon Iver e si fa più romantico, evidentemente più emotivo. È per questo che la musica, o meglio le colonne sonore, talvolta, sono così appropriate, così suggestive. [considerazione mediocre 1.0]

Mi torna in mente l’orsacchiotto grigio con la maglietta rossa.

Mi torna in mente lo sguardo di Vittorio (Alessandro Borghi) alla ricerca di Cesare (Luca Marinelli). Dico subito che i due attori sono sublimi in questo film.

non essere cattivo

Penso all’amicizia, e penso che Non essere cattivo sia un film sull’amicizia prima che sulla droga e sui suoi effetti. Sulla necessità dell’amicizia. Sull’amicizia vera, non esaltata dalla droga, un’amicizia che c’era già prima di farsi.

Sono stato affascinato e soddisfatto dal film. Per il racconto dell’amicizia pura fra Vittorio e Cesare. Non frizzantina, ma pura. «Anche se… la Cocaina frizzantina ha un suo perché.»

La trama può pur essere poco originale – abbiamo già visto margini cittadini e borgate preda delle droghe – ma è imbevuta, ubriaca, fatta di vita e di emozioni vere.

Il cinema che preferisco e che ritengo più complesso da fare e da vedere è proprio quello che racconta la vita, per quella che è, per quello che percepisce di essa il regista. Gli spaccati di vita.

Gli spaccati di due vite

Borghi non è lo stesso di Suburra, e non soltanto per l’aspetto fisico e per le allucinazioni felliniane, ma per carattere. Cesare – il suo personaggio – attraversa delle fasi, esattamente come un ragazzo alla ricerca del suo posto nel mondo, passando per il lavoro e l’amore.

Marinelli è meraviglioso, poco Zingaro e un po’ Drugo dall’animo non cattivo e pieno di amore viscerale, di pancia, per la nipotina.

La verità è che a Cesare non gliene frega niente d’essere cattivo per ottenere qualcosa, nun ce pensa, gli frega solo di poche persone, manco della droga gli frega così tanto. Tutto è facile, tutto è possibile.

Esempio: se non lavora lui al cantiere, non lavora nessuno. Facile.

I due amici corrono su due strade diverse nella seconda parte del film, ma l’intensità del loro rapporto li tiene a una giusta distanza, vicini non per caso o per sceneggiatura. Per scelta.

Il poco successo nelle sale ha avuto come bilanciamento dantesco il grande successo del passaparola post distribuzione. Merito di Caligari, Mastandrea, et cetera.

Valerio Mastandrea e Luca Marinelli

Bella speranza per il cinema nostrano.

Quel cinema italiano che non ha nulla, davvero, da invidiare ai gangster movies americani. La provincia e i bassifondi, spesso background di queste sceneggiature, conferiscono un tono di maggiore verità a film come Non essere cattivo.

Viva questo cinema italiano!

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